Il 19 dicembre 1964, dal Programma Nazionale RAI si diffondono le note di uno strano inno. "Viva la pappa col pomodoro". A cantarlo a squarciagola è una Rita Pavone, tutta zazzera e lentiggini, perfetta incarnazione del monello più pestifero della tv italiana: Giannino Stoppani, Gian Burrasca per i suoi calunniatori. Infaticabile ideatore di burle e marachelle, il discolo dal “pel di carota” una ne fa e cento ne pensa, e registra tutto nel suo giornalino, inesauribile archivio di tiri mancini. Che si improvvisi mago o artificiere, che si diletti a trasformare cappelli in tegamini, frantumare orologi, nascondere anguille nei pianoforti… quando c'è lui in giro, nessuno può dirsi al sicuro. Quasi sicuramente, i più giovani avranno sentita si e no nominare Rita Pavone, forse qualche suo pezzo lo avranno pure ascoltato, ma non sanno ricollegare il personaggio alla canzoni. Però, per capire quanto questa cantante all'epoca fosse amata dagli italiani, grandi e piccoli che fossero, basti sapere che una delle trasmissioni di maggior successo della RAI fu Studio 1 ( mandato in onda tra il '61 e il '66, ed entrato nell'immaginario collettivo come prototipo dello spettacolo di intrattenimento leggero della televisione in bianco e nero degli anni sessanta ), e fu condotta nell'ultima sua edizione del '66, per ben venti puntate, interamente dalla mitica Rita. Ma quelli che, come me, la sera non vedevano l'ora di gustarsi in televisione Studio 1, con Rita Pavone e i suoi Collettoni. ( fra quei sedici ballerini, tra ragazzi e ragazze, c'era un certo Renato Zero; mentre i ragazzi erano doppiati nel cantare dal giovane e esordiente Gianni Morandi), la ricordano eccome. Senza ombra di dubbio Rita Pavone era, negli anni '60, una delle protagoniste assolute, per quel che riguarda il panorama musicale italiano; ogni suo disco entrava in classifica, le serate canore registravano il tutto esaurito. La Rai, sull'onda di queste affermazioni, decise di omaggiare la Pavone, facendola divenire vedette di uno spettacolo personale in quattro puntate, su cui puntò molto, contando di ottenere il massimo del gradimento, soprattutto da parte del pubblico giovanile. Il titolo, inequivocabile dello show fu "Stasera: Rita!". Che di dire di più ? Che a dirigerlo vi era il più prestigioso regista tv italiano, Antonello Falqui, mentre i testi erano firmati da Lina Wertmüller e Leo Chiosso. Proprio in una di quelle puntate, Rita si esibì in duo con un altra icona della canzone italiana: Mina. Gustatevelo...
Pel di Carota: che fenomeno !
Il 19 dicembre 1964, dal Programma Nazionale RAI si diffondono le note di uno strano inno. "Viva la pappa col pomodoro". A cantarlo a squarciagola è una Rita Pavone, tutta zazzera e lentiggini, perfetta incarnazione del monello più pestifero della tv italiana: Giannino Stoppani, Gian Burrasca per i suoi calunniatori. Infaticabile ideatore di burle e marachelle, il discolo dal “pel di carota” una ne fa e cento ne pensa, e registra tutto nel suo giornalino, inesauribile archivio di tiri mancini. Che si improvvisi mago o artificiere, che si diletti a trasformare cappelli in tegamini, frantumare orologi, nascondere anguille nei pianoforti… quando c'è lui in giro, nessuno può dirsi al sicuro. Quasi sicuramente, i più giovani avranno sentita si e no nominare Rita Pavone, forse qualche suo pezzo lo avranno pure ascoltato, ma non sanno ricollegare il personaggio alla canzoni. Però, per capire quanto questa cantante all'epoca fosse amata dagli italiani, grandi e piccoli che fossero, basti sapere che una delle trasmissioni di maggior successo della RAI fu Studio 1 ( mandato in onda tra il '61 e il '66, ed entrato nell'immaginario collettivo come prototipo dello spettacolo di intrattenimento leggero della televisione in bianco e nero degli anni sessanta ), e fu condotta nell'ultima sua edizione del '66, per ben venti puntate, interamente dalla mitica Rita. Ma quelli che, come me, la sera non vedevano l'ora di gustarsi in televisione Studio 1, con Rita Pavone e i suoi Collettoni. ( fra quei sedici ballerini, tra ragazzi e ragazze, c'era un certo Renato Zero; mentre i ragazzi erano doppiati nel cantare dal giovane e esordiente Gianni Morandi), la ricordano eccome. Senza ombra di dubbio Rita Pavone era, negli anni '60, una delle protagoniste assolute, per quel che riguarda il panorama musicale italiano; ogni suo disco entrava in classifica, le serate canore registravano il tutto esaurito. La Rai, sull'onda di queste affermazioni, decise di omaggiare la Pavone, facendola divenire vedette di uno spettacolo personale in quattro puntate, su cui puntò molto, contando di ottenere il massimo del gradimento, soprattutto da parte del pubblico giovanile. Il titolo, inequivocabile dello show fu "Stasera: Rita!". Che di dire di più ? Che a dirigerlo vi era il più prestigioso regista tv italiano, Antonello Falqui, mentre i testi erano firmati da Lina Wertmüller e Leo Chiosso. Proprio in una di quelle puntate, Rita si esibì in duo con un altra icona della canzone italiana: Mina. Gustatevelo...