Non so se ricordate il film Armageddon – Giudizio finale, quel film catastrofico del '98 con Bruce Willis ? Di sicuro quel film sarà stato ispirato dall'impatto, osservato dal telescopio spaziale Hubble, della cometa Shoemaker – Levy 9 sul pianta Giove. La cometa non era in realtà una sfera compatta, ma una stringa di 21 frammenti. Gli impatti ebbero inizio il 16 luglio del '94 e andarono avanti per una settimana. Uno di quei frammenti, noto come il "nucleo G", aveva le dimensioni di una piccola montagna, ma si abbatté su Giove con la forza di sei milioni di megatoni, ossia settantacinque volte tutti gli armamenti atomici esistenti, aprendo ferite grandi come la Terra. Guardatevi questo interessante documentario della BBC.
Ora con quale preavviso potremmo contare nel caso in cui un pezzo di roccia, della grandezza del nucleo G, si dirigesse verso il nostro pianeta ? In pratica nessuno, perché diventerebbe visibile ad occhio nudo solo una volta che avesse cominciato a riscaldarsi, e questo succederebbe solo nell'istante in cui penetrerebbe nell'atmosfera, ossia circa un secondo prima di abbattersi sulla Terra. Stiamo parlando di un oggetto che si muove a velocità di molte decine di volte superiori a quella del proiettile più veloce. A meno che non venisse notata da qualcuno con un telescopio, e non è affatto una certezza, ci coglierebbe del tutto di sorpresa. Un asteroide o una cometa, lanciate a velocità cosmiche penetrerebbero l'atmosfera terrestre in modo talmente fulmineo che l'aria sottostante non potrebbe far loro spazio, ma resterebbe compressa come succede in una pompa di bicicletta. Ora quando usiamo un pompa, l'aria dentro compressa si riscalda molto rapidamente, quindi l'aria sottostante salirebbe a 60.000 gradi Kelvin, equivalente a dieci volte la temperatura superficiale del sole. Nello stesso istante del suo ingresso nell'atmosfera, tutto quello che si trovasse nella traiettoria del proiettile, esseri umani case, fabbriche, automobili, si accartoccerebbero per poi svanire, come del cellofan in fiamme. Un secondo dopo essere entrato nell'atmosfera, il meteorite andrebbe a collidere con la superficie terrestre vaporizzando all'istante, ma la deflagrazione solleverebbe 1000 chilometri cubici di roccia, terra e gas surriscaldati. Nel raggio di 250 chilometri, ogni essere vivente che non fosse già stato ucciso dal calore al momento dell'ingresso del bolide nell'atmosfera, sarebbe comunque ucciso dall'esplosione. La prima onda d'urto si irradierebbe all'esterno a una velocità prossima a quella della luce, spazzando via tutto quello che incontrerebbe davanti a sé. Per coloro che si trovassero all'esterno della zona di immediata devastazione, il primo sentore della catastrofe sarebbe un bagliore di luce accecante, la più abbagliante mai vista da occhio umano, seguita, dopo un in intervallo compreso fra un istante e uno-due minuti, da una apocalittica visione di inimmaginabile grandiosità. Un torbido muro di oscurità si leverebbe alto fino in cielo, riempendo l'intero campo visivo e viaggiando a una velocità di migliaia di chilometri orari. Il suo avvicinarsi sarebbe spaventoso e silenzioso insieme, perché avanzerebbe a una velocità molto più elevata di quella del suono. Chiunque si trovasse a guardare nella direzione giusta, dall'alto di un edificio, vedrebbe uno sbalorditivo subbuglio seguito da un istantaneo oblio. Nel giro di qualche minuto, per un raggio di oltre mille e cinquecento chilometri, ogni oggetto con una dimensione verticale sarebbe raso al suolo o incenerito, la gente sarebbe bombardata e fatta a pezzi da una tempesta di proiettili vaganti. Oltre questo raggio la devastazione tenderebbe gradualmente a diminuire, ma questa sarebbe solo l'onda di urto iniziale. L'impatto darebbe di sicuro via a una serie di terremoti devastanti, i vulcani sparsi tutto il mondo comincerebbero a rimbombare e eruttare, gli tsunami si leverebbero dal mare per abbattersi con tutta la loro forza devastante su coste lontane. Nello spazio di un'ora, una nuvola scura coprirebbe la Terra, e rocce roventi e altri detriti cadrebbero bombardando ogni luogo, condannando l'intero pianeta alle fiamme. È stato stimato che alla fine del primo giorno sarebbero morte almeno un miliardo e mezzo di persone. L'enorme perturbazione della ionosfera farebbe saltare dappertutto tutti i sistemi di comunicazione: i sopravvissuti quindi non avrebbero la minima idea di che cosa succeda altrove,né saprebbero da che parte fuggire. E comunque non farebbe una grande differenza, perché darsi alla fuga significherebbe preferire una morte lenta ad una rapida, poiché qualsiasi plausibile tentativo di migrazione influenzerebbe ben poco sul bilancio delle vittime, visto che la capacità della Terra di alimentare la vita sarebbe universalmente diminuita. A essere egoista, spero che né io, né i miei prossimi più cari, possano un giorno essere testimoni di una simile Apocalisse, e se davvero una cosa del genere dovesse accadere sarei tanto contento di essere tra quelli che hanno avuto la possibilità di cantare quella famosa canzone che faceva...Ma non ci saremo !