Come di norma accade in biologia, che l’incontro di geni diversi della stessa specie, porta sempre a soluzioni vantaggiose per l’esistenza della specie intera, così avviene per l’umanità quando due o più culture si fondo, in qualsiasi campo della conoscenza, dando vita ad esempi di rara bellezza. E proprio per dimostrarvi quanto sia vero quello che ho pocanzi affermato, voglio raccontarvi la storia di uno di questi eccezionali esempi, anche perché fu un caso abbastanza raro, frutto delle fusione di tre ben distinte radici culturali. La storia ha inizio in un isola dell’Africa sub sahariana, 25 chilometri al largo della costa della Tanzania, Zanzibar. È il 5 settembre del 1946, quando in una casa della città vecchia, Stone Town, nasce da una coppia di indiani, un bambino al quale viene dato il nome di Farrock. I genitori, Bomi e Jer Bulsara erano originari del Gujarat (stato dell'India occidentale), ma avevano dovuto trasferirsi in Africa a causa del lavoro del padre, cassiere della Segreteria di Stato per le Colonie. Quest'ultimo era un praticante di una setta dell'antica religione zoroastriana. L’altro membro della famiglia Bulsara, era la sorella minore Kashmira. Farrock visse tutta la sua infanzia nella sua terra di origine, ma all’età di otto anni, i genitori non contenti del grado di educazione locale, mandarono il bambino al collegio scolastico del St. Peter's Boys School, a Panchgani, Mumbay, in India, e fu proprio in questo luogo che Farrokh iniziò ad essere chiamato Freddie. Il ragazzo dimostrò subito di possedere un notevole talento artistico, divenendo così un ottimo disegnatore, ma eccelleva anche nello sport. Era sia un abile velocista e che un promettente pugile, raggiungendo buoni risultati anche in altre discipline sportive come l'hockey su prato, il cricket e il tennis tavolo. Insomma che dire, un piccolo genio. Durante la permanenza al collegio ebbe anche la sua prima esperienza musicale, formando insieme a quattro compagni la band dei The Hectics, che si esibiva durante feste o eventi scolastici e di cui Freddie era il pianista. Fu proprio la zia Sheroor, presso la quale Freddie trascorreva le vacanze, ad accorgersi del suo talento musicale, facendolo così notare al preside del St. Peter College, il quale scrisse una lettera ai genitori suggerendo che, con un aumento della paga mensile, Freddie avrebbe potuto prendere lezioni musicali e imparare la musica. Dopo avere trascorso gran parte dell'adolescenza in India, con la nonna e la zia, fece ritorno in patria nel 1962. Ma appena un anno dopo, a 17 anni dovette spostarsi con la famiglia in Inghilterra per via della rivoluzione di Zanzibar, che stava minando la stabilità politica del paese. I Bulsara così si stabilirono in una piccola casa a Feltham, vicino Londra. Freddie intanto proseguì gli studi all'Isleworth Polytechnic di Isleworth (oggi West Thames College) e, più tardi, ottenne un diploma in arte e design grafico presso l'Ealing Art College. Ma quel particolare interesse per la musica, che aveva dimostrato fin da bambino, crebbe ascoltando le sonorità orientali della cantante Lata Mangeshkar, che Mercury poté ammirare dal vivo durante il soggiorno in India. Dopo lo spostamento a Londra iniziò a conoscere la musica dei maggiori artisti del periodo, come Jim Croce, Elvis Presley, Jimi Hendrix, John Lennon e dei gruppi dei Led Zeppelin, The Rolling Stones, The Who, The Beatles. Freddie fu in particolar modo attratto dalla cantante e attrice Liza Minnelli, tanto che in un'intervista dichiarò: «Una delle mie prime influenze artistiche fu Cabaret. Adoro Liza Minnelli, il modo in cui interpreta i suoi brani è pura energia». Circa il resto della vita di quel genio musicale, che fu Freddy Mercury, chi più e chi meno, lo conosce già. Tutto ciò a dimostrazione come, dalla fusione di tre modi diversi di intendere l’arte (nel nostro caso, la musica) abbastanza distanti, possa a volte far emergere un qualcosa di veramente esaltante. Mi resta solo aggiungere due curiosità sul personaggio: il cognome “d’arte” che si era dato, Mercury, era in onore di Mercurio, messaggero degli dei, che successivamente sarebbe stato citato nel testo della canzone My Fairy King. Ed inoltre, che aveva, quasi fosse un dono divino, un'estensione vocale pari a tre ottave, senza dover minimamente ricorrere all'uso del falsetto. Che dire di più , che a tutt'oggi è considerato uno dei più grandi artisti nella storia del rock e che, nel 2008, il magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18º posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi. E ora gustatevelo in una sua suprema esibizione dal vivo, di Bohemian Rhapsody ... buono ascolto !
