La finestra di Ciro

Un mondo invisibile


La maggior parte degli esseri viventi è piccola e passa facilmente inosservata. In termini pratici, per noi questo non è sempre uno svantaggio. Infatti non dormiremmo sonni tanto tranquilli se fossimo consapevoli che il nostro materasso ospita circa due milioni di acari microscopici, che durante la notte si nutrono delle nostre secrezioni sebacee e banchettano con quei deliziosi e croccanti fiocchi di pelle che perdiamo mentre ci rigiriamo nel sonno.
     Soltanto il nostro cuscino può dare asilo a quarantamila di queste piccole creature, che considerano la nostra testa alla stregua di un enorme e untuosa leccornia. E non illudiaomoci che una federa pulita possa risolvere il problema. Per creature sulla scala dimensionale degli acari, la trama del tessuto più fitto equivale alla rete di un pescatore. Infatti è stato calcolato che se un cuscino ha sei anni, a quanto pare l'età media di un guanciale, un decimo del suo peso è costituito da residui di pelle umana, acari vivi, acari morti e sterco di acaro. Almeno, però, sono i nostri acari; pensate invece a che cosa succede ogni volta che ci stendiamo su un letto di albergo.     Gli acari sono probabilmente tra i primi animali ad aver colonizzato la Terra, il primo reperto fossile risale infatti a 290 milioni di anni fa, ma li abbiamo scoperti solo nel 1965. Se queste creature, con le quali abbiamo un rapporto tanto intimo, ci sono sfuggite fino all'epoca della televisione a colori, c'è poco da sorprenderci se non conosciamo quasi nulla del mondo su piccola scala. Se andiamo in un parco, uno qualsiasi, e raccogliamo una manciata di terra, avremmo in mano dieci miliardi di batteri, per la maggior parte sconosciuti alla scienza. Il nostro campione conterrà anche all'incirca un milione di lieviti, circa duecentomila piccoli funghi lanuginosi detti muffe e forse diecimila protozoi, come l'ameba, insieme a tutto un assortimento di rotiferi, platelminti, nematodi e varie altre creature microscopiche, collettivamente note come criptozoi. Ancora una volta, un'ampia percentuale di queste creature ci sarà sconosciuta.              
      Il più completo manuale di microbiologia, il Bergey's Manual of Systematic Bacteriology, enumera circa quattromila tipi di batteri. Negli anni '80 due scienziati norvegesi raccolsero un grammo di suolo, campionandolo a caso da una foresta di faggi nei pressi del loro laboratorio, e poi ne analizzarono attentamente il contenuto batterico. Scoprirono che questo piccolo campione conteneva tra le quattro e le cinquemila specie di batteri: in altre parole, più di quelle elencate nel Bergey's Manual.      Poi andarono in una località costiera a qualche chilometro di distanza, raccolsero un altro grammo di terra e scoprirono che anche questo conteneva quattro o cinquemila specie: diverse, però. Ora, se in solo due pizzichi di terreno superficiale, provenienti da due località diverse della Norvegia, si possono trovare diecimila specie di batteri, quante ancora attendono di essere scoperte in ambienti radicalmente diversi, quali ad esempio la foresta amazzonica ? Stando alla stime, potrebbero essere quattrocento milioni. Letto questo, voglio ora farvi una domanda: con quale coraggio questa sera poserete la testa sul vostro cuscino ?