IL MIO POSTO MAGICO

IL GUANTO ABBANDONATO


Una mano carezzaLa notte vellutataBramando tenerezza.L’attesa mondataDa impazienza funestaLa solitudine enorme placaMa il dolore antico resta.Un guanto d’organzaD’altra mano vestitoVagando nella notte andava.Un gesto stizzito calore anelavama di vuoto soltantoil buio era riempito.Ma sempre l’amoreSull’implacabile libro del destinoLe pagine già scritte cancellaE le ravviva di nuovo colore.AuroraDi nuovo giorno dolce ancellaI suoi petali odorosi spargeSul rosso cammino del sole che sorge.Non più dal buio rese ciecheLe due mani tremanti s’avvicinanoLa punta delle dita si sfioranoE stupite la perfetta simmetriaAbbracciandosi rapite scoprono.Per il mondo s’avvianoOrmai non più sole.A memoria dell’incontroSolo un guanto d’organza abbandonato.( Sybel )