IL MIO POSTO MAGICO

Post N° 129


ENPA VOICEL'incivile pratica delle aste giudiziarie con i pet. (Articolo tratto da Quattro zampe, mensile sugli animali)
Lo sapevate che in caso di fallimento e di recupero coatto dei debiti, anche gli animali domestici sono considerati beni da confiscare e rimettere in vendita?In un paese come l'Italia, sempre al primo posto per difendere i diritti umani in tutte le sedi europee e mondiali, accade che un ufficiale giudiziario che va in un'abitazione a pignorarne i beni, può strappare all'affetto della famiglia che vi risiede anche gli animali domestici. Non solo quelli da allevamento, come galline o capre, ma anche cani, gatti, uccellini e altri animali di affezione. Le povere bestiole vengono spesso separate a forza dai loro padroni per ripagarne i debiti. Ufficiali giudiziari senza scrupoli li prelevano dalle loro cucce, spesso davanti agli occhi dei bambini, che vedono così sequestrati i loro piccoli amici. Lo choc emotivo è spesso terribile, sia per i padroni separati a forza dai "membri" adottivi della loro famiglia (molti sono infatti gli italiani che considerano tali cani e gatti), sia per gli animali che, strappati all'affetto dei loro padroni, si ritrovano chiusi in gabbia, spesso con cibo pessimo e magari per lunghi tempi prima di essere venduti all'asta, proprio come si faceva con gli schiavi nei secoli passati.Una pratica incivile, non degna di un paese che dei diritti civili fa una questione primaria, i cui dirigenti sventolano tali questioni in tutte le sedi internazionali possibili, dal Parlamento Europeo all'assemblea generale delle Nazioni Unite. I casi più recenti si sono verificati nelle scorse settimane in Friuli e a Parma, dove sei cagnolini sono stati messi all'asta, perchè i loro padroni sono falliti. Due di essi, precisamente due cagnette, avevano anche tanto di microchip, Astra e Lara, due sorelline meticce di pastore tedesco, la cui base d'asta partiva da 300 euro ciascuna. Eppure basterebbe una piccola modifica al codice di procedura civile. Una lavatrice o una stufa per esempio, sono beni non pignorabili, evidentemente per lo Stato italiano, un cane vale meno di una lavatrice.Sorvolo sulle parolacce che mi verrebbero da dire in questi casi, per optare per un più civile dato di fatto...se malauguratamente dovessi mai avere problemi simili...beh, diciamo che per togliermi i cani dovrebbero prima passare sul mio cadavere
...e poi se volete, sbattetemi in prigione per oltraggio a pubblico ufficiale, tanto in Italia si sa...gli assassini, i pedofili e gli stupratori sono a piede libero, mentre un onesto cittadino che vuole far valere i propri diritti, viene lasciato a marcire in gattabuia...il mondo è tutto al contrario!!!