La finestra di Ciro

Elisir di lunga vita


Che l’uomo, fin dai primordi, abbia desiderato diventare immortale è cosa risaputa. Però oggi, lasciando da parte l’impossibile quanto  insopportabile immortalità, già pensare ad una vita più lunga non è più fantascienza. Anzi è proprio la scienza  che sta facendo passi da gigante sui i possibili rimedi per una vita più longeva.  
       Infatti ci giunge notizia di una ricerca, portata avanti nella Concordia University (Canada), per identificare il ruolo di un acido biliare, chiamato acido litocolico (LCA), nell’estendere la durata della vita di un normale lievito (fonte). I risultati potrebbero avere implicazioni significative per la longevità e la salute umana, poiché abbiamo molte cose in comune con il lievito.      Sentite cosa ha dichiarato Vladimir Titorenko, capo della cattedra di ricerca in genomica dell’università: << Anche se abbiamo trovato che l’LCA estende notevolmente la longevità del lievito, quest’ultimo non sintetizza l’LCA e altri acidi biliari che si trovano nei mammiferi. E’ ipotizzabile che l’aumento della durata potenziale della vita da parte delle molecole di LCA possa essere rilevante anche per gli esseri umani.       I nostri risultati implicano che la LCA estende la longevità andando ad agire su due meccanismi differenti, il primo si avvia a prescindere dal numero di calorie fornite ai lieviti e coinvolge la normale attività di produzione di proteine. Il secondo meccanismo si verifica durante la restrizione di calorie. Una risposta potrebbe essere che il lievito si è evoluto per percepire gli acidi biliari come molecole lievemente tossiche e, dunque, risponde con un conseguente allungamento della durata di vita.       Indipendentemente dal motivo della loro attivazione, entrambi i meccanismi servono per eliminare il processo di pro-invecchiamento. Anche se abbiamo un’idea ancora generica di come faccia l’LCA per estendere la longevità nel lievito, abbiamo ancora bisogno di capire se ciò accade anche in altre specie. Questo ci porta a credere che gli acidi biliari hanno un potenziale come agenti farmaceutici per il trattamento di diabete, obesità e disturbi metabolici diversi, che sono tutti legati all’età. Essi possono infatti offrire la speranza per una vita e una vecchiaia sane >>.       Però, se le cose dovessero andare nel verso che ci indica il professore canadese, io mi chiedo: << ma  la mia pensione chi  la pagherà, se in Italia ci saranno più vecchi in pensione che giovani impiegati ?>> I più maligni non dicano che devo cogliere l’occasione per far presto a togliere il disturbo, se no mi incavolo davvero !