Il Wesak Il Wesak è l'unione di due fratelli, comunione di quei due fasci di infinita Luce che sono il Buddha ed il Cristo. Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992)Da motissimo tempo, la cerimonia del Vesak tradizionale, commemora la venuta, l'Illuminazione ed infine la dipartita del Buddha.Grazie alle divulgazioni di Alice Bailey, tramite gli insegnamenti del Maestro Djwhal Khul conosciuto anche come “il Tibetano”, in ogni plenilunio del segno astrologico del Toro¹ accanto alla cerimonia tradizionale del Vesak, si affianca quella del Wesak, altrimenti detta del Wesak Acquariano², la quale rappresenta l'unione tra il simbolismo Buddista e quello Cristiano, tra la spiritualità dell'Oriente e quella dell'Occidente.Di seguito potrete leggere le parole che il Maestro Djwhal Khul rivolse ad Alice Bailey: Cercate di fare del Wesak (al Plenilunio di Maggio) una festività universale e riconosciuta, utile a tutti gli uomini di tutte le fedi.E' la festa in cui i due Capi Divini dell'Oriente e dell'Occidente, collaborano ed operano nella più stretta unione spirituale; il Cristo ed il Buddha usano ogni anno questa festività come punto di ispirazione per il lavoro dell'anno successivo.Cercate di fare lo stesso.Le energie spirituali in quel momento sono disponibili in modo eccezionale. Alice Bailey – L’esteriorizzazione della gerarchia (1957)Il Wesak è quindi un momento privilegiato di contatto con il Cristo, il Buddha e l’intera gerarchia spirituale e si può considerare come una festa non vincolata ad una data fissa del calendario, tipica di ogni grande tradizione religiosa³. Il Wesak non è più una festa tra le tante altre, e neppure una cerimonia rituale come cento altre: il Wesak diventa un'occasione, una proposta d'azione fatta ad ogni uomo della Terra.Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992) Nonostante si ispiri per alcuni aspetti al Vesak storico buddista, dal quale estrapola la benedizione del Buddha e l’intento di generare Amore e Saggezza in sé stessi ed in tutti gli esseri dell’Universo, le due ricorrenze si differenziano, oltre per la non coincidenza delle date, in quanto il Wesak Acquariano affianca alla figura del Buddha quelle del Cristo e di tutti i Maestri della Grande Fratellanza di Shamballa, proponendo così un rituale distinto ed originale il quale viene eseguito in cerimonie pubbliche ed aperte a chiunque voglia parteciparvi.Ai nostri giorni, anche in Occidente, sono numerosissimi, nonché eterogenei, i gruppi che in tutto il mondo si riuniscono per celebrare questa ricorrenza, patrimonio di tutta l’umanità.Il Wesak non sarà mai una festa riservata ad una comunità raccolta su un altopiano perchè è già la festa di tutta l'umanità, è il sacro innesto che la farà uscire dal tunnel, è la sveglia di tutti gli uomini.L'unione fra Oriente e Occidente è quanto il Wesak porta alla luce, molto al di là dei sacerdoti che fino ad oggi ne hanno mantenuta viva la fiamma.Il Wesak, pur continuando ad esprimersi attraverso una data, è anche, contemporaneamente l'espressione permanente della Forza di rinnovamento e di unificazione.Una festa la cui essenza si percepisce soltanto attraverso la ripetizione rituale di un cerimoniale non è più una festa, ma un meccanismo che, a sua volta, genera automi.Questo è il mio modo di dirvi che non dovete pietrificare il Wesak in uno stampo, ma portarlo dentro di voi in ogni secondo della vostra vita.Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992) Il Wesak è dunque una meravigliosa occasione di aggregazione e ciò si può commemorare in suggestive cerimonie, le quali possono vedere impegnate e riunite centinaia, addirittura migliaia di persone, oppure pochi amici fraterni, in ambiti molto più ristretti, ma non per questo qualitativamente inferiori.Ma al di là di questi momenti, bisogna tenere ben presente ogni giorno, ogni istante che viviamo, l'essenza del messaggio del Wesak: la Riconciliazione e la Riunificazione.Non solo tra i popoli, tra le religioni, tra le correnti di pensiero, ma anche e, forse soprattutto, con noi stessi.La Riconciliazione con la nostra natura umana, con i nostri limiti ed i nostri difetti, che è ben lungi dall'accettazione passiva di questi. Al contrario, questo prenderne coscienza è una consapevolezza attiva, funzionale, che compie il primo passo nel riconoscimento della nostra reale natura e da questo si estende nella comprensione, nell'evoluzione e nell'amore per quello che oggi siamo: comprese le nostre componenti più rudimentali e perfettibili, per il nostro percorso umano: che al momento si sviluppa su questo pianeta, per le nostre potenzialità: ancora in gran parte latenti e per essere parte integrante del progetto del Creatore.Allora probabilmente la riunificazione avrà un senso e saremo consapevoli di cosa realmente significa guardare, abbracciare, amare un nostro simile, chiamandolo fratello.La bandiera del Wesak d'ora in poi si situa, per la Terra intera, al di là delle Chiese e delle Credenze; è il gioiello al quale ogni uomo può aspirare alla fine delle sue peregrinazioni, simbolo di ciò che vi è in lui di più puro, la sua eredità ultima. Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992) www.universosenzafrontiere.it
Wesak
