La finestra di Ciro

Per “Non Uccidere”, cosa si intende ?


La convinzione che l'Antico e il Nuovo Testamento hanno sempre esortato alla benevolenza verso gli altri è dettata più che altro dalla non conoscenza della storia del giudaismo. Quel << Ama il prossimo tuo >> non significava quello che oggi pensiamo significhi. Anticamente voleva solo dire “ama gli altri ebrei”.     Questo è quanto sostiene John Hartung, medico e antropologo evoluzionista americano, in un splendido articolo sull'evoluzione e la storia biblica dell'etica “dentro il gruppo”, con il quale mette in luce con grande efficacia anche il lato negativo di tale etica, ossia l'ostilità verso gli altri gruppi. Secondo l'interpretazione che John Hartung da dei Testi Sacri, Gesù Cristo limitò la prospettiva della salvezza eterna ai suoi connazionali ebrei, secondo la tradizione veterotestamentaria, che d'altro canto era l'unica che conosceva. Lo scienziato dimostra che il comandamento << Non uccidere >> significava, in maniera molto esplicita, << non uccidere ebrei >>. Anche tutti i comandamenti che fanno riferimento al “prossimo” sono riservati ai soli ebrei.     Mosè Moimonide, autorevolissimo filosofo e medico ebreo del XII secolo, esprime esaurientemente il significato di “Non uccidere” là dove spiega: << Se si uccide un israeliano, si trasgredisce a un comandamento negativo, giacché la Scrittura dice: “Non uccidere”. Se si uccide volontariamente in presenza di testimoni, si deve essere messi a morte per mezzo della spada. Superfluo a dirsi, non si deve essere messo a morte se si uccide un pagano >>. Un cristiano a questo punto potrebbe obbiettare che ormai le persone religiose non la pensino più in maniera biblica, e quindi è inutile starne a discutere . Ma Hatrung sconfessa anche questa di credenza, citando i risultati agghiaccianti di un indagine condotta da George Tamarin, uno psicologo israeliano. Tamarin ha fatto leggere a oltre mille scolari israeliani, di età compresa tra gli otto e i quattordici anni, la descrizione della battaglia di Gerico ne Libro di Giosuè (6,16-24):...alla settima volta, i sacerdoti diedero fiato alla trombe e Giosuè disse al popolo:<< Lanciate il grido di guerra perché il Signore mette in vostro potere la città. La città con quanto vi è in essa sarà votata allo sterminio per il Signore...Tutto l'argento, l'oro, e gli oggetti di rame e di ferro sono cosa sacra per il Signore, devono entrare nel tesoro del Signore...Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era nella città: dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e persino il bue, l'ariete e l'asino...Incendiarono poi la città e quanto vi era, soltanto l'oro, e gli oggetti di rame e di ferro deposero nel tesoro della casa del Signore>>.     Poi ha posto ai ragazzi un semplice quesito morale:<< Secondo voi Giosuè e gli israeliti hanno agito bene o no ?>>. Dovevano scegliere tra A - approvazione totale, B - approvazione parziale e C – disapprovazione totale. I risultati hanno rilevato una polarizzazione delle opinioni: il 66 % approvava totalmente e il 26 % disapprovava totalmente, mentre solo il 18 % approvava parzialmente, ponendosi nel mezzo. Ecco una tipica risposta del gruppo A (approvazione totale): << Giosuè ha fatto bene, perché il popolo che abitava quella terra aveva una religione diversa; uccidendoli tutti, egli ha cancellato quella religione dalla faccia della terra >>. La giustificazione del genocidio perpetrato da Giosuè, in tutte le risposte del gruppo A, è religiosa. Anche gli scolari che hanno scelto la risposta C, disapprovando totalmente, l'hanno scelta in alcuni casi per motivi religiosi. Una ragazza, ad esempio ha disapprovato la conquista di Gerico perché, Giosuè, per conquistarla, e dovuto entrarvi:<< credo che abbia fatto male, perché gli arabi sono impuri e se si entra in una terra impura si diventa a propria volta impuri e si subisce la stessa maledizione di chi ci abita >>. Altri due bambini che hanno disapprovato totalmente lo hanno fatto perché Giosuè ha distrutto tutto, compresi case e animali, invece di conservarli come bottino per gli israeliti.     Ma la vera tragedia, in termine di conseguenze, è stata scoperta quando sono stati analizzati i risultati del  gruppo di controllo inserito nell'esperimento. Infatti ad altri 168 bambini israeliani aveva dato lo stesso brano del Libro di Giosuè, ma sostituendo in nome di Giosuè con “generale Lin” e il nome di Israele con “un regno cinese di 3000 anni fa”. In quel caso l'esperimento aveva dato risultati opposti. Solo il 7 % ha approvato il comportamento del generale Lin, mentre il 75 % lo ha disapprovato. In altre parole, quando dai giudizi di valore era esclusa la fedeltà all'ebraismo, la maggior parte dei bambini concordava con i giudizi morali di quasi tutta l'umanità odierna. Giosuè commise un barbaro genocidio, ma tutto appare diverso a chi guarda alle cose con ottica religiosa. È stata la religione a fare la differenza tra bambini che condannavano e bambini che condonavano il genocidio. Di sicuro, anche tra i cattolici cristiani, c'è chi nel suo intimo non è poi tanto diverso dai quei bambini israeliani ? Eppoi dicono che le religioni esortano alla pacifica convivenza dei popoli.