La finestra di Ciro

L'Etica della Bibbia


Ringrazio una blogger, mia amica, che mi ha dato lo spunto per questo post. Inizialmente doveva essere solo una risposta al suo commento su un mio post riguardante il comandamento “Non uccidere”. Ma siccome l'argomento era per me troppo interessante, non potevo spiegare il mio punto di vista in poche righe striminzite. Bene, prego tutti gli interessati di mettersi comodi perché, anche se ho cercato di essere il più sintetico possibile, mi è venuto fuori un post non affatto breve e di questo me ne scuso in partenza.     Iniziamo col riportare il commento dell'amica:<< MI sa che la BIBBIA OGNUNO SE LA GIRA E SE LA RUOTA COME VUOLE .Bene libera reinterpretazione , libere conclusioni, basta non avere la pretesa di presentarle in queste ricerche e analisi come verità molto lontane dalla volontà del Dio biblico perfezionate poi da Gesù che ha chiamato tutti i figli dell'universo nati ieri oggi e domani e anche i non nati figli di Dio non solo gli ebrei .Chi dice questo è un falso>>.     Tu dici che la BIBBIA OGNUNO SE LA GIRA E SE LA RUOTA COME VUOLE, e avrai senza dubbio ragione, però devi anche ammettere che è la stessa Bibbia che si presta a farsi girare e ruotare a proprio piacimento, d'altro canto non potrebbe essere diversamente visto che è un antologia messa insieme in maniera caotica nell'arco di nove secoli, e consistente in una serie di documenti sparsi che sono stati scritti, rivisti, tradotti e alterati e migliorati da centinaia di autori, curatori e copisti anonimi, ignoti a noi e perlopiù sconosciuti gli uni agli altri. Certo non si può dire che la Bibbia sia sistematicamente malvagia, ma quanto meno stravagante lo è. Ora ti voglio fare una domanda esplicita: in tutta sincerità, tu hai mai letto interamente la Bibbia ? Io ti confesso di averci provato più volte, ma non sono mai riuscito a portare a termine l'impresa. Comunque quando leggo qualche bizzarro commento su di un suo passo, vado subito a controllarmi in rete il brano citato, laparola.net è un sito di questi.     Quando parli della “volontà del Dio biblico” sottintendi a una etica divina che traspare dalle Scritture, alla morale che se ne può trarre dai suoi insegnamenti, mi pare ? E qui io, proprio perché sono ignorante in materia sia di Testi Sacri che di filosofia, non saprei come risponderti. Però, vorrei citarti cosa ne pensa in merito una persona che ha passato la vita intera a studiarla. Si tratta di John Shelby Spong, vescovo della Chiesa Episcopale americana, autore di innumerevoli saggi tra i quali The Sins of Sciptures ( I Peccati delle Scritture ), dal quale è tratto il pensiero seguente:<< Chi pretende di fondare la propria etica sulla Bibbia o non l'ha letta o non l'ha capita >>.     Nonostante ciò, per quel poco che io conosco della Bibbia, prendiamo in considerazione quelli che sono gli episodi più noti, in quanto più popolari, e cerchiamo insieme di scoprire quale morale questi sottintendono. Una delle storie bibliche più famose e quella di Noè nella Genesi: precisiamo subito che è stata mutata dal mito babilonese Ut-napistim e presente anche in miti più antichi di diverse culture. Certo l'immagine degli animali che salgono sull'arca in file per due è affascinante, ma la morale che se ne può trarre dalla storia e a dir poco spaventosa. Dio disapprova gli uomini e che fa dunque: salva Noè e la sua famiglia e gli altri gli affoga tutti, compresi i bambini e, per buona misura, il resto degli animali presumibilmente innocenti. Ora qui tu potrai ribattere che non si può prendere alla lettera la Genesi. Ma allora ce da fare un distinguo tra i brani a cui credere e quelli da trattare come simboli o allegorie. Come vogliamo risolvere questa questione: facciamo una selezione personale, oppure ci dobbiamo affidare a chi può interpretarla al posto nostro ? In entrambi i casi sembrerebbe comunque un etica che procede a “lume di naso”, non trovi ?     Ma andiamo avanti con un altro passo famoso: quello del sacrificio mancato di Isacco da parte di Abramo. La scena la conosciamo tutti: è tutto pronto, Abramo ha già costruito l'altare, vi ha deposto la legna, prende Isacco lo lega ce lo fa salire sopra. Ha già in mano il coltello per scannarlo, quando l'angelo del Signore gli annuncia giusto in tempo che ci è stato un cambiamento di programma: Dio stava solo scherzando, ha tentato Abramo per mettere a prova la sua fede. A questo punto chiunque sia dotato di sani principi morali non può fare a meno di chiedersi come un figlio possa riprendersi da un simile trauma psichico. Se una storia del genere fosse accaduta realmente ai nostri giorni, sarebbe senza dubbio da codice penale per maltrattamenti a minore; e aggiungo che forse è la prima volta nella storia della scrittura che si fa uso della giustificazione << Ho solo obbedito agli ordini >>, stessa giustificazione usata, guarda caso, dai nazisti al processo di Norimberga. Ti voglio inoltre ricordare che la leggenda di Abramo è uno dei miti fondativi delle tre grandi religioni monoteiste.     Tu mi potresti ribattere di nuovo che neanche questa storia del sacrificio va presa alla lettera, ma se non alla lettera come la dobbiamo prendere ? Come un'allegoria , ma allegoria di cosa ? Di niente di lodevole, questo è certo. Come lezione morale ? Ma che tipo di morale si può ricavare da un racconto così spaventoso ? Ora veniamo al mio post; anche qui potresti controbattermi che è tutta una allegoria, che in effetti le mura di Gerico non furono distrutte ma crollarono al suono delle trombe. Ma no è questo il punto: che sia vero o no il racconto, la Bibbia viene sempre indicata come fonte della nostra etica. Eppure sotto il profilo etico la distruzione di Gerico da parte di Giosuè e, in generale, l'invasione della Terra Promessa sono paragonabili all'invasione della Polonia da parte di Hitler o ai massacri perpetrati da Saddam Hussein nei confronti dei curdi e degli arabi del Delta.     La Bibbia sarà anche un opera poetica fantastica, ma non è il tipo di libro che si può dare ai figli come formazione morale. Se nonostante quanto letto, tu insisti nel dire che non bisogna prenderla a lettera, io non posso fare altro che rispettare il tuo punto di vista, ma ti devo rammentare che tu sei una persona pacifica, di sicuro fra tante, ma ci sono altrettanti fanatici religiosi che indicano ancora questo libro come fonte infallibile dei nostri principi morali e delle nostre regole di vita, e cercano in tutti i modi di imporle al proprio prossimo. Queste persone hanno un enorme influenza politica sul resto della popolazione, non solo nel mondo islamico ma anche negli Stati Uniti, paese portato sempre ad esempio per la sue eccellenze. Se non mi credi va a questo sito ( Culture War/The American Taliban) e leggi cosa sostengono certe persone influenti in America e che bei sentimenti di fratellanza riescono a esprimere, e stanne pur certa che anche qui in Italia c'è molta gente che certi sentimenti li condivide in pieno. Chiudo, cara amica, dicendoti che io non intendo convincere nessuno, quanto meno te. Ognuno, dopo quanto letto, è libero di pensarla come gli pare, ma quantomeno questo mio discorso una certa riflessione la merita.