ATTENZIONE: segue dal post successivo...NOVEMBRE 2007. Dopo qualche mese ero cresciuta più che robusta, un giorno venne a prendermi il losco, mi portò in una specie di recinto e cominciò a colpirmi con un bastone sulla schiena, io ero terrorizzata e dolorante, e per evitare i colpi mi appiattivo più che potevo sul pavimento, ma più facevo questo e più botte ricevevo, il losco aveva uno sguardo da pazzo, così ad un certo punto non ne ho potuto più e mi sono avventata contro di lui. Ha smesso subito di picchiarmi, così ho capito che dovevo mordere per evitare i colpi. Poi ha portato nel recinto un altro prigioniero, che ha iniziato subito ad attaccarmi, io ero stupita perché non capivo il motivo di questa violenza, ma ho dovuto difendermi, e ho attaccato anche io, lui ha avuto la peggio, non riuscivo più a distinguere niente, ero accecata dalla rabbia e dalla frustrazione, dal dolore e dalla paura. Mi sono fermata solo quando lui era a terra…morto. A quel punto non credevo ai miei occhi… avevo ucciso un mio simile. Quel giorno ho ricevuto molti complimenti dal signore distinto e dal losco e mi hanno detto che sarei stata la loro miniera d’oro. Io non capivo… avevo solo una rabbia infinita dentro il mio cuore, una furia omicida dettata da tutte le angherie che continuavo a subire durante gli allenamenti quotidiani, ora non si poteva avvicinare più nessuno alla mia cella, vivevo la maggior parte della mia giornata con una museruola che mi toglievano solo per mangiare e per bere. Fino a quel fatidico, maledetto giorno… ATTENZIONE: segue nel post precedente...
UN ANGELO ALL'INFERNO
ATTENZIONE: segue dal post successivo...NOVEMBRE 2007. Dopo qualche mese ero cresciuta più che robusta, un giorno venne a prendermi il losco, mi portò in una specie di recinto e cominciò a colpirmi con un bastone sulla schiena, io ero terrorizzata e dolorante, e per evitare i colpi mi appiattivo più che potevo sul pavimento, ma più facevo questo e più botte ricevevo, il losco aveva uno sguardo da pazzo, così ad un certo punto non ne ho potuto più e mi sono avventata contro di lui. Ha smesso subito di picchiarmi, così ho capito che dovevo mordere per evitare i colpi. Poi ha portato nel recinto un altro prigioniero, che ha iniziato subito ad attaccarmi, io ero stupita perché non capivo il motivo di questa violenza, ma ho dovuto difendermi, e ho attaccato anche io, lui ha avuto la peggio, non riuscivo più a distinguere niente, ero accecata dalla rabbia e dalla frustrazione, dal dolore e dalla paura. Mi sono fermata solo quando lui era a terra…morto. A quel punto non credevo ai miei occhi… avevo ucciso un mio simile. Quel giorno ho ricevuto molti complimenti dal signore distinto e dal losco e mi hanno detto che sarei stata la loro miniera d’oro. Io non capivo… avevo solo una rabbia infinita dentro il mio cuore, una furia omicida dettata da tutte le angherie che continuavo a subire durante gli allenamenti quotidiani, ora non si poteva avvicinare più nessuno alla mia cella, vivevo la maggior parte della mia giornata con una museruola che mi toglievano solo per mangiare e per bere. Fino a quel fatidico, maledetto giorno… ATTENZIONE: segue nel post precedente...