La finestra di Ciro

Quando Natura comanda


Forse aveva ragione Arthur Schopenhauer quando asseriva che l'amore è il grande agguato che la natura ha teso agli uomini per propagarne la specie. Quello che per le altre specie è un istinto sessuale teso solo alla procreazione, secondo il filosofo,  per l’uomo, cosciente e orgoglioso della sua superiorità, non era sufficiente considerarlo tale, anzi era alquanto avvilente. Quindi l’uomo, con l’invenzione del linguaggio, ha cercato in tutti i modi di elevare a puro sentimento, ciò che alle altre specie  la natura imponeva di fare per istinto.      Ora, per noi esseri umani che da sempre abbiamo considerato importanti, valori come il matrimonio e la famiglia, ridurre  tutto il nostro sentire e il nostro provare a una stupida messa in scena, buona solo  a mascherare un mero istinto naturale, ci pare una conclusione a dir poco deprimente e riduttiva. Noi, che per amore, attraversiamo mari e scavalchiamo monti, mettendo spesso a repentaglio la nostra stessa vita, non possiamo accettare che tutta questa forza e questo ardire possano dipendere da un semplice istinto sessuale, o quanto peggio, dalla produzione di una data sostanza da parte di un particolare ormone.      Eppure, nostro malgrado, forse dobbiamo ammettere che Schopenhauer aveva proprio ragione circa l'amore. Quando c’è in ballo la continuazione della specie, non siamo i soli in natura a comportarci da indomabili eroi  per “amore”, dietro, però, dobbiamo purtroppo ricrederci, non c’è nessun nobile sentimento a  spingerci,  ma c’è solo la Natura con la sua alchimia. Ne sono un esempio i granchi rossi di Christmas Island, in Australia, che tutti gli anni, a milioni, attraversano l’intera isola, percorrendo chilometri, per andare a riprodursi in riva al mare.  
     Animali in genere molto pigri che, però, quando arriva la stagione delle piogge, intraprendono un viaggio dalle foreste pluviali degli altopiani verso le spiagge dell’Oceano Indiano. Come mai una specie così pigra e sedentaria trova il coraggio e la forza di sobbarcarsi una delle migrazioni più difficili al mondo? A questo domanda ha dato risposta una ricerca portata a termine da una equipe di ricercatori dell’ University of Bristol in Gran Bretagna.      Sentite quanto a dichiarato la dottoressa Lucy Turner, biologa del gruppo: << È un’impresa stupefacente: questi animali, che in genere non sono in grado di muoversi per più di 10 minuti, si mettono in marcia per chilometri e chilometri, ma cosa gli dava tutta quella forza ? Allora, conducendo alcune analisi sul fluido circolatorio, l’equivalente del sangue dei granchi migranti, abbiamo scoperto che un aumento dell’ormone iperglicemico  dei crostacei, combinato con il glucosio, uno zucchero che produce energia, procura la forza necessaria per l’epica traversata dell’isola. Il sistema endrocrino dei granchi riesce inoltre ad accumulare una tale quantità di zuccheri, sufficiente per consentire il loro ritorno a casa nella foresta pluviale>>.      Quindi, noi possiamo interpretarlo come più ci aggrada, ma quando Natura ordina, nessuna specie si può esimere da rispettare il comando. Ora gustatevi l’impresa eroico-sessuale dei granchi rossi di Christmas Island…