Il Wesak Il Wesak è l'unione di due fratelli, comunione di quei due fasci di infinita Luce che sono il Buddha ed il Cristo. Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992)Da motissimo tempo, la cerimonia del Vesak tradizionale, commemora la venuta, l'Illuminazione ed infine la dipartita del Buddha.Grazie alle divulgazioni di Alice Bailey, tramite gli insegnamenti del Maestro Djwhal Khul conosciuto anche come “il Tibetano”, in ogni plenilunio del segno astrologico del Toro¹ accanto alla cerimonia tradizionale del Vesak, si affianca quella del Wesak, altrimenti detta del Wesak Acquariano², la quale rappresenta l'unione tra il simbolismo Buddista e quello Cristiano, tra la spiritualità dell'Oriente e quella dell'Occidente.Di seguito potrete leggere le parole che il Maestro Djwhal Khul rivolse ad Alice Bailey: Cercate di fare del Wesak (al Plenilunio di Maggio) una festività universale e riconosciuta, utile a tutti gli uomini di tutte le fedi.E' la festa in cui i due Capi Divini dell'Oriente e dell'Occidente, collaborano ed operano nella più stretta unione spirituale; il Cristo ed il Buddha usano ogni anno questa festività come punto di ispirazione per il lavoro dell'anno successivo.Cercate di fare lo stesso.Le energie spirituali in quel momento sono disponibili in modo eccezionale. Alice Bailey – L’esteriorizzazione della gerarchia (1957)Il Wesak è quindi un momento privilegiato di contatto con il Cristo, il Buddha e l’intera gerarchia spirituale e si può considerare come una festa non vincolata ad una data fissa del calendario, tipica di ogni grande tradizione religiosa³. Il Wesak non è più una festa tra le tante altre, e neppure una cerimonia rituale come cento altre: il Wesak diventa un'occasione, una proposta d'azione fatta ad ogni uomo della Terra.Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992) Nonostante si ispiri per alcuni aspetti al Vesak storico buddista, dal quale estrapola la benedizione del Buddha e l’intento di generare Amore e Saggezza in sé stessi ed in tutti gli esseri dell’Universo, le due ricorrenze si differenziano, oltre per la non coincidenza delle date, in quanto il Wesak Acquariano affianca alla figura del Buddha quelle del Cristo e di tutti i Maestri della Grande Fratellanza di Shamballa, proponendo così un rituale distinto ed originale il quale viene eseguito in cerimonie pubbliche ed aperte a chiunque voglia parteciparvi.Ai nostri giorni, anche in Occidente, sono numerosissimi, nonché eterogenei, i gruppi che in tutto il mondo si riuniscono per celebrare questa ricorrenza, patrimonio di tutta l’umanità.Il Wesak non sarà mai una festa riservata ad una comunità raccolta su un altopiano perchè è già la festa di tutta l'umanità, è il sacro innesto che la farà uscire dal tunnel, è la sveglia di tutti gli uomini.L'unione fra Oriente e Occidente è quanto il Wesak porta alla luce, molto al di là dei sacerdoti che fino ad oggi ne hanno mantenuta viva la fiamma.Il Wesak, pur continuando ad esprimersi attraverso una data, è anche, contemporaneamente l'espressione permanente della Forza di rinnovamento e di unificazione.Una festa la cui essenza si percepisce soltanto attraverso la ripetizione rituale di un cerimoniale non è più una festa, ma un meccanismo che, a sua volta, genera automi.Questo è il mio modo di dirvi che non dovete pietrificare il Wesak in uno stampo, ma portarlo dentro di voi in ogni secondo della vostra vita.Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992) Il Wesak è dunque una meravigliosa occasione di aggregazione e ciò si può commemorare in suggestive cerimonie, le quali possono vedere impegnate e riunite centinaia, addirittura migliaia di persone, oppure pochi amici fraterni, in ambiti molto più ristretti, ma non per questo qualitativamente inferiori.Ma al di là di questi momenti, bisogna tenere ben presente ogni giorno, ogni istante che viviamo, l'essenza del messaggio del Wesak: la Riconciliazione e la Riunificazione.Non solo tra i popoli, tra le religioni, tra le correnti di pensiero, ma anche e, forse soprattutto, con noi stessi.La Riconciliazione con la nostra natura umana, con i nostri limiti ed i nostri difetti, che è ben lungi dall'accettazione passiva di questi. Al contrario, questo prenderne coscienza è una consapevolezza attiva, funzionale, che compie il primo passo nel riconoscimento della nostra reale natura e da questo si estende nella comprensione, nell'evoluzione e nell'amore per quello che oggi siamo: comprese le nostre componenti più rudimentali e perfettibili, per il nostro percorso umano: che al momento si sviluppa su questo pianeta, per le nostre potenzialità: ancora in gran parte latenti e per essere parte integrante del progetto del Creatore.Allora probabilmente la riunificazione avrà un senso e saremo consapevoli di cosa realmente significa guardare, abbracciare, amare un nostro simile, chiamandolo fratello.La bandiera del Wesak d'ora in poi si situa, per la Terra intera, al di là delle Chiese e delle Credenze; è il gioiello al quale ogni uomo può aspirare alla fine delle sue peregrinazioni, simbolo di ciò che vi è in lui di più puro, la sua eredità ultima. Anne e Daniel Meurois-Givaudan - Wesak: il tempo della riconciliazione (1992) www.universosenzafrontiere.it