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Il ritratto (1)

Post n°454 pubblicato il 04 Marzo 2012 da xteneraladyx
 

Era un pomeriggio primaverile, scaldato da un pallido sole, quando ricevette la telefonata della sua amica Bettina, che la invitava ad accompagnarla ad un’esposizione di quadri in città.

Bettina era un’esperta in fatto d’arte, non c’era  avvenimento inerente alla pittura o scultura che sfuggisse alla sua attenzione. Certo i suoi erano gusti particolari, che non sempre venivano capiti dagli amici, i più, molto profani al riguardo.

“Bettina, giuro che se è un’altra di quelle mostre di scarabocchi e puntini colorati, non ti parlerò più!”

“Ma no, tranquilla, sono quadri “normali”, ti giuro, ti piaceranno.”

Si erano date appuntamento in centro, avevano raggiunto un vecchio palazzo mediovale nel centro storico, dove era stata allestita la mostra. Si trattava di autori diversi, per lo più sconosciuti, ed era stata contenta di aver accettato l’invito. Bettina questa volta era stata di parola.
Mentre la sua amica si era fermata a parlare con alcuni conoscenti, lei aveva iniziato a girare per le
ampie sale, osservando ammirata le splendide opere, che, per quanto fatte da pittori dilettanti, erano di indiscutibile pregio.

Una sala era stata riservata ad un unico artista,  Andrea Tancredi, che pareva essere il personaggio di lustro dell’esposizione, tanto da riservargli un’intera ala della mostra.

Era rimasta subito ammirata, c’erano paesaggi marini, deserti, cime innevate, spiagge tropicali e a lei aveva dato subito la sensazione di una raccolta di immagini fatta in tanti viaggi.

Arrivata ad un angolo della sala, si fermò impietrita. Davanti a lei,  un ritratto bellissimo di una donna. La donna nel quadro era lei!

Bettina arrivò alle sue spalle:

“Irene, ma sei tu! Non me lo avevi mai detto di aver posato per un ritratto!”

“Non te l’ho mai detto, perché non l’ho mai fatto! E mi sto chiedendo come diavolo ci sono finita su quella tela.”

“Magari l’autore ti ha visto per strada e folgorato dalla tua bellezza, ha voluto immortalarti su tela” e dicendolo le aveva strizzato un occhio.

“Bettina,  non dire scemenze, non so nemmeno chi sia questo Andrea Tancredi, ma lo voglio scoprire e chiedergli spiegazioni”

Volse lo sguardo alla sala, nel tentativo di scorgere l’autore, che di solito è sempre presente in queste occasioni, ma c’erano solo visitatori come lei, che si stavano avvicinando al ritratto.

Prontamente indossò un paio di occhiali scuri, voleva evitare che tutti facessero l’associazione che aveva fatto Bettina, soprattutto perché non avrebbe avuto alcuna spiegazione da dare al riguardo.

La sua amica si affrettò a condurla all’ingresso dove la presentò ad una giovane ragazza che si era occupata di allestire la mostra, sicuramente da lei avrebbero avuto notizie di questo Tancredi.

“Mi spiace, ma non sono in grado di aiutarla, vede, le opere sono arrivate tramite un corriere ingaggiato direttamente dal signor Tancredi e  in tutti questi giorni non è mai venuto. Però credo che lo vedremo tra un paio di giorni, quando chiuderemo la mostra, abbiamo venduto alcune sue opere e dovremo regolarizzare con lui gli incassi fatti.”

Ringraziandola uscirono.

“Intendi venire a piantonarlo qua davanti, amica mia?” disse Bettina con aria divertita.

“Ci puoi scommettere! Non ho intenzione di lasciar correre, la vista di quel ritratto mi ha turbato. Hai visto che espressione serena e dolce  aveva? “

Una strana inquietudine l’accompagnò durante tutta la cena con la sua amica, quasi non toccò cibo.

Doveva scoprire chi era Andrea Tancredi e come la conoscesse…

 
 
 
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