La finestra di Ciro

Le nuvole: splendidi dipinti sulla tela del cielo


Quante volte, in vita vostra, vi siete ritrovati a rimirare estasiati un cielo pieno di nuvole ? O a divertirvi nel cercare in queste una rassomiglianza con qualcosa di particolare ? Bene, c'è stato invece chi è andato oltre questi spassosi passatempi e si è dato la briga di catalogarle una per una e dargli ad ogni forma un nome.     Questi è stato un farmacista inglese di inizi '800, Luke Howard, considerato dai meteorologi di tutto il mondo come il fondatore della moderna meteorologia. Howard suddivise le nuvole in tre gruppi: gli strati per le nuvole stratificate; i cumuli per quelle dall'aspetto vaporoso; e i cirri ( dal latino cirrus, che significa “ricciolo”) per quelle formazioni alte e rarefatte, dall'aspetto piumoso, che di solito lasciano presagire un abbassamento di temperatura. A queste Howard in seguito aggiunse un quarto termini, nembo (dal latino nimbus che significa nuvola, ma anche pioggia ) a indicare quelle che portano precipitazioni. 
     La bellezza del sistema di Howard era che gli elementi di base potevano essere combinati a piacimento per descrivere qualsiasi forma e dimensione assunta dalle nuvole di passaggio: ecco allora i stratocumuli, i cirrostrati, i cumulonembi eccetera. Fu un successo immediato e non solo in Inghilterra, tanto è che Goethe ne fu così colpito che dedicò a Howard quattro componimenti. Nel corso degli anni, al sistema di Howard sono state fatte molte aggiunte, così tante che l'enciclopedico International Cloud Atlas costa di due volumi, e di sicuro, di pochi lettori.     Per inciso, la prima edizione di quell'atlante, che era di dimensioni decisamente più contenute e fu pubblicata nel 1896, divideva le nuvole in dieci tipi fondamentali: la più rotondetta, la nube che sembrava la più soffice, era la nuvola numero nove, il cumulonembo. Gli inglesi, quando sono al settimo cielo, dicono di essere on the cloud nine, e questa abitudine sembra derivare da quest'ultima suddivisione. Se siete mai stati colpiti da come le nubi cumuliformi tendano ad avere una splendida visione e contorni nitidissimi, mentre altre tipi di nuvole presentano un bordo più incerto, la spiegazione sta nel confine molto netto esistente tra l'umidità all'interno della nube cumuliforme e l'aria asciutta che si trova al suo esterno (vedi qui sotto uno splendido esempio).
      Tutte le molecole di acqua che sfuggono al di là dei confini della nuvola sono immediatamente eliminate dall'aria secca esterna, il che permette alla nuvola di mantenere intatto il proprio nitidissimo contorno. I cirri, che si trovano più in alto, sono fatti di ghiaccio, e la zona di confine tra nuvola e aria esterna non è altrettanto netta e delineata: per questo motivo essi tendono ad avere contorni indistinti. Questo è un esempio di cirro, guardate cosa sa dipingere la natura...
     Nonostante tutta la massa e la furia delle occasionali tempeste scatenate dalle nubi temporalesche ad incudine, in realtà un nuvola media è una formazione innocua e sorprendentemente rarefatta. Un vaporoso cumulo estivo, lungo parecchie centinaia di metri, contiene al massimo 100 – 150 litri di acqua, abbastanza per riempire una vasca da bagno. Ne consegue che in fondo le nuvole non sono grandi riserve di acqua: in ogni momento, fluttuante alla deriva sopra la nostra testa, c'è solo lo 0,035 per cento dell'acqua dolce disponibile sul pianeta.