Incontro tra culture diverse
Come di norma accade in biologia, che l’incontro di geni diversi della stessa specie, porta sempre a soluzioni vantaggiose per l’esistenza della specie intera, così avviene per l’umanità quando due o più culture si fondo, in qualsiasi campo della conoscenza, dando vita ad esempi di rara bellezza. E proprio per dimostrarvi quanto sia vero quello che ho pocanzi affermato, voglio raccontarvi la storia di uno di questi eccezionali esempi, anche perché fu un caso abbastanza raro, frutto delle fusione di tre ben distinte radici culturali. La storia ha inizio in un isola dell’Africa sub sahariana, 25 chilometri al largo della costa della Tanzania, Zanzibar. È il 5 settembre del 1946, quando in una casa della città vecchia, Stone Town, nasce da una coppia di indiani, un bambino al quale viene dato il nome di Farrock. I genitori, Bomi e Jer Bulsara erano originari del Gujarat (stato dell'India occidentale), ma avevano dovuto trasferirsi in Africa a causa del lavoro del padre, cassiere della Segreteria di Stato per le Colonie. Quest'ultimo era un praticante di una setta dell'antica religione zoroastriana. L’altro membro della famiglia Bulsara, era la sorella minore Kashmira. Farrock visse tutta la sua infanzia nella sua terra di origine, ma all’età di otto anni, i genitori non contenti del grado di educazione locale, mandarono il bambino al collegio scolastico del St. Peter's Boys School, a Panchgani, Mumbay, in India, e fu proprio in questo luogo che Farrokh iniziò ad essere chiamato Freddie. Il ragazzo dimostrò subito di possedere un notevole talento artistico, divenendo così un ottimo disegnatore, ma eccelleva anche nello sport. Era sia un abile velocista e che un promettente pugile, raggiungendo buoni risultati anche in altre discipline sportive come l'hockey su prato, il cricket e il tennis tavolo. Insomma che dire, un piccolo genio. Durante la permanenza al collegio ebbe anche la sua prima esperienza musicale, formando insieme a quattro compagni la band dei The Hectics, che si esibiva durante feste o eventi scolastici e di cui Freddie era il pianista. Fu proprio la zia Sheroor, presso la quale Freddie trascorreva le vacanze, ad accorgersi del suo talento musicale, facendolo così notare al preside del St. Peter College, il quale scrisse una lettera ai genitori suggerendo che, con un aumento della paga mensile, Freddie avrebbe potuto prendere lezioni musicali e imparare la musica. Dopo avere trascorso gran parte dell'adolescenza in India, con la nonna e la zia, fece ritorno in patria nel 1962. Ma appena un anno dopo, a 17 anni dovette spostarsi con la famiglia in Inghilterra per via della rivoluzione di Zanzibar, che stava minando la stabilità politica del paese. I Bulsara così si stabilirono in una piccola casa a Feltham, vicino Londra. Freddie intanto proseguì gli studi all'Isleworth Polytechnic di Isleworth (oggi West Thames College) e, più tardi, ottenne un diploma in arte e design grafico presso l'Ealing Art College. Ma quel particolare interesse per la musica, che aveva dimostrato fin da bambino, crebbe ascoltando le sonorità orientali della cantante Lata Mangeshkar, che Mercury poté ammirare dal vivo durante il soggiorno in India. Dopo lo spostamento a Londra iniziò a conoscere la musica dei maggiori artisti del periodo, come Jim Croce, Elvis Presley, Jimi Hendrix, John Lennon e dei gruppi dei Led Zeppelin, The Rolling Stones, The Who, The Beatles. Freddie fu in particolar modo attratto dalla cantante e attrice Liza Minnelli, tanto che in un'intervista dichiarò: «Una delle mie prime influenze artistiche fu Cabaret. Adoro Liza Minnelli, il modo in cui interpreta i suoi brani è pura energia». Circa il resto della vita di quel genio musicale, che fu Freddy Mercury, chi più e chi meno, lo conosce già. Tutto ciò a dimostrazione come, dalla fusione di tre modi diversi di intendere l’arte (nel nostro caso, la musica) abbastanza distanti, possa a volte far emergere un qualcosa di veramente esaltante. Mi resta solo aggiungere due curiosità sul personaggio: il cognome “d’arte” che si era dato, Mercury, era in onore di Mercurio, messaggero degli dei, che successivamente sarebbe stato citato nel testo della canzone My Fairy King. Ed inoltre, che aveva, quasi fosse un dono divino, un'estensione vocale pari a tre ottave, senza dover minimamente ricorrere all'uso del falsetto. Che dire di più , che a tutt'oggi è considerato uno dei più grandi artisti nella storia del rock e che, nel 2008, il magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18º posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi. E ora gustatevelo in una sua suprema esibizione dal vivo, di Bohemian Rhapsody ... buono ascolto !