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L’AQUILEIA DI NOSTRADAMUS: 01


L’AQUILEIA DI NOSTRADAMUS: 01Cosa accadrà nei Festeggiamenti dei Santi Patroni?      Martedì, 12 luglio 2011: come ogni anno, Aquileia celebrerà la memoria dei suoi Santi Patroni, S. Ermacora e S. Fortunato, con eventi religiosi, culturali, di aggregazione e di svago, della durