Maria Alberta Faggioli Saletti, da Bollettino della Ferrariae Decus, 31 dic. 2008, n. 25, pp. 172-174.Una leggenda romantica riguarda il Castello dell'Aquila. La strage del 1418 e la leggenda romantica del fantasma di Castel dell’Aquila C’è un thrilling tardo medievale che riguarda il Castello dell’Aquila e Verrucola, il vicino Castello Malaspina dei parenti condinasti.Nella notte del 16 giugno 1418, la famiglia marchionale di Verrucola venne quasi tutta assassinata da alcuni congiurati alla cui testa si trovavano i marchesi Leonardo II e Galeotto Malaspina di Castel dell’Aquila, i figli di Leonardo I.Quando i sicari giunsero alla porta del Castello di Verrucola, uccisero la guardia, poi penetrarono di sorpresa nella camera di Bartolomeo Malaspina, marchese di Verrucola e di Fivizzano, e lo colpirono alla testa. Furono uccisi anche la moglie Margherita Anguissola, incinta di pochi mesi e il vecchio marchese Niccolò, padre di Bartolomeo. Alle grida accorsero i servi, ma anche loro vennero trucidati. Solo Giovanna, figlia del marchese Bartolomeo, fu risparmiata alla strage, mentre il fratello Spinetta di appena 20 mesi, si salvò perché nascosto dalla balia.Per quale motivo non era stata uccisa Giovanna?Questa strage, che ha suscitato impressione e sgomento in tutti gli abitanti della Lunigiana, ha dato origine a storie e leggende raccontate a voce, che si sono affiancate alle ricostruzioni storiche e sono state raccolte solo nell’Ottocento da uno scrittore, Pietro Giuria, animato da romantica ammirazione per il Medioevo!Secondo la ricostruzione storica, dopo il rapimento, Giovanna Malaspina, la figlia del marchese di Verrucola, è stata tenuta prigioniera nel Castel dell’Aquila, dal marchese Leonardo che intendeva darla in sposa al fratello Galeotto per occupare legalmente le sue terre. E si è inoltre accertato che, proprio per questo motivo, Giovanna è stata liberata dai fiorentini e da loro educata insieme con il fratello Spinetta fino alla maggiore età di entrambi, reggendo i loro beni attraverso sei cittadini fiorentini.
[1]Anche la tradizione popolare si è interrogata sul perchè fu risparmiata Giovanna, ed ha aggiunto la creazione di leggendarie avventure a cui sarebbe andata incontro.Con i retroscena storici e i sottintesi immaginari ricordati, lo scrittore ottocentesco ritorna sull’episodio della “strage di Verrucola” (giugno 1418), in modo fantasioso e colorito, accogliendo la supposizione popolare di un bambino frutto possibile della violenza del marchese su Giovanna.
[2]La leggenda, nata nel Quattrocento e tramandatasi per almeno quattro secoli, racconta di un bambino che, per mezzo delle lunghe fasce nelle quali era avvolto, venne calato furtivamente da una finestra del Castel dell’Aquila, tra le braccia di un servo fedele, per salvarlo dalla prigionia cui era costretto con la madre che lo custodiva.Lo scrittore romantico, ben consapevole di essersi allontanato parecchio dalla vicenda storica, e disposto ad avvalorare la leggenda, ricorda una voce raccolta tra vari testimoni del luogo: i semplici abitanti dei dintorni del Castel dell’Aquila credono di vedere ogni anno, nelle notti del mese di giugno, una donna calare da una finestra del castello un bambino, avvolgendolo nelle pieghe del suo bianco velo.E’ giusto ricordare altresì che Leonardo e Galeotto, marchesi di Castel dell’Aquila e di Viano, nel 1410, con il consenso degli uomini della Corte di Gragnola, fecero emanare i primi Statuti.
[1] Abate Emanuele Gerini da Fivizzano, Memorie Storiche d’Illustri Scrittori e di Uomini Insigni nell’antica e moderna Lunigiana, Frediani, Massa 1829, I-II, rist. anast., A. Forni Ed., Bologna 1986 , vol. II, pp. 63, 251; Eugenio Branchi, Storia della Lunigiana feudale, I-III, Pistoia 1897-1898, rist. anast. A. Forni Ed., Bologna 1971, vol. III, pp. 474-479; Franco Bonatti, La Lunigiana nel secolo XV attraverso i protocolli del Notaio Baldassare Nobili, I-III, Pisa 1977, vol. I, pp. 31-32; Fabio Baroni, I fatti della Verrucola nel carteggio di Paolo Guinigi, estratto da “Giornale Storico della Lunigiana e del Territorio Lucense”, n. s., anno XXXVII, 1986, La Spezia 1987, pp. 54-62.
[2] Pietro Giuria, Il Castello dell’Aquila e il Castello della Verruca o Verrucola in Lunigiana, Liguria, Tradizione Ligure (senza data né indicazione tipografica), pp. 338-379.Clicca Tag, in alto a sinistra, poi clicca Fantasma di Castel dell'Aquila.