KEN FOLLETT, Mondo senza fine, Mondadori, Milano 2007. € 17.1327-1361: Caris e Gwenda svettano, assieme alla cattedrale di Kingsbridge, in questo lungo e avvincente romanzo storico di Ken Follett, continuazione de I pilastri della terra.Le due protagoniste femminili, che il narratore ci fa incontrare ancora bambine e la cui vita seguiamo per trentaquattro anni, sono il vero motore delle storie che si intrecciano nel romanzo.Caris è la figlia del castaldo del villaggio inglese di Kingsbridge e crede più alle capacità della ragione umana e dell'intraprendenza che alle preghiere impotenti, a volte superstiziose, invocanti l'aiuto di Dio senza nulla fare.Il carattere risoluto di Caris la porta a salvare il commercio di lana del padre, in crisi a causa della guerra contro la Francia. Quando sta per sposare Merthin, il suo grande amore, è costretta ad entrare in convento per salvarsi dall'accusa di stregoneria mossale dal perfido priore del monastero, il quale la considera uno scomodo intralcio ai suoi appetiti di potere. Ma Caris, se da suora coronerà in parte il suo sogno di occuparsi di medicina, studio riservato agli uomini, poichè le verrà affidata la gestione dell'ospitale del convento, si guadagnerà tanta stima da diventare addirittura badessa e, quando la peste del 1348 farà fuggire i frati da Kingsbridge, lei sarà anche abate priore ad interim. "Caris era una donna eccezionale: una badessa che metteva in discussione molti insegnamenti della Chiesa; una guaritrice riconosciuta da tutti, che rifiutava la medicina ufficiale. ... A miglia di distanza, tutti sapevano che, nonostante il rischio del contagio, lei e le sue suore avevano continuato ad assistere i malati, anche dopo la fuga dei frati. Caris veniva considerata una santa". (pp. 1040-1041).Nella vita di questa donna eccezionale, entra ed esce Merthin, geniale costruttore, osteggiato dalle invidie del suo maestro, il quale ne ostacola in tutti i modi l'affermazione professionale. Merthin gravita attorno a Caris per tutta la durata del romanzo, nell’attesa di averla a fianco senza che la prepotenza umana o l'alto senso della carità di lei possano più ostacolare la loro unione, così, dopo milletrecento pagine, il lettore ben merita il lieto fine, anche se un po' scontato!Gwenda, la co-protagonista, è figlia e complice involontaria di un uomo che, per sfamare la sua famiglia, è costetto a rubare, tanto che un giorno arriva persino a venderla, per comprare una mucca. La ragazza deve uccidere per liberarsi, dopo essere stata venduta come prostituta a dei fuorilegge.Gwenda sembra la versione povera di Caris, della quale è cara amica: il grande coraggio e l'intelligenza, messi al servizio di un cuore capace di vero amore gratuito, fanno sì che lei riesca a salvarsi da tragiche situazioni e che coroni il suo sogno d'amore, sposando Wulfric, che sembrava davvero irraggiungibile. Sarà poi grazie ad un suo figlio che Gwenda realizzerà un minimo di miglioramento sociale.Attorno a questi due personaggi, si snodano le storie che giungono a Firenze, dove Merthin va a lavorare come architetto, quando Caris entra in convento, e fino in Francia, dove re Edoardo III combatte contro Filippo IV.La trama di Mondo senza fine copre, come detto, un arco di tempo di trentaquattro anni, dal 1327 al 1361, durante il quale si agita una società cittadina ormai evoluta verso la produzione e il commercio, perciò sempre più in contrasto con la nobiltà, ancora legata alla servitù della gleba, e con il clero, preoccupato di mantenere intatte le tradizioni, mezzo certo per controllare il popolo dei contadini, pronto a farsi suggestionare da vere e proprie superstizioni.Grazie a Caris, Kingsbridge otterrà lo statuto di città autonoma, sottraendosi così all'orba gestione del priorato dei frati.È un mondo crudele quello descritto da Ken Follett, nel quale i personaggi negativi lo sono nettamente, senza mai un'esitazione: Elfric, il maestro di Merthin, invidioso per la sua genialità, ne impedisce il completamento dell'apprendistato e il conseguente ingresso nella corporazione cittadina; Ralph, il fratello di Merthin, è un uomo violento e senza sentimenti, assetato di potere; Philemon, il fratello di Gwenda, frate del convento, ha come unico talento l'abilità a manipolare il prossimo (p. 1180), infine il priore Godwin, che fugge con tutti i frati, per paura della peste e porta con sè anche i tesori della cattedrale.La cattiveria di questi personaggi toglie spesso la tentazione di provare pietà per la loro rovina, contribuendo a far risaltare la positività degli eroi del romanzo, e a giustificare qualche loro condotta discutibile: Caris è "una suora che si abbandona con entusiasmo all'atto d'amore con il suo uomo non appena ne ha l'occasione" (p. 1041) e, da badessa, vive con Merthin nel palazzo del priore, ma c'è la peste e sono tempi strani; Gwenda uccide cinque persone, ma era stata venduta dal padre, inoltre due delle vittime erano fuorilegge, dunque la legge non prevedeva sanzioni nel caso di omicidio, e altri due erano i persecutori di una vita, per cui il lettore non può che sentirsi alleggerito in seguito a queste scomparse.In un periodo di guerre, di epidemie e di conseguenti carestie, la grande pareggiatrice dei conti, crudele ma veramente provvidenziale, è, infine, l'epidemia di peste: in effetti è proprio lei a permettere alla perseverante, infaticabile Caris la realizzazione piena di tutti i suoi sogni più importanti.
