La finestra di Ciro

Quanto è animale l’uomo ?


La maggior parte delle gente non ha difficoltà nell’ammettere che l’uomo appartenga  alla specie animale, ma è anche profondamente convinta che l’umanità sia una specie di gran  lunga superiore a tutte le altre.      Noi, esseri umani, siamo coscienti della nostra esistenza, noi riusciamo a modificare e sfruttare la natura che ci circonda, noi proviamo dei sentimenti profondi, noi costruiamo città e regni, noi ci guerreggiamo,  e via dicendo. Di  tutto questo “gran da fare” che ci distingue,  siamo convinti che sia un prerogativa esclusiva dell’uomo, e che non ci siano comportamenti equivalenti in altre specie viventi.      Basta però, un poco di curiosità scientifica per scoprire quanto sia infondata questa nostra supposizione, quanto noi uomini non rappresentiamo affatto, fra gli esseri viventi, una rara, e direi quasi “divina”, eccezione. Una dimostrazione di  specie vivente altrettanto organizzata, quanto la nostra, l’abbiamo quasi tutti i giorni sotto gl’occhi, ed è quella delle formiche. Le formiche, insieme alle api e alle termiti, si raggruppano, come l’uomo, in società.       A ben studiarle, le loro imprese appaiono altrettanto leggendarie quanto le nostre, e in particolar modo sorprendere, la loro cooperazione e il loro apparente altruismo.  Le missioni di attacco suicida sono un prodigio di abnegazione. In certe specie di formiche esiste una casta di operaie che hanno l’addome grottescamente rigonfio e pieno di cibo, la cui sola funzione è quella di restare appese al soffitto della galleria, immobili come lampadine panciute, fungendo da riserva per le altre operaie. Da un punto di vista umano non vivono come individui, ma rinunciano, a quanto sembra, alla loro personalità per il benessere della comunità .       Però, come noi, mettono in pratica la schiavitù. In alcune specie le operaie non lavorano per nulla o molta male;  l’unica cosa che sanno fare bene e catturare schiavi. Vere guerre in cui grandi eserciti rivali si combattono a morte non è una pratica esclusiva dell’uomo, anche le formiche da sempre la adottano. Fra di loro esiste anzi una  casta specializzata di operaie , note come soldati, che hanno mandibole da combattimento formidabili e vivono per combattere per la colonia (l’equivalente della nostra patria) contro altri eserciti di formiche. Le spedizioni per catturare schiavi sono soltanto una specie particolare di guerra.       Gli schiavisti attaccano un formicaio che appartiene a una specie diversa, cerca di uccidere le operaie o i soldati che lo difendono, per portare via poi le loro uova ancora da schiudere, che una volta aperte nel loro formicaio, andranno a formare  la loro servitù. Così, mentre i schiavisti continueranno ad uscire in spedizioni di cattura di altre schiave, queste restano a casa a compiere quei lavori quotidiani del formicaio, come pulire, raccogliere cibo e badare alla prole. Gli schiavi sono, e ovvio, felicemente ignoranti del fatto di non essere imparentati con la regina e con la prole di cui si prendono cura. Inconsapevolmente allevano nuovi squadroni di schiavisti.       Le formiche hanno anche animali domestici e piante da raccolto. Gli afidi, piccoli animaletti verdi, sono altamente specializzati di succhiare la linfa dalle piante, cui riescono a pompare fuori il liquido dalle vene in modo più efficiente di quanto poi riescano a digerirlo. Emettono perciò un liquido che ha perso ben poco del suo valore nutritivo. Goccioline di rugiada zuccherina escono in grande quantità dalla estremità posteriore dell’insetto, superando in certi casi in un ora il peso dell’insetto stesso.  Questa cosiddetta “manna” viene raccolta dalle formiche prima che si disperda a terra, con una vera e propria “mungitura” dell’insetto, che consiste nello strofinare con  le proprie zampette la parte posteriore dell’afide.      Che dire poi dell’appetito senza fine delle formiche parasol, che le rende un flagello  dal punto di vista economico, anche se le foglie non sono il cibo per loro ma per i loro funghi. Le formiche poi raccolgono e mangiano i funghi stessi e li usano per nutrire la loro prole. I funghi demoliscono il materiale di cui sono composte le foglie in modo più efficiente dello stomaco delle formiche ed è per questo vantaggio che le formiche li coltivano. Ci sono poi altri “costumi” delle formiche, di cui non mi dilungo, che sembrano aver preso spunto dal “Principe” di Macchiavelli.      Come sopra ho accennato la formica non possiede la coscienza di individuo, questo almeno  per quanto finora ci è apparso. Ma chissà che le cose non stiano affatto così, e che esse siano come noi, altrettanto coscienti della loro individualità, ma che altrettanto coscientemente vi rinuncino per mettersi a totale disposizione del benessere comune ? Bene, per concludere, guardatevi questo due interessanti video su una particolare specie di formica africana….