Via la spada al matador, il toro non deve più morire, difendi le creature che popolano cielo, acqua e terra e lotta per un mondo in amore. Anche oggi, la lotta tra il toro e il matador, nell’arena di polvere e sole è stata estenuante. E adesso la folla pretende il colpo finale, il sangue, com’è scritto nel destino. Che cosa aspetti matador? Non vedi che la tua vittima è sfinita, non si regge sulle zampe, è in ginocchio, e quasi implora il colpo mortale? Il matador punta la spada. Scende un silenzio irreale nell’arena. Questione di attimi, poi la stoccata: e la gente libererà rabbia e violenza in un unico urlo.Ma è ancora silenzio. E gli attimi sembrano eterni. Permettono agli spettatori contrari a rabbia e violenza, come noi, di pensare: perché sta scritto che migliaia di creature accecate dall’eccitazione e dall’odio, devono avere sempre e comunque il sopravvento sui più deboli, sui perseguitati, sugli innocenti? Quanti tori vengono stesi nell’arena della vita ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, con l’applauso complice di chi ha pagato il sadico biglietto a suon di quattrini? Lo sappiamo, il destino ha scritto che il matador affonderà la sua spada tra gli occhi del toro. E la sua mano non sarà sola. Obbedirà a migliaia di mani che renderanno inesorabile quella lama. Ma approfittando di quegli attimi di silenzio, da uno squarcio della steccata, entriamo noi nell’arena, uno per uno. Noi, persone che si ribellano al finale ingiusto scritto dal destino. Certo, siamo pochi in fila, ma dentro abbiamo una forza d’amore autentica, e non ci fermerà quella folla abituata a vincere pagando. Il toro questa volta non verrà ucciso: qualcuno avrà pietà della bestia, curerà le ferite, la libererà in un prato per lasciarla correre e continuare a vivere. Un giorno sarà il vero destino a fulminarla in mezzo agli occhi: e non quello truccato da una società viziata , seduta sugli spalti dell’arena.Comincia così, caro lettore, con una corrida senza sangue, la nostra sfida d’amore contro le malvagità di questo mondo. Tu da che parte stai? Resti seduto o scendi giù con noi a sfilare la spada di morte dalla mano del matador? Lo so che schierarsi oggi, è un atto di coraggio. Vuol dire uscire dall’anonimo e comodo consenso: tanto il mondo è fatto male, vincono sistematicamente scettici e potenti, che cosa posso cambiare io, con un piccolo gesto controcorrente? Molto puoi cambiare. Soprattutto se il tuo “piccolo gesto” sarà d’amore. Proviamo, insieme, a sfilare le spade dalle mani dei mille e mille matador sparsi per il pianeta, proviamo a ridare forza e libertà di sognare e vivere ai mille tori già condannati? Scendiamo nelle arene: memorizzino pure i nostri volti. Si, siamo quelli che credono ancora nell’amore. E allora? Fotografateci, schedateci: noi non cambieremo idea. Perché la nostra convinzione è che nonostante i soprusi e le ingiustizie così sfacciate, il nostro pianeta frema segretamente per i sentimenti più nobili. Non fermiamoci ai nostri singoli spiriti, alle nostre modeste emozioni: c’è un immenso cuore che pulsa al centro della terra. Per questo siamo convinti che le nostre meschine malvagità nulla possano contro un “Mondo in Amore”. Un perfetto sistema di positività, che nei millenni annulla e soffoca le malvagità umane. Aria, acqua, fuoco, terra aiutano a crescere e a morire miliardi di esseri visibili e invisibili: ma l’uomo scrive e crede soltanto nella sua piccola, miope storia. Non s’accorge o comunque reputa inutile osservare le migliaia di creature prodigiose che gli respirano intorno. dal libro "un mondo in amore" di Paolo Mosca.