La finestra di Ciro

Strafalcioni come peperoni


Ora io, andando in pensione un poco prima del tempo dovuto, pensavo che finalmente avrei potuto fare quello mi pareva, che ormai sarei stato libero da qualsiasi impegno o da qualsivoglia costrizione lavorativa. Ma avevo pensato male, perché le cosa poi non sono andate affatto così.     Iniziò tutto un bel giorno, col sentirmi dire: << Visto che 'sta mattina non hai niente da fare, perché non vedi come mai quell'anta dell'armadio non chiude più bene ! >> E da li mi sono ritrovato, senza accorgermi, a fare il filippino tuttofare. Non è che abbia niente contro i filippini, anzi , ho citato loro proprio perché, a detta di tutti, sono i più seri e fidati collaboratori domestici esistenti sul mercato del lavoro e quindi questo mio è più un elogio che altro.     Ma veniamo a me: fra gli incarichi che, mano mano, in qualità di “fax-totum” (tanto per rimanere in tema), sono rientrati nelle mie competenze vi è anche quello di andare ogni tanto a fare la spesa al mercato rionale. L'altra mattina siccome mi ritrovavo dalle parti di Testaccio, uno dei quartieri “romanacci” per eccellenza, sono andato a quello situato nella piazza che ha per nome proprio quello del quartiere. Bene, fra un << A bella, che te do ? >> e un altro, è stato un vero sballo, un divertimento unico. In certi momenti sono riuscito a a stento trattenermi dalle risate. Fra melanzane e peperoni, sentite “a'gratise“ che strafalcioni sono riuscito a cogliere...
      Da un banco di frutta e verdura sento urlare:<< Ah Sora Gina, che fa, passa e nun se ferma manco a salutamme ! >> e una donnona di una certa età si gira e gli risponde:<< Ma che te strilli, ah cafone ! Tu sei proprio unico pe' famme usci' dai gamberi 'ogni mattina !>>, e l'altro sorridendo << A Sora Gi', nun s'arrabbi, pensi che mica l'avevo vista passa', ho riconosciuto il suo sciame de profumo inconfondibile !>>, e la signora di rimando << Ma statte zitto ! Co' quer naso come un cacio cavallo ammufficato che t'aritrovi, ma che voi senti' !>>, e l'altro << me dia 'na mano, Sora Gi', stamattina qui se batte la fiaccola ! Ed io c'ho moje e fiji da mantene'>>. << Bono, nun mette er dito nella piastra, anch'io c'ho mi' nipote che c'ha trentanni e ancora nun lavora, poi dicono che il lavoro mobilita l'uomo, ma c'è poco da mobilita' se er lavoro nun se trova !>>.
     E questo è niente, sentite invece due anziane "matrone" romane, vicino a un banco di pesce:<< Sta zitta, 'sta mattina me sento proprio strana, quanno me se abbassa la pressione casco proprio in calesse e me fa fatica pure a respira' >> e l'altra << A chi lo dici, io c'ho certe vene vorticose che riesco a malapena a sta' in piedi>> . E la prima: << A me er dottore ha detto che ho le piastrelle basse, ma che nun ce devo da sta' tanto a pensa', e invece io ce penso, eccome, eppoi me sento male>> e l'altra << e se vede che tu sei una che sodomizzi tutto !>>. << Sarà come dici tu! >> gli risponde la prima << ma mo', ad esempio, che c'entrava 'sta mattina 'sto accesso al dente che me venuto >>.
     Poco più in là, mentre stavo scegliendo delle arance, sento da dietro le mie spalle un una voce potente e rauca che dice:<< Ah signo' je le do du' belle braciole de maiale da fa sur beautycase? >> non ho sentito la risposta, però dopo un po' la stessa voce replica: << Fanno tre euro. Signo' che je le metto drento  a n'artra busta de  cefalon ? >>    Stavo quasi per andarmene via quando, dulcis in findus, ti pizzico un signora anziana che, rivolta al bambino che quasi trascinava per mano, gli stava dicendo: << Ma la smetti de magna' quella cioccolata, nun capisci che te fa veni' tutte eruttazioni cutanee in faccia ! >>, e il bimbo di rimando << Ah no' e che so' l' eruttazioni?>>, e lei << tutti quei brutti pedicelli pieni de musse >>.