Laura Saletti da spigolature.it
KEN FOLLETT, Mondo senza fine, Mondadori, Milano 2007. € 17.1327-1361: Caris e Gwenda svettano, assieme alla cattedrale di Kingsbridge, in questo lungo e avvincente romanzo storico di Ken Follett, continuazione de I pilastri della terra.Le due protagoniste femminili, che il narratore ci fa incontrare ancora bambine e la cui vita seguiamo per trentaquattro anni, sono il vero motore delle storie che si intrecciano nel romanzo.Caris è la figlia del castaldo del villaggio inglese di Kingsbridge e crede più alle capacità della ragione umana e dell'intraprendenza che alle preghiere impotenti, a volte superstiziose, invocanti l'aiuto di Dio senza nulla fare.Il carattere risoluto di Caris la porta a salvare il commercio di lana del padre, in crisi a causa della guerra contro la Francia. Quando sta per sposare Merthin, il suo grande amore, è costretta ad entrare in convento per salvarsi dall'accusa di stregoneria mossale dal perfido priore del monastero, il quale la considera uno scomodo intralcio ai suoi appetiti di potere. Ma Caris, se da suora coronerà in parte il suo sogno di occuparsi di medicina, studio riservato agli uomini, poichè le verrà affidata la gestione dell'ospitale del convento, si guadagnerà tanta stima da diventare addirittura badessa e, quando la peste del 1348 farà fuggire i frati da Kingsbridge, lei sarà anche abate priore ad interim. "Caris era una donna eccezionale: una badessa che metteva in discussione molti insegnamenti della Chiesa; una guaritrice riconosciuta da tutti, che rifiutava la medicina ufficiale. ... A miglia di distanza, tutti sapevano che, nonostante il rischio del contagio, lei e le sue suore avevano continuato ad assistere i malati, anche dopo la fuga dei frati. Caris veniva considerata una santa". (pp. 1040-1041).Nella vita di questa donna eccezionale, entra ed esce Merthin, geniale costruttore, osteggiato dalle invidie del suo maestro, il quale ne ostacola in tutti i modi l'affermazione professionale. Merthin gravita attorno a Caris per tutta la durata del romanzo, nell’attesa di averla a fianco senza che la prepotenza umana o l'alto senso della carità di lei possano più ostacolare la loro unione, così, dopo milletrecento pagine, il lettore ben merita il lieto fine, anche se un po' scontato!Gwenda, la co-protagonista, è figlia e complice involontaria di un uomo che, per sfamare la sua famiglia, è costetto a rubare, tanto che un giorno arriva persino a venderla, per comprare una mucca. La ragazza deve uccidere per liberarsi, dopo essere stata venduta come prostituta a dei fuorilegge.Gwenda sembra la versione povera di Caris, della quale è cara amica: il grande coraggio e l'intelligenza, messi al servizio di un cuore capace di vero amore gratuito, fanno sì che lei riesca a salvarsi da tragiche situazioni e che coroni il suo sogno d'amore, sposando Wulfric, che sembrava davvero irraggiungibile. Sarà poi grazie ad un suo figlio che Gwenda realizzerà un minimo di miglioramento sociale.Attorno a questi due personaggi, si snodano le storie che giungono a Firenze, dove Merthin va a lavorare come architetto, quando Caris entra in convento, e fino in Francia, dove re Edoardo III combatte contro Filippo IV.La trama di Mondo senza fine copre, come detto, un arco di tempo di trentaquattro anni, dal 1327 al 1361, durante il quale si agita una società cittadina ormai evoluta verso la produzione e il commercio, perciò sempre più in contrasto con la nobiltà, ancora legata alla servitù della gleba, e con il clero, preoccupato di mantenere intatte le tradizioni, mezzo certo per controllare il popolo dei contadini, pronto a farsi suggestionare da vere e proprie superstizioni.Grazie a Caris, Kingsbridge otterrà lo statuto di città autonoma, sottraendosi così all'orba gestione del priorato dei frati.È un mondo crudele quello descritto da Ken Follett, nel quale i personaggi negativi lo sono nettamente, senza mai un'esitazione: Elfric, il maestro di Merthin, invidioso per la sua genialità, ne impedisce il completamento dell'apprendistato e il conseguente ingresso nella corporazione cittadina; Ralph, il fratello di Merthin, è un uomo violento e senza sentimenti, assetato di potere; Philemon, il fratello di Gwenda, frate del convento, ha come unico talento l'abilità a manipolare il prossimo (p. 1180), infine il priore Godwin, che fugge con tutti i frati, per paura della peste e porta con sè anche i tesori della cattedrale.La cattiveria di questi personaggi toglie spesso la tentazione di provare pietà per la loro rovina, contribuendo a far risaltare la positività degli eroi del romanzo, e a giustificare qualche loro condotta discutibile: Caris è "una suora che si abbandona con entusiasmo all'atto d'amore con il suo uomo non appena ne ha l'occasione" (p. 1041) e, da badessa, vive con Merthin nel palazzo del priore, ma c'è la peste e sono tempi strani; Gwenda uccide cinque persone, ma era stata venduta dal padre, inoltre due delle vittime erano fuorilegge, dunque la legge non prevedeva sanzioni nel caso di omicidio, e altri due erano i persecutori di una vita, per cui il lettore non può che sentirsi alleggerito in seguito a queste scomparse.In un periodo di guerre, di epidemie e di conseguenti carestie, la grande pareggiatrice dei conti, crudele ma veramente provvidenziale, è, infine, l'epidemia di peste: in effetti è proprio lei a permettere alla perseverante, infaticabile Caris la realizzazione piena di tutti i suoi sogni più importanti.