Con simbolica teatralità, davanti al potente Governatore dell'armi del Granduca di Toscana
ai suoi ufficiali e soldati raccolti fuori dalle porte del castello, Cleria Malaspina fa trasportare dal suo Cappellano, lì fuori, il Crocifisso della Cappella, poi consegna le chiavi di Castel dell'Aquila al Crocifisso anzichè al vincitore.Cleria, subito dopo, per mezzo del notaio imperiale, stende una deposizione giurata e la invia ai marchesi delle corti amiche, per raccontare Quello che mi è successo mentre son stata nel Castello dell'Aquila. Le sue parole sono arrivate fino a noi! Scritte con l'inchiostro sulla pergamena, con puntigliosa precisione notarile, raccontano una vicenda autentica datata 1638. Ecco una recensione tratta dal sito
www.spigolature.it (click sull'immagine di copertina)L’importanza del documentoMaria Alberta Faggioli Saletti, Gabriella Girardina, Quello che mi è successo mentre son stata nel Castello dell’Aquila 7-22 maggio 1638. Un manoscritto inedito sulle drammatiche vicende della marchesa Cleria Malaspina di Treschietto, Ferrara, Ed. San Giacomo, 2005, pp. 141, Euro 15,00Davvero singolare l’opera Quello che mi è successo mentre sono stata nel Castello dell’Aquila. Sin dal titolo e dalla suggestiva illustrazione di copertina, il lettore viene preso per mano e trasportato nella Lunigiania del XVII secolo, attraverso il racconto dei sei testimoni la cui voce ritorna a noi grazie al prezioso manoscritto, rinvenuto dall’autrice nell’ Archivio di Stato di Mantova. La vicenda occorsa alla marchesa Cleria Malaspina è qui ricostruita con paziente abilità sfruttando fino in fondo la forza evocativa dei documenti presentati (davvero tanti). Proprio il ricorso costante alla “voce” del documento, fa di questo libro un opera unica nel suo genere.