La finestra di Ciro

Con i cow boys o con gli indiani ?


Da bambino ricordo che, quando giocavo coi soldatini a  “Cow-boys contro Indiani” , io ero sempre dalla parte degli indiani.  Il motivo ? Boh… chissà ?     Forse perché gli indiani, nei film dell’epoca, indipendentemente dal numero, erano sempre quelli che avevano la peggio, e anche se venivano descritti come selvaggi e feroci,  a me invece piaceva immaginarli sempre come eroi.
 
     Più il là col tempo, il filone western con cui ero cresciuto si era estinto,  anche  perché la gente  si era ormai resa conto che gli indiani americani, non quelli di celluloide ma  quelli veri,   più che una dura batosta, avevano subito un vero e proprio sterminio. Ma l’eterna “lotta del Bene contro il Male” , o del “Buono contro il Cattivo” doveva pur continuare ad essere  rappresentata nei film. Insomma  bisognava trasferire i cow-boys e gli indiani di un volta nella città e trovargli un nuovo ruolo.       Mi ritrovai, così cresciuto, a dover di nuovo scegliere con chi stare: con il Giustiziere della notte che, arma in pugno, si fa giustizia da solo, cioè il cow-boy, oppure con gli indiani, nelle vesti  di un Legge lenta  spesso   indolente , se non addirittura corrotta ?
      Beh, sarà che a me la sola visione di un arma mi agita, ancor più mi imbarazza chi si vanta di averne un certa dimestichezza nell’uso; anzi per dirla francamente: se nella vita dovesse capitarmi d’incontrare un personaggio come l’ Ispettore Callaghan, che a detta sua: << Con una Magnum ci si sente felici >>, mi guarderei bene da frequentarlo.      Quindi  pure allora, anche se a volte istintivamente avrei scelto i panni del cow boy , sono sempre rimasto, in linea di massima, sulla sponda degli indiani. Eppoi, era sì vero che la giustizia, quella con la “G” maiuscola, alla fine prevaleva sempre, ma lo faceva, però, lasciandosi spesso indietro un lunghissima striscia di morti violente.      Tutto questo mio bel discorso introduttivo l’ho fatto per collegarmi al quesito che mi sono posto oggi leggendo l’articolo sull’Espresso online dal titolo: “1977 - Berlusconi e la pistola” .
     Devo stare dalla parte del cow boy , e dare ragione al nostro Cavaliere, perché all’epoca cercava solo di difendere, lui e la sua famiglia, da eventuali rapimenti, allora tanto in voga, oppure dalla parte degli indiani, in questi caso la procura di Palermo,  quando asserisce che la presenza inquietante di Vittorio Mangano alla corte di Arcore era frutto di <<   intese economiche con la mafia in cambio di tutela contro i sequestri.>> ?   Bene, dispiace ancora ripetermi: ma anche questa volta io sto ….                                          con gli indiani
     non vi sbagliate, io sono quello a destra