La finestra di Ciro

La scienza : quando è che ci persuade ?


Se apriamo la pagina web di qualsiasi giornale o agenzia di stampa troviamo sempre, da qualche parte,  una finestra “Scienze” su cui cliccare. Lo scopo è di tenere informati i lettori più curiosi su argomenti quali, la divulgazione scientifica, i problemi ambientali, la salute e così via. Ma quale è il metro di giudizio circa un articolo letto ? Quando è che lo riteniamo affidabile e quindi meritevole di attenzione ?
       A queste domande hanno cercato di dare una risposta un professore di giurisprudenza di Yale, Dan Kahan, insieme a uno di scienze politiche dell’ Università dell’Oklahoma, Hank Jenkins-Smith e a un altro professore sempre di giurisprudenza della George Washington, Donald Braman. Le ricerche chiariscono le cause della persistente e netta suddivisione da parte del pubblico su argomenti in cui gli scienziati invece sono concordi, per via dei dati a loro disposizione.       << Sappiamo da ricerche precedenti, -  ha detto Dan Kahan  - che le persone con valori individualistici, che hanno un forte attaccamento al commercio e all’industria, tendono ad essere scettici nell’ammettere l’esistenza di rischi ambientali, mentre le persone con valori egualitari, sensibili alla disuguaglianza economica, tendono a credere che il commercio e l’industria danneggino l’ambiente.      La ragione più probabile per questa polarizzazione, come sostenuto dai risultati della ricerca, è che la gente tende a mantenere un giudizio parziale su quello che gli esperti ritengono vero, considerando uno scienziato come un “esperto” solo quando lo scienziato ha una posizione che trovano culturalmente affine >>.        Questo è quanto accade quando si parla di scienza, ma quando l’argomento e la fede in Dio, come ci si comporta ? Bene, io vorrei fare con voi un piccolo esperimento: guardatevi questa breve intervista video alla astronoma Margherita Hack, in cui si tratta la possibile convivenza tra la scienza e la fede. E poi chiedetevi se i sopra citati ricercatori avevano ragione circa l’essere prevenuti.