La finestra di Ciro

La fortuna sfortunata


Descrivere l'essenza della fortuna è più difficile che riconoscerne l'esistenza. Per definizione, si considera fortunato un evento quando è favorevole. Ma proprio qui sta il punto: favorevole secondo chi e secondo quali parametri ?     Se andiamo a vedere, sembra che siano poche le categorie di eventi fortunati che possono essere considerate universali: una vincita in denaro o il trionfo in una competizione, un incontro che abbia sviluppi affettivi felici, un accadimento che migliori lo stato di benessere o il prolungamento della vita. Ma nella vita reale certi contorni non sono ben definiti, e a volte risultano molti più sfumati. Da che mondo è mondo le mitologie e le fiabe sottopongono a riflessione il criterio per valutare se un evento è davvero fortunato.     Ne è un esempio una antica fiaba araba che racconta le vicende di Abu Kasem ( già il nome la dice tutta ), ricco e avaro mercante di Baghdad, noto per le sue logore e miserande babbucce, segno tangibile della sua rapace e ripugnante tirchieria. Un giorno gli eventi gli si intrecciano in un modo così propizio da fargli concludere un affare particolarmente “fortunato”: acquista per un tozzo di pane una partita di ampolle di vetro e, contemporaneamente, rileva da un mercante fallito una quantità di essenza di rose a un prezzo irrisorio. Gli si prospetta la possibilità di confezionare il delicatissimo profumo di rosa in pregiate ampolle di vetro e di rivendere il tutto con grande vantaggio.     Le due occasioni si completano in maniera così felice che Abu Kasem si concede una una visita a bagni pubblici. Nel vestibolo dove si lasciano gli abiti e scarpe, gli capita un ulteriore evento singolare: un suo amico gli fa notare come le sue babbucce siano vecchie, logore e sudice, davvero inadeguate a un ricco e affermato mercante. Ma quella sembra proprio una giornata fortunata: quando Abu Kasem esce dal bagno turco, le sue babbucce logore e ripugnanti erano sparite, e a loro posto, “o quasi”, ce n'erano altre due, bellissime, lustre, evidentemente nuove di zecca. In realtà le babbucce nuove non sono un regalo per Abu Kasem, ma appartengono al giudice supremo di Bagdad, il quale lo accusa di furto e gli fa pagare a caro prezzo l'involontario scambio di pantofole.     Da quel momento Abu Kasum cerca in tutti i modi di disfarsi delle malefiche calzature: le lancia nel fiume, ma dei pescatori gliele ributtano in casa, dove frantumano tutte le preziose ampolle piene di essenza di rose. Le seppellisce allora in giardino, ma viene sospettato di scavare tesori e condannato per tentata sottrazione indebita, dato che la terra e tutto ciò che è celato sotto appartiene al Califfo. Le getta in uno stagno, ma intasano l'acquedotto e Abu Kasum viene condannato per aver insudiciato la riserva d'acqua. Le lascia sul terrazzo, ma il cane le fa cadere in testa a una donna incinta, che per lo spavento abortisce, e Abu Kasum viene nuovamente condannato. Per lui, ormai, è la miseria. Quello che pareva il suo giorno fortunato fu in realtà l'inizio della catastrofe.     Quindi, come vedete, è più difficile di quanto sembri distinguere la sfortuna dalla fortuna, la buona dalla cattiva sorte. Il bello è: che nella vita non è che sia più facile che nelle fiabe ! Ce lo potrebbe raccontare, se fosse ancora vivo, il povero cittadino americano William “Bud” Post III, la cui vita è stata letteralmente rovinata, e secondo i medici anche terminata, dalla vincita di oltre 16 milioni di dollari. L’uomo è deceduto per attacco cardiaco nel gennaio 2006. Post aveva vinto  16 milioni di dollari nel 1988, e da allora non ha avuto altro che guai. A partire da un fratello che aveva tentato di assoldare un killer per ucciderlo e poterne ereditare la fortuna. Guardatevi questo video, poi ditemi se è fortuna o sfiga...