Appena cento anni fa, nel 1903, Papa Pio X disponeva di tabelle in cui era indicato il numero di giorni di purgatorio che ciascun grado gerarchico della Chiesa era autorizzato a condonare: duecento i cardinali, cento gli arcivescovi e cinquanta i vescovi. A quell'epoca, però, le indulgenze non era più vendute direttamente in cambio di denaro; già nel Medioevo il denaro non era l'unico mezzo per comprare la remissione dei peccati, si poteva pagare anche in preghiere: le proprie se uno doveva ancora morire o quelle degli altri se uno era già morto. E le preghiere si compravano col denaro. Se si era ricchi, si poteva estendere un piano di riscatto della propria anima in perpetuo. Tutto ciò era possibile perché esisteva, secondo la Chiesa, il purgatorio: una sorta di sala di attesa dell'Ade in cui vanno le anime dei morti quando non hanno commesso peccati mortali, ma hanno ancora bisogno di qualche punizione e purificazione prima di essere ammesse nella zona immacolata del paradiso. Oggi, con l'avvento della “rete” tutto è diventato più semplice e a buon mercato, anzi si può trovare chi gratuitamente offre qualcosa, e così avviene anche per le preghiere. Non c'è più bisogno di rivolgersi al prete per chiedere indulgenza, basta accendere il computer e cercare , come ho fatto io, qualche “farmacia delle preghiere”, dove ogni disturbo, o grave malattia, ha la sua esatta preghiera da recitare per sollecitare l'intervento divino. Una di queste “farmacie” è addirittura qui, su LiberoBlog.
La farmacia delle preghiere
Appena cento anni fa, nel 1903, Papa Pio X disponeva di tabelle in cui era indicato il numero di giorni di purgatorio che ciascun grado gerarchico della Chiesa era autorizzato a condonare: duecento i cardinali, cento gli arcivescovi e cinquanta i vescovi. A quell'epoca, però, le indulgenze non era più vendute direttamente in cambio di denaro; già nel Medioevo il denaro non era l'unico mezzo per comprare la remissione dei peccati, si poteva pagare anche in preghiere: le proprie se uno doveva ancora morire o quelle degli altri se uno era già morto. E le preghiere si compravano col denaro. Se si era ricchi, si poteva estendere un piano di riscatto della propria anima in perpetuo. Tutto ciò era possibile perché esisteva, secondo la Chiesa, il purgatorio: una sorta di sala di attesa dell'Ade in cui vanno le anime dei morti quando non hanno commesso peccati mortali, ma hanno ancora bisogno di qualche punizione e purificazione prima di essere ammesse nella zona immacolata del paradiso. Oggi, con l'avvento della “rete” tutto è diventato più semplice e a buon mercato, anzi si può trovare chi gratuitamente offre qualcosa, e così avviene anche per le preghiere. Non c'è più bisogno di rivolgersi al prete per chiedere indulgenza, basta accendere il computer e cercare , come ho fatto io, qualche “farmacia delle preghiere”, dove ogni disturbo, o grave malattia, ha la sua esatta preghiera da recitare per sollecitare l'intervento divino. Una di queste “farmacie” è addirittura qui, su LiberoBlog.