È proprio di ieri la notizia della drammatica morte di due turisti, di cui uno italiano, a bordo della nave da crociera cipriota battente bandiera maltese, investita da un'onda anomala al largo della Catalogna. Chissà quali momenti di terrore avrà vissuto in quegli attimi chi era li presente ! E si, perché il rischio di pagare con la vita un simile incontro è maledettamente alto. Le onde anomale non si fanno annunciare, ma compaiono dal nulla nel giro di pochi secondi. Dato che non sembrano avere lunghezze d'onda degne di nota, si trasformano in un pericolo mortale per le navi. Non ha infatti nessuna importanza quanto sia alto un rilievo ondoso convenzionale, se è possibile scalarlo con facilità. Le navi non sono tuttavia costruite per superare pareti ripide e le onde anomale s'innalzano quasi verticalmente. Questi non sono altre che cavalloni capaci di disporsi contemporaneamente l'uno sull'altro. Ciò può accadere quando le alte e veloci onde di burrasca incappano all'improvviso in una controcorrente. Il loro corso si blocca, la lunghezza d'onda diminuisce rapidamente, e le onde successive si sovrappongo con fulmineità. In alto mare le onde anomale coprono distanze che sfiorano i dieci chilometri, con una velocità compresa fra i 35 e i 40 chilometri orari. Pare tuttavia che alcuni di questi giganti abbiano percorsi diverse centinai di chilometri. In linea di massima, però, tendono all'instabilità e quasi tutte conducono una vita piuttosto breve. Magrissima consolazione se si ha la sfortuna di trovarsi nelle immediate vicinanze, tanto più che che i muri d'acqua sono preceduti da un abisso soprannominato dai marinai “buco nell'oceano”. Per sollevarsi, l'onda anomala attira a sé enormi quantità d'acqua e crea un trogolo, in cui le navi affondano, per poi essere travolte dalle ondate successive. Una variante particolarmente insidiosa di quelle onde gigantesche è diventata famosa con il nome di “tre sorelle” , un nome che evoca un'idea di socievolezza. Già la prima sorellina è un onda anomala adulta, e la seconda la segue a breve distanza a causa della lunghezza d'onda ridotta. Se, con moltissima fortuna, si sopravvive anche a questa collisione, ci si ritrova di fronte la sorella numero tre, che non fa troppi complimenti. Il problema non son dunque soltanto le creste, ma anche le valli corte e profonde che si formano là in mezzo e che talvolta piegano una nave container al punto di spezzarla. Quando si parla di altezza d'onda, bisogna tenere in considerazione che due terzi dell'onda si trovano sopra la superficie del mare, ma un altro terzo è nascosto al di sotto. Nel caso di un onda di 30 metri, si precipita in una voragine profonda 10 metri . Se siete mai saliti sul trampolino di una piscina, quello alto 10 metri, e avete guardato quel francobollo azzurro che pochi attimi prima era una vasca grandissima avrete una chiara idea delle dimensioni. Un'altra variante porta il gradevole nome di “muro d'acqua”. Questa onda si solleva in fronti della lunghezza di chilometri, ha una furia inimmaginabile ed è cosi ripida che la schiuma riesce a scendere sul lato anteriore. L'Andre Gail, lo sfortunato cutter della Tempesta perfetta di Junger, incappa proprio in un onda di questo tipo, che lo travolge irrimediabilmente. La locandina del film lo raffigura nel vano tentativo di arrampicarsi su quel fronte marmorizzato. A quanto sembra George Clooney, ha fatto altri film dopo Tempesta perfetta, quindi si può dire che almeno lui è sopravvissuto; ma di certo non si può dirlo dell'equipaggio del vero Andrea Gail, di cui si sono perse completamente le tracce . Guardatevi in queste sconvolgente immagini quanto può essere maestosamente potente un onda anomala del tipo "muro d'acqua".... ed è uno dei più piccoli, un "muretto" insomma.
Una muraglia di acqua
È proprio di ieri la notizia della drammatica morte di due turisti, di cui uno italiano, a bordo della nave da crociera cipriota battente bandiera maltese, investita da un'onda anomala al largo della Catalogna. Chissà quali momenti di terrore avrà vissuto in quegli attimi chi era li presente ! E si, perché il rischio di pagare con la vita un simile incontro è maledettamente alto. Le onde anomale non si fanno annunciare, ma compaiono dal nulla nel giro di pochi secondi. Dato che non sembrano avere lunghezze d'onda degne di nota, si trasformano in un pericolo mortale per le navi. Non ha infatti nessuna importanza quanto sia alto un rilievo ondoso convenzionale, se è possibile scalarlo con facilità. Le navi non sono tuttavia costruite per superare pareti ripide e le onde anomale s'innalzano quasi verticalmente. Questi non sono altre che cavalloni capaci di disporsi contemporaneamente l'uno sull'altro. Ciò può accadere quando le alte e veloci onde di burrasca incappano all'improvviso in una controcorrente. Il loro corso si blocca, la lunghezza d'onda diminuisce rapidamente, e le onde successive si sovrappongo con fulmineità. In alto mare le onde anomale coprono distanze che sfiorano i dieci chilometri, con una velocità compresa fra i 35 e i 40 chilometri orari. Pare tuttavia che alcuni di questi giganti abbiano percorsi diverse centinai di chilometri. In linea di massima, però, tendono all'instabilità e quasi tutte conducono una vita piuttosto breve. Magrissima consolazione se si ha la sfortuna di trovarsi nelle immediate vicinanze, tanto più che che i muri d'acqua sono preceduti da un abisso soprannominato dai marinai “buco nell'oceano”. Per sollevarsi, l'onda anomala attira a sé enormi quantità d'acqua e crea un trogolo, in cui le navi affondano, per poi essere travolte dalle ondate successive. Una variante particolarmente insidiosa di quelle onde gigantesche è diventata famosa con il nome di “tre sorelle” , un nome che evoca un'idea di socievolezza. Già la prima sorellina è un onda anomala adulta, e la seconda la segue a breve distanza a causa della lunghezza d'onda ridotta. Se, con moltissima fortuna, si sopravvive anche a questa collisione, ci si ritrova di fronte la sorella numero tre, che non fa troppi complimenti. Il problema non son dunque soltanto le creste, ma anche le valli corte e profonde che si formano là in mezzo e che talvolta piegano una nave container al punto di spezzarla. Quando si parla di altezza d'onda, bisogna tenere in considerazione che due terzi dell'onda si trovano sopra la superficie del mare, ma un altro terzo è nascosto al di sotto. Nel caso di un onda di 30 metri, si precipita in una voragine profonda 10 metri . Se siete mai saliti sul trampolino di una piscina, quello alto 10 metri, e avete guardato quel francobollo azzurro che pochi attimi prima era una vasca grandissima avrete una chiara idea delle dimensioni. Un'altra variante porta il gradevole nome di “muro d'acqua”. Questa onda si solleva in fronti della lunghezza di chilometri, ha una furia inimmaginabile ed è cosi ripida che la schiuma riesce a scendere sul lato anteriore. L'Andre Gail, lo sfortunato cutter della Tempesta perfetta di Junger, incappa proprio in un onda di questo tipo, che lo travolge irrimediabilmente. La locandina del film lo raffigura nel vano tentativo di arrampicarsi su quel fronte marmorizzato. A quanto sembra George Clooney, ha fatto altri film dopo Tempesta perfetta, quindi si può dire che almeno lui è sopravvissuto; ma di certo non si può dirlo dell'equipaggio del vero Andrea Gail, di cui si sono perse completamente le tracce . Guardatevi in queste sconvolgente immagini quanto può essere maestosamente potente un onda anomala del tipo "muro d'acqua".... ed è uno dei più piccoli, un "muretto" insomma.