Esistono molti argomenti a sostegno dell'ipotesi che l'intelligenza biologica potrebbe essere soltanto una fase transitoria dell'evoluzione di una intelligenza dotata di coscienza nell'universo. E l'essere umano, abitante del pianeta Terra, potrebbe essere un esempio calzante. Dopo soltanto pochi secoli di tecnologia, l'umanità ha fatto tali progressi che le macchine ormai sono in grado di svolgere funzioni “intelligenti” fino ad ora riservate solo alle persone, e chissà quali altri traguardi raggiungerà. Già oggi la distinzione tra “naturale” e “artificiale”, “organico” e “sintetico”, “organismo” e “macchina” si stanno facendo sempre più confuse e un giorno potrebbero non esistere più. Possiamo facilmente prevedere che verranno impiantati microcircuiti integrati nel cervello umano o nel sistema nervoso per estendere la loro capacità. Di converso, alcuni scienziati stanno già esplorando la possibilità di usare materiali organici nella costruzione di computer. Presto forse sarà possibile letteralmente coltivare in modo organico parti di computer, o trapiantare tessuto cerebrale negli automi. Questo tipo di ricerche ha fatto molti progressi da quando si sono cominciate a studiare le reti neurali, le quali sono reti artificiali per l'elaborazione di informazioni simulate dal computer che imitano quasi alla perfezione la struttura del cervello umano, e hanno ben poco a che vedere con la conformazione di un computer convenzionale. Una rete neurale è più flessibile di un normale computer e può “apprendere” dalla propria esperienza. Gli scienziati che si dedicano all'informatica sono quasi convinti che nel giro di qualche decina di anni sarà possibile costruire macchine veramente intelligenti e coscienti di sé. Usando i computer per progettare computer più avanzati, l'intelligenza delle macchine progredirà in modo assolutamente non lineare e potremmo aspettarci una escalation delle loro capacità così rapida da lasciare l'intelletto umano molto indietro. A quel punto, sostengono alcuni, dovremmo “passare le consegne” a << loro >> e di conseguenza la maggior parte delle cose importanti verranno pensate e fatte dai robot. Molti trovano questa prospettiva profondamente ripugnante, e in effetti non si capisce perché gli esseri umani dovrebbero farsi da parte quando arriveranno le macchine intelligenti. Si spera almeno che i robot verranno progettati in modo tale da preoccuparsi dei propri compagni dotati di sensi più di quanto non lo facciano gli umani, e e che si possa andare incontro a un periodo di pacifica, anche se non proprio paritaria, coesistenza in un prossimo futuro. Ora date una sbirciatina dentro il vostro cervello, e osservate come si comporta la vostra “rete neurale” quando ascolta dei suoni...
L'intelligenza biologica è transitoria ?
Esistono molti argomenti a sostegno dell'ipotesi che l'intelligenza biologica potrebbe essere soltanto una fase transitoria dell'evoluzione di una intelligenza dotata di coscienza nell'universo. E l'essere umano, abitante del pianeta Terra, potrebbe essere un esempio calzante. Dopo soltanto pochi secoli di tecnologia, l'umanità ha fatto tali progressi che le macchine ormai sono in grado di svolgere funzioni “intelligenti” fino ad ora riservate solo alle persone, e chissà quali altri traguardi raggiungerà. Già oggi la distinzione tra “naturale” e “artificiale”, “organico” e “sintetico”, “organismo” e “macchina” si stanno facendo sempre più confuse e un giorno potrebbero non esistere più. Possiamo facilmente prevedere che verranno impiantati microcircuiti integrati nel cervello umano o nel sistema nervoso per estendere la loro capacità. Di converso, alcuni scienziati stanno già esplorando la possibilità di usare materiali organici nella costruzione di computer. Presto forse sarà possibile letteralmente coltivare in modo organico parti di computer, o trapiantare tessuto cerebrale negli automi. Questo tipo di ricerche ha fatto molti progressi da quando si sono cominciate a studiare le reti neurali, le quali sono reti artificiali per l'elaborazione di informazioni simulate dal computer che imitano quasi alla perfezione la struttura del cervello umano, e hanno ben poco a che vedere con la conformazione di un computer convenzionale. Una rete neurale è più flessibile di un normale computer e può “apprendere” dalla propria esperienza. Gli scienziati che si dedicano all'informatica sono quasi convinti che nel giro di qualche decina di anni sarà possibile costruire macchine veramente intelligenti e coscienti di sé. Usando i computer per progettare computer più avanzati, l'intelligenza delle macchine progredirà in modo assolutamente non lineare e potremmo aspettarci una escalation delle loro capacità così rapida da lasciare l'intelletto umano molto indietro. A quel punto, sostengono alcuni, dovremmo “passare le consegne” a << loro >> e di conseguenza la maggior parte delle cose importanti verranno pensate e fatte dai robot. Molti trovano questa prospettiva profondamente ripugnante, e in effetti non si capisce perché gli esseri umani dovrebbero farsi da parte quando arriveranno le macchine intelligenti. Si spera almeno che i robot verranno progettati in modo tale da preoccuparsi dei propri compagni dotati di sensi più di quanto non lo facciano gli umani, e e che si possa andare incontro a un periodo di pacifica, anche se non proprio paritaria, coesistenza in un prossimo futuro. Ora date una sbirciatina dentro il vostro cervello, e osservate come si comporta la vostra “rete neurale” quando ascolta dei suoni...