La finestra di Ciro

Dio e E.T. possono convivere ?


Se davvero un giorno dovesse atterrare sul nostra pianeta un astronave aliena, aldilà di ogni discorso scientifico, quale impatto potrebbe avere un evento del genere sulle varie credenze religiose ? Anche senza essere esperti di teologia, analizzando i diversi aspetti delle varie religioni possiamo porci qualche quesito su come queste possano accettare la vita al di fuori del nostro pianeta.
     Dal punto di vista della religione cattolica, la presenza di vita extraterrestre creerebbe una sorta di disparità tra le specie: mantenendo fermo il dogma della Trinità, ci possiamo domandare che ne è dei nostri ‘fratelli’ extraterrestri; se Cristo si è incarnato una sola volta per noi, perché non lo ha fatto per loro? Come possono credere nella Trinità se non hanno conosciuto Gesù Cristo ? Essi vivono ancora in armonia con Dio? Sono ancora nel paradiso terrestre? Devono essere battezzati o sono privi del peccato originale?      Per l’Islam la situazione non è meno complessa: gli extraterrestri sono necessariamente “infedeli” in quanto non possono soddisfare il secondo articolo di fede:  credere in Maometto, profeta di Allah, sarebbe impossibile per creature che non l’hanno conosciuto. Inoltre  sarebbe difficile per loro rivolgersi verso la Mecca non sapendo della sua esistenza. Il Sawm ramaḍân, ovvero il digiuno durante il mese di Ramadan sarebbe altrettanto difficoltoso, in quanto il mese è calcolato sul calendario lunare terrestre; l’ḥajj, il pellegrinaggio alla Mecca, fortunatamente per E.T., deve essere svolto solo da coloro che ne sono in grado fisicamente e finanziariamente.      Anche un ipotetico extraterrestre ebreo avrebbe i suoi problemi nel rispettare tutti i mitzvòt (precetti) obbligatori, ad esempio: << Ascolta i Profeti che parlano in Nome del Signore >>  sarebbe di difficile applicazione non avendo conoscenza dei Profeti; << Indossa i filatteri  sul capo e sul braccio>>   o anche << Circoncidi tutti i maschi otto giorni dopo la loro nascita >>  sarebbero di difficile applicazione per creature non antropomorfe.      L’Induismo non è una fede evangelica, ma piuttosto una filosofia di vita, accettando essi diversi percorsi spirituali, anche il nostro amico E.T. potrebbe essere induista, ma qualche problema si pone pure in questo caso. Il primo principio stabilito nel 1966 dalla Corte Suprema dell’India stabilisce che la base unica della filosofia induista sia l’accettazione rispettosa dei Veda come la più alta autorità riguardo agli argomenti religiosi e filosofici e qui il nostro extraterrestre che non conosce i Veda deve scegliere un’altra religione.      Professare il Buddismo, invece, sembrerebbe possibile anche per i nostri ipotetici extraterrestri, i suoi fondamenti, le “Quattro nobili verità”  (La Verità del dolore, la Verità dell’origine del dolore, la Verità della cessazione del dolore, la Verità della via che porta alla cessazione del dolore) possono essere comuni a tutte le forme di vita senzienti. Allo stesso modo il “Nobile Ottuplice Sentiero” (Retta visione, Retta intenzione, Retta parola, Retta azione, Retta sussistenza, Retto sforzo, Retta presenza mentale e Retta concentrazione) è anch’esso praticabile.
     Quindi , dopo questa breve riflessione, possiamo per sommi capi affermare che il Buddismo è la religione più extraterrestre che esiste, e forse Buddha, se veramente è esisto, potrebbe essere stato un  Robinson Crusoé alieno approdato per sbaglio sulla Terra.