Scopèrchiati, scrigno i tuoi segreti non siano più nascosti a me, al mondoineffabile purezza si mostri liberamente infine. Forse che non è nostra la creazione ?Lìberati infine cuore,e tu mente ascolta.Cascata di gemme senza fine dal sapore di muschio vini ambrati e colori del tramonto Morte ancora tu l'ultima frontiera e come un giocofra perdersi e non perdersi cela le nuove rive i nuovi territori della musica di cadenze amata. E lo sgorgare ritmico e lento che inseguiamo (il moto stesso del cuore) nostro non è, ma lo scrutare inseguiamo e l'attingere ove sia cosciente il volere ?Libero fluire di arabescati suoni e perenne soffrire di troppo e di poco ascolto umile da amanuense fedele dispensatore di ricchezze e tu guardiano di volontà quale via porta alla vostra pace ? Vita stessa lotta di scelte fra voci potenti, sottili, contrastanti, accozzarsi di odori splendidi e fuggenti trovare i sentieri e le vie è il mio lavoroO smeraldino mare di scintille fugato o miniera inesauribile di me arrivammo quindi all'ultima frontiera ? Vagare, osservare, raccogliere in piena coscienza tornare e sedersi e guardare lì oltre la barriera che il flusso crea spenti finalmente i desideri inutili e portare solo gemme perfette da disporre in sequenze armoniose pregne di senso, di verità ? Quale forza governa questo amore ? E il perfetto con che piacere dispone ? O cascata di gemme smeraldino mare gettare lo sguardo e ritrarlo è una salvezza di fronte a tanta luce. Volare liberi tra la ricchezza sembra un sogno negato ai mortali.Eppure in fondo ciò che cerco è il pianto chiudere la catena su di me e liberarla, e incontro le storture di un cuore mentre il supremo equilibrio sfugge; così credo (o m'inganno) che questo dolore sia il solo senso ma intanto voglio e credo che trasfigurato il dolore possa l'uomo quietarsi, ed osservare i tesori mentre scorre in sé un pianto eterno e lì con la mano discernere il corallo, la giada e sopportare la paura della fine finché essa più non è e resta (ma resta ?) il quieto godere. Ma la fonte, ove trovassi la fonte da cui tanta ricchezza sgorga che potrei fare ancora ? Dopo gli anni passati a sondare l'abisso scoprire infine che abisso non è ma cielo e quindi che il volare mi appartiene ma non il cielo e tornare a sera a un'altra fonte che neppure mi appartiene mentre io che quella fonte sono guardo me riflesso nei riflessi e pensoso separo le cristalline trasparenze dell'acqua scoprendola acqua di uno smeraldino mare.
Lo scrigno dei segreti
Scopèrchiati, scrigno i tuoi segreti non siano più nascosti a me, al mondoineffabile purezza si mostri liberamente infine. Forse che non è nostra la creazione ?Lìberati infine cuore,e tu mente ascolta.Cascata di gemme senza fine dal sapore di muschio vini ambrati e colori del tramonto Morte ancora tu l'ultima frontiera e come un giocofra perdersi e non perdersi cela le nuove rive i nuovi territori della musica di cadenze amata. E lo sgorgare ritmico e lento che inseguiamo (il moto stesso del cuore) nostro non è, ma lo scrutare inseguiamo e l'attingere ove sia cosciente il volere ?Libero fluire di arabescati suoni e perenne soffrire di troppo e di poco ascolto umile da amanuense fedele dispensatore di ricchezze e tu guardiano di volontà quale via porta alla vostra pace ? Vita stessa lotta di scelte fra voci potenti, sottili, contrastanti, accozzarsi di odori splendidi e fuggenti trovare i sentieri e le vie è il mio lavoroO smeraldino mare di scintille fugato o miniera inesauribile di me arrivammo quindi all'ultima frontiera ? Vagare, osservare, raccogliere in piena coscienza tornare e sedersi e guardare lì oltre la barriera che il flusso crea spenti finalmente i desideri inutili e portare solo gemme perfette da disporre in sequenze armoniose pregne di senso, di verità ? Quale forza governa questo amore ? E il perfetto con che piacere dispone ? O cascata di gemme smeraldino mare gettare lo sguardo e ritrarlo è una salvezza di fronte a tanta luce. Volare liberi tra la ricchezza sembra un sogno negato ai mortali.Eppure in fondo ciò che cerco è il pianto chiudere la catena su di me e liberarla, e incontro le storture di un cuore mentre il supremo equilibrio sfugge; così credo (o m'inganno) che questo dolore sia il solo senso ma intanto voglio e credo che trasfigurato il dolore possa l'uomo quietarsi, ed osservare i tesori mentre scorre in sé un pianto eterno e lì con la mano discernere il corallo, la giada e sopportare la paura della fine finché essa più non è e resta (ma resta ?) il quieto godere. Ma la fonte, ove trovassi la fonte da cui tanta ricchezza sgorga che potrei fare ancora ? Dopo gli anni passati a sondare l'abisso scoprire infine che abisso non è ma cielo e quindi che il volare mi appartiene ma non il cielo e tornare a sera a un'altra fonte che neppure mi appartiene mentre io che quella fonte sono guardo me riflesso nei riflessi e pensoso separo le cristalline trasparenze dell'acqua scoprendola acqua di uno smeraldino mare.