Che l’attuale governo è tutto proteso a valorizzare i beni culturali italiani è sotto gli occhi di tutti. Persino il nostro Presidente del Consiglio ha prestato la sua suadente voce a una pubblicità che promuove il turismo nel nostro Paese
Ma che dell’arte se ne facesse una questione di stato, questo proprio non lo sapevo. È di questi giorni la notizia delle critiche nate intorno all’inaugurazione, nello scorso settembre, presso la Galleria d’arte moderna (Gam) di Milano, della mostra personale di Angiola Tremonti, nata a Sondrio 62 anni fa, sorella di Giulio Tremonti, più grande di lei di soli 15 mesi. In un intervista all'assessore alla cultura del comune di Milano,Massimilano Finazzer Flory , questi quasi a scusarsi, ha dichiarato: << Questa mostra era già in programma, io l’ho, come dire, “ereditata”. Un’eredità attiva, però, perché ho rivisto il progetto e l’ho adattato alla cifra simbolica propria della Gam, la relazione di cultura e natura >>. Risposta più diplomatica rispetto a quella di Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura della Giunta Moratti dal 2006 al 2008, che in un articolo sulla rivista
ArsLife, si è così espresso: << Non mi sembra proprio che siano opere irrinunciabili. Il lavoro della Tremonti non merita una sede prestigiosa come la Gam >>. Eppure, la sorella artista del ministro dalla sua ha ottime recensioni da critici molto conosciuti come Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, fino al centenario Gillo Dorfles, storico paladino delle avanguardie. Nel 2011 uscirà per Bompiani (a cura di Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio) l’esordio narrativo di Angiola, “La valle degli orsi”, di taglio autobiografico. Ora io non sono un critico d’arte alla Sgarbi, però, un certo gusto estetico penso di averlo, ed inoltre ogni tanto mi diletto anche coi pennelli e i colori. Quindi, ora io vi mostrerò due tele, dipinte ad olio, e vorrei che voi esprimeste un vostro sincero giudizio. La prima è tratta dalle opere pittoriche di Angiola Tremonti, dal titolo Mabilla e Farfalle.
Clicca qui e vai alla tela numero cinque….Mentre la seconda, anche se in stile alquanto datato, è un mio modesto “esercizio pittorico”, dal titolo "Machilla che Palle"
Lascio a voi l'ardua sentenza !