SHOPPING CRUELTY FREEVi siete mai chiesti, quando comprate qualsiasi oggetto, in che maniera sia arrivato sui banchi dei negozi? Che processi e che tipo di test abbia subito prima di essere messo in commercio? Ebbene, se non l'avete mai fatto, credo sia arrivata l'ora di prendere coscienza di quanto orrore ci sia dietro un apparentemente innocuo cosmetico...tanto per citare un prodotto.Per essere immessi sul mercato, i prodotti devono passare dei test di non tossicità sull'uomo, e secondo voi, chi fa da cavia per questi test? Ovviamente gli animali.Conigli soprattutto, ma anche gatti e cani e così via. Questi test, spesso antiquati ed inutili, vengono effettuati in condizioni disumane, gli animali soffrono le pene dell'inferno senza nessuna anestesia. Dal sito: http://www.terranauta.it/ I test cosmetici più comuni sono l’LD50, il Draize test ed il test di cancerogernicità.LD50 sta per “dose letale nel 50% dei casi”, e prevede la somministrazione di un prodotto all’animale finché la quantità non diviene tossica ed esso muore (in tempi variabili da ore a settimane). Il Draize test consiste nel testare il prodotto sulla cute o sugli occhi, osservando le possibili ustioni o reazioni allergiche. Il test di cancerogenicità prevede che l’animale (in genere un roditore) inali o ingerisca per diversi anni di fila una sostanza. Quindi viene ucciso e l’autopsia determina l’insorgenza del tumore. In nessun caso vengono utilizzati anestetici, perché potrebbero modificare l’esito del test. È stata provata più volte l’inefficienza di questi metodi: in campo cosmetico, infatti, la maggior parte dei prodotti utilizzati è poco o affatto tossica, e la morte dell’animale sopraggiunge per deterioramento degli organi causato dai test ripetuti e dalle massicce dosi di prodotto inoculate, dosi a cui un essere umano si sottoporrebbe solo se desiderasse morire.Ed eccoci arrivati al punto del post: l'OIPA propone una iniziativa per promuovere la presa di coscienza da parte dei consumatori, attraverso la divulgazione di una cartolina che segnala le ditte che hanno fatto una scelta etica nei confronti degli animali. L'obiettivo è quello di raggiungere un sempre maggiore numero di aziende che aderiscano allo standard NON TESTATO SU ANIMALI.
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SHOPPING CRUELTY FREEVi siete mai chiesti, quando comprate qualsiasi oggetto, in che maniera sia arrivato sui banchi dei negozi? Che processi e che tipo di test abbia subito prima di essere messo in commercio? Ebbene, se non l'avete mai fatto, credo sia arrivata l'ora di prendere coscienza di quanto orrore ci sia dietro un apparentemente innocuo cosmetico...tanto per citare un prodotto.Per essere immessi sul mercato, i prodotti devono passare dei test di non tossicità sull'uomo, e secondo voi, chi fa da cavia per questi test? Ovviamente gli animali.Conigli soprattutto, ma anche gatti e cani e così via. Questi test, spesso antiquati ed inutili, vengono effettuati in condizioni disumane, gli animali soffrono le pene dell'inferno senza nessuna anestesia. Dal sito: http://www.terranauta.it/ I test cosmetici più comuni sono l’LD50, il Draize test ed il test di cancerogernicità.LD50 sta per “dose letale nel 50% dei casi”, e prevede la somministrazione di un prodotto all’animale finché la quantità non diviene tossica ed esso muore (in tempi variabili da ore a settimane). Il Draize test consiste nel testare il prodotto sulla cute o sugli occhi, osservando le possibili ustioni o reazioni allergiche. Il test di cancerogenicità prevede che l’animale (in genere un roditore) inali o ingerisca per diversi anni di fila una sostanza. Quindi viene ucciso e l’autopsia determina l’insorgenza del tumore. In nessun caso vengono utilizzati anestetici, perché potrebbero modificare l’esito del test. È stata provata più volte l’inefficienza di questi metodi: in campo cosmetico, infatti, la maggior parte dei prodotti utilizzati è poco o affatto tossica, e la morte dell’animale sopraggiunge per deterioramento degli organi causato dai test ripetuti e dalle massicce dosi di prodotto inoculate, dosi a cui un essere umano si sottoporrebbe solo se desiderasse morire.Ed eccoci arrivati al punto del post: l'OIPA propone una iniziativa per promuovere la presa di coscienza da parte dei consumatori, attraverso la divulgazione di una cartolina che segnala le ditte che hanno fatto una scelta etica nei confronti degli animali. L'obiettivo è quello di raggiungere un sempre maggiore numero di aziende che aderiscano allo standard NON TESTATO SU ANIMALI.