Eccomi di nuovo fra voi e scusatemi per questa lunga e ingiustificata assenza! È da tutti risaputo che nella vita tutte le età sono buone per passare il famoso “momento del coglione”, ed io negli ultimi due mesi ho vissuto proprio uno di questi momenti. Non scendo nei particolari per evitare di annoiarvi, ma vi dico solo che mi sono chiuso in uno dei tanti casinò virtuali esistenti in rete ed ho passato giorni e notti interi a giocare ad Hold'em, una specie di Teresina ( poker ) all'americana. Mi ci sono voluti circa due mesi e bei soldini persi per capire quanto ero stato stupido nel frattempo. Solo ora mi rendo conto che giocare ai giochi d'azzardo può essere molto divertente, ma soltanto fino a quando uno riesce a controllarsi; quando invece è il gioco d'azzardo a controllarci, allora è il caso di fare qualcosa. Però non è facile capire quando si è perso il controllo e il gioco, da semplicemente passatempo, si è invece trasformato un pura e semplice dipendenza. Oggi, a mente fredda, ho capito che quando si gioca ai giochi d'azzardo bisogna stare particolarmente attenti a certi segnali, dei veri e propri campanelli d'allarme, che possono stare ad indicare che il gioco è diventato un problema. Però quando questi segnali arrivano bisogna essere in grado di percepirli, e non è facile quando si è nel “pallone”. Per mia fortuna ne sono uscito da solo senza bisogno di aiuto, anche se più povero di prima ma non completamente rovinato. Vi sto raccontando tutto ciò nella speranza che questa mia breve ma triste esperienza possa essere di monito ed aiuto ad altri sventurati e sprovveduti come me; allo scopo, elenco qui di seguito quali possono essere i possibili “campanelli d'allarme”sopra accennati: Trascorrere più tempo a giocare di quanto si è programmato.Perdere la cognizione del tempo mentre giocate.Non smettere di giocare quando si sta vincendo, ma continuare invece a giocare fino a quando si è perso i soldi guadagnati.Infastidirsi facilmente se qualcosa o qualcuno vi disturba mentre state giocando.Continuare spesso a giocare cercando di rivincere i soldi che si è perso in una partita.Passare sempre più tempo giocando e pensando al gioco d'azzardoDover giocare con poste sempre più alte per provare lo stesso senso d'ebbrezza.Essere fortemente convinti cdi fare grandi vincite.Pensare cdi essere in perdita per non aver espresso un buon gioco.Spendere di più al gioco di quanto non viene poi rivelato ai vostri amici.Non dire la verità alle persone che vi sono vicine.Far venire il gioco d'azzardo prima della famiglia, degli amici o del lavoro. Se si riconosce alcuni di questi segnali nel modo di comportarsi, allora bisogna iniziare seriamente riflettere sul proprio rapporto col gioco. Se invece si nega di avere un problema, difficilmente se verrà mai fuori da questo triste tunnel, perché il gioco, come tutte le altre dipendenze, non è qualcosa che si sceglie, e proprio per questo motivo non è qualcosa che si può far scomparire soltanto con la nostra volontà. Se fosse facile togliersela di dosso, allora non sarebbe affatto un problema. Io sono riuscito a smettere in tempo, forse solo per la mancanza di fondi al momento disponibili, ma se avessi insistito, di sicuro da qui a poco mi sarebbe servito l'aiuto di uno dei centri dell'associazione Giocatori Anonimi che si occupano di persone dipendenti dal gioco d'azzardo. Perché quando si è “dentro” non ci si accorge, ma è estremamente facile ritrovarsi nelle stesse condizioni di quel nobile napoletano del film “L'oro di Napoli”, interpretato dal grande Vittorio De Sica. Guardatevi questo divertente spezzone del film....
Il vizio del gioco d'azzardo
Eccomi di nuovo fra voi e scusatemi per questa lunga e ingiustificata assenza! È da tutti risaputo che nella vita tutte le età sono buone per passare il famoso “momento del coglione”, ed io negli ultimi due mesi ho vissuto proprio uno di questi momenti. Non scendo nei particolari per evitare di annoiarvi, ma vi dico solo che mi sono chiuso in uno dei tanti casinò virtuali esistenti in rete ed ho passato giorni e notti interi a giocare ad Hold'em, una specie di Teresina ( poker ) all'americana. Mi ci sono voluti circa due mesi e bei soldini persi per capire quanto ero stato stupido nel frattempo. Solo ora mi rendo conto che giocare ai giochi d'azzardo può essere molto divertente, ma soltanto fino a quando uno riesce a controllarsi; quando invece è il gioco d'azzardo a controllarci, allora è il caso di fare qualcosa. Però non è facile capire quando si è perso il controllo e il gioco, da semplicemente passatempo, si è invece trasformato un pura e semplice dipendenza. Oggi, a mente fredda, ho capito che quando si gioca ai giochi d'azzardo bisogna stare particolarmente attenti a certi segnali, dei veri e propri campanelli d'allarme, che possono stare ad indicare che il gioco è diventato un problema. Però quando questi segnali arrivano bisogna essere in grado di percepirli, e non è facile quando si è nel “pallone”. Per mia fortuna ne sono uscito da solo senza bisogno di aiuto, anche se più povero di prima ma non completamente rovinato. Vi sto raccontando tutto ciò nella speranza che questa mia breve ma triste esperienza possa essere di monito ed aiuto ad altri sventurati e sprovveduti come me; allo scopo, elenco qui di seguito quali possono essere i possibili “campanelli d'allarme”sopra accennati: Trascorrere più tempo a giocare di quanto si è programmato.Perdere la cognizione del tempo mentre giocate.Non smettere di giocare quando si sta vincendo, ma continuare invece a giocare fino a quando si è perso i soldi guadagnati.Infastidirsi facilmente se qualcosa o qualcuno vi disturba mentre state giocando.Continuare spesso a giocare cercando di rivincere i soldi che si è perso in una partita.Passare sempre più tempo giocando e pensando al gioco d'azzardoDover giocare con poste sempre più alte per provare lo stesso senso d'ebbrezza.Essere fortemente convinti cdi fare grandi vincite.Pensare cdi essere in perdita per non aver espresso un buon gioco.Spendere di più al gioco di quanto non viene poi rivelato ai vostri amici.Non dire la verità alle persone che vi sono vicine.Far venire il gioco d'azzardo prima della famiglia, degli amici o del lavoro. Se si riconosce alcuni di questi segnali nel modo di comportarsi, allora bisogna iniziare seriamente riflettere sul proprio rapporto col gioco. Se invece si nega di avere un problema, difficilmente se verrà mai fuori da questo triste tunnel, perché il gioco, come tutte le altre dipendenze, non è qualcosa che si sceglie, e proprio per questo motivo non è qualcosa che si può far scomparire soltanto con la nostra volontà. Se fosse facile togliersela di dosso, allora non sarebbe affatto un problema. Io sono riuscito a smettere in tempo, forse solo per la mancanza di fondi al momento disponibili, ma se avessi insistito, di sicuro da qui a poco mi sarebbe servito l'aiuto di uno dei centri dell'associazione Giocatori Anonimi che si occupano di persone dipendenti dal gioco d'azzardo. Perché quando si è “dentro” non ci si accorge, ma è estremamente facile ritrovarsi nelle stesse condizioni di quel nobile napoletano del film “L'oro di Napoli”, interpretato dal grande Vittorio De Sica. Guardatevi questo divertente spezzone del film....