La finestra di Ciro

Pubblicità: lucciole per lanterne


Guardatevi, qui sotto,uno degli ultimi spot pubblicitari dell’ ENI, però, prestate bene attenzione alle parole pronunciate dalla voce suadente di sottofondo. A un certo punto dice…rispetto, è una parola indispensabile!      E ora, leggetevi alcuni stralci di un articolo di Stefano Vergine, dal titolo “ Il gas italiano che avvelena il Kazakistan”(vedi video sotto), e poi ditemi a quale rispetto si riferiva lo spot pubblicitario dell' ENI.<< Berezovka è un “villaggio dei veleni"  di 15000 persone, immerso nella steppa kazaka, dove i tetti sono lamiere e i bagni buche scavate in giardino. Qui la gente guadagna mediamente 40 mila tenghe al mese, l’equivalente di 220 euro. Eppure questa è una delle zone più ricche al mondo. Lo è da quando, 30 anni fa, si scoprì che sotto terra c’era il gas. A sfruttare il tesoro è un consorzio chiamato Kpo Bv, sede fiscale in Olanda, formato da quattro multinazionali. C’è la russa Lukoil, l’americana Chevron, l’inglese British Gas e l’italiana Eni. E proprio la compagnia di Stato italiana, controllata da ministero dell’Economia e Cassa Depositi e Prestiti, assieme a British Gas detiene le quote di maggioranza: il 32,5 per cento a testa.    Il gas estratto, che dal Kazakistan, dopo essere stato raffinato, arriva fino in Italia, allo stato originario contiene parecchie sostanze pericolose. Ci sono percentuali altissime di acido solfidrico, un composto chimico estremamente tossico, che respirato costantemente può causare malattie cardiovascolari, bronchite cronica, allergie alla pelle e agli occhi. Proprio le patologie più comuni tra gli abitanti di Berezovka. Le sostanze più pericolose sono però chiamate mercaptani, presenti in alte percentuali negli idrocarburi di questa zona e considerati causa, oltre che di varie malattie mortali, anche di mutazioni genetiche >>.      Mi sa tanto che il rispetto che intende l’ ENI  è quello  di essere liberi di  fare affari ovunque ci sia la possibilità di farne, senza tanto star a badare ad eventuali danni collaterali, specialmente se a pagarli non sono i ricchi consumatori finali del bene, che lei rappresenta, ma i bensì i poveri propretari iniziali.      È un po’ quello che accade quando si subisce un furto dentro casa, che oltre a valori persi si deve anche pagare i danni subiti. Solo che qui non si tratta  di qualche catenina d’oro rubata, questi tipi di “ladri” possono portarti via impunemente anche la vita .