La finestra di Ciro

Le nuove frontiere della luce artificiale


Io ricordo che da bambino i miei genitori si arrabbiavano a morte quando lasciavo la luce accesa in qualche stanza. Loro avevano pienamente ragione, perché negli anni cinquanta le bollette della luce elettrica erano abbastanza salate ed ogni lampadina lasciata accesa senza alcuno scopo era un irragionevole spreco.     Io ho mantenuto questa sana abitudine, ma quando mi arrabbio con i miei figli per questa loro dimenticanza, vengo tacciato per un vecchio taccagno. È pure vero che l'energia elettrica non ha i costi salati del dopoguerra, ma comunque sia, anche se pur minimo, è sempre uno spreco di denaro. Menomale che la vecchia e amata lampadina, che dagli inizi del '900 ha illuminato le giornate d'inverno e le buie notti di tutta l'umanità , ha i giorni contati e che a partire dal 2012 si finirà di sprecare denaro e risorse energetiche.     Vi chiederete come ? Semplice: con della carta da parati che, con un particolare rivestimento chimico, emetterà una luce di colore simile a quella solare, evitando così le ombre e i riflessi delle lampadine convenzionali. Anche se bisognerà comunque usare una corrente elettrica per stimolare i prodotti chimici a produrre la luce, la tensione necessaria sarà molto bassa e non si correrà nessun pericolo nel toccare le pareti. Infatti il sistema utilizzerà solo dai tre ai cinque volt e potrà essere alimentato da pannelli solari o da normali batterie. Ci saranno inoltre dei variatori di controllo della luminosità, come nel caso di illuminazione tradizionali.     La Carbon Trust inglese ha dato l'incarico alla Lomox, una compagnia gallese, per procedere allo sviluppo dell'Organic Light-Emitting, una particolare tecnologia basata sulle proprietà di diodi organici emettitori di luce (LED). Il rivestimento chimico che stanno mettendo a punto, potrà essere applicato in forma di carta da parati appositamente trattata, oppure sotto forma di particolari vernici da dipingere direttamente sulle pareti. Tale tecnologia potrà essere utilizzata anche per televisori a schermo piatto, computer e display dei telefoni cellulari. Secondo gli esperti inglesi il consumo energetico, rispetto a quello dei bulbi delle normali lampadine, potrà essere ridotto del 60 per cento, dando così un grande contributo al raggiungimento dell'obiettivo della Gran Bretagna di ridurre le emissioni di carbonio del 34 per cento entro il 2020.    Anche se i diodi organici emettitori di luce erano già disponibile da anni, il loro uso non era stato preso ancora in considerazione per via dell'elevato costo e della ridotta durata, causata dalla rapida ossidazione. Ma stando a quanto dichiarato da Ken Lacey, amministratore delegato della Lomox: << i costi di questa nuova tecnologia saranno molto contenuti perché abbiamo scoperto una combinazione di sostanze chimiche che non sono vulnerabili all'ossidazione, e ci permetteranno di avere un illuminazione simile a quella del sole, con la sua intera gamma di colori. Inoltre questa tecnologia potrà essere utilizzata in primo luogo per illuminare i segnali stradali o barriere, dove non c'è energia elettrica di rete, oppure per fare, ad esempio, dei schermi flessibili che possono essere arrotolati dopo l'uso o trasportati in una presentazione. Per non parlare poi degli enormi vantaggi in termine di riduzione di emissione di anidride carbonica derivante dalla produzione di energia elettrica >>.     Insomma fra qualche anno non si andrà neanche più al cinema, perché basterà un semplice parete di casa, debitamente verniciata, per avere un schermo megagalattico direttamente nella propria casa. Non bastava internet per tenerci tappati fra quattro mura ci voleva pure quest'altra diavoleria. Ecco una delle tante applicazioni preannunciate da Mr. Lacey...