Cat Stevens, il cui vero nome è Steven Demetre Georgiou, scrisse Father And Son per il progetto di un musical con l’attore Nigel Hawthorn dal titolo Revolussia, ambientato durante la rivoluzione russa. Nella canzone si parla di un ragazzo che vuole unirsi a rivoluzionari contro il parere del saggio padre. Sfumata però l’idea del musical, anche a causa dei problemi di salute dovuti agli eccessi della vita spericolata del cantautore inglese, il brano verrà inserito nell’album Tea For the Tillerman del 1970. Anche estrapolata dal progetto originale, Father And Son rimane comunque un’istantanea capace di catturare in musica un tema fondamentale: quello del confronto generazionale. Non lo fa esacerbando i toni o calcando la mano sui temi politici, ma evidenziando il diverso approccio alla vita di un padre e di un figlio. Il primo, sulla base propria esperienza, invita alla calma, all’accettazione delle cose, alla consapevolezza che ognuno è parte attiva di un grande ed eterno meccanismo. Il secondo, invece, manifesta tutta la propria irrequietezza dovuta alla necessità di scoprire la vita, trovare risposte, imparare a fare domande e non accettare passivamente i consigli di chi ha già vissuto per andare incontro al domani facendo esperienza.
Storia di una canzone: Father And Son
Cat Stevens, il cui vero nome è Steven Demetre Georgiou, scrisse Father And Son per il progetto di un musical con l’attore Nigel Hawthorn dal titolo Revolussia, ambientato durante la rivoluzione russa. Nella canzone si parla di un ragazzo che vuole unirsi a rivoluzionari contro il parere del saggio padre. Sfumata però l’idea del musical, anche a causa dei problemi di salute dovuti agli eccessi della vita spericolata del cantautore inglese, il brano verrà inserito nell’album Tea For the Tillerman del 1970. Anche estrapolata dal progetto originale, Father And Son rimane comunque un’istantanea capace di catturare in musica un tema fondamentale: quello del confronto generazionale. Non lo fa esacerbando i toni o calcando la mano sui temi politici, ma evidenziando il diverso approccio alla vita di un padre e di un figlio. Il primo, sulla base propria esperienza, invita alla calma, all’accettazione delle cose, alla consapevolezza che ognuno è parte attiva di un grande ed eterno meccanismo. Il secondo, invece, manifesta tutta la propria irrequietezza dovuta alla necessità di scoprire la vita, trovare risposte, imparare a fare domande e non accettare passivamente i consigli di chi ha già vissuto per andare incontro al domani facendo esperienza.