Forse aveva ragione Arthur Schopenhauer quando asseriva che l'amore è il grande agguato che la natura ha teso agli uomini per propagarne la specie. Quello che per le altre specie è un istinto sessuale teso solo alla procreazione, secondo il filosofo, per l’uomo, cosciente e orgoglioso della sua superiorità, non era sufficiente considerarlo tale, anzi era alquanto avvilente. Quindi l’uomo, con l’invenzione del linguaggio, ha cercato in tutti i modi di elevare a puro sentimento, ciò che alle altre specie la natura imponeva di fare per istinto. Ora, per noi esseri umani che da sempre abbiamo considerato importanti, valori come il matrimonio e la famiglia, ridurre tutto il nostro sentire e il nostro provare a una stupida messa in scena, buona solo a mascherare un mero istinto naturale, ci pare una conclusione a dir poco deprimente e riduttiva. Noi, che per amore, attraversiamo mari e scavalchiamo monti, mettendo spesso a repentaglio la nostra stessa vita, non possiamo accettare che tutta questa forza e questo ardire possano dipendere da un semplice istinto sessuale, o quanto peggio, dalla produzione di una data sostanza da parte di un particolare ormone. Eppure, nostro malgrado, forse dobbiamo ammettere che Schopenhauer aveva proprio ragione circa l'amore. Quando c’è in ballo la continuazione della specie, non siamo i soli in natura a comportarci da indomabili eroi per “amore”, dietro, però, dobbiamo purtroppo ricrederci, non c’è nessun nobile sentimento a spingerci, ma c’è solo la Natura con la sua alchimia. Ne sono un esempio i granchi rossi di Christmas Island, in Australia, che tutti gli anni, a milioni, attraversano l’intera isola, percorrendo chilometri, per andare a riprodursi in riva al mare.
Quando Natura comanda
Forse aveva ragione Arthur Schopenhauer quando asseriva che l'amore è il grande agguato che la natura ha teso agli uomini per propagarne la specie. Quello che per le altre specie è un istinto sessuale teso solo alla procreazione, secondo il filosofo, per l’uomo, cosciente e orgoglioso della sua superiorità, non era sufficiente considerarlo tale, anzi era alquanto avvilente. Quindi l’uomo, con l’invenzione del linguaggio, ha cercato in tutti i modi di elevare a puro sentimento, ciò che alle altre specie la natura imponeva di fare per istinto. Ora, per noi esseri umani che da sempre abbiamo considerato importanti, valori come il matrimonio e la famiglia, ridurre tutto il nostro sentire e il nostro provare a una stupida messa in scena, buona solo a mascherare un mero istinto naturale, ci pare una conclusione a dir poco deprimente e riduttiva. Noi, che per amore, attraversiamo mari e scavalchiamo monti, mettendo spesso a repentaglio la nostra stessa vita, non possiamo accettare che tutta questa forza e questo ardire possano dipendere da un semplice istinto sessuale, o quanto peggio, dalla produzione di una data sostanza da parte di un particolare ormone. Eppure, nostro malgrado, forse dobbiamo ammettere che Schopenhauer aveva proprio ragione circa l'amore. Quando c’è in ballo la continuazione della specie, non siamo i soli in natura a comportarci da indomabili eroi per “amore”, dietro, però, dobbiamo purtroppo ricrederci, non c’è nessun nobile sentimento a spingerci, ma c’è solo la Natura con la sua alchimia. Ne sono un esempio i granchi rossi di Christmas Island, in Australia, che tutti gli anni, a milioni, attraversano l’intera isola, percorrendo chilometri, per andare a riprodursi in riva al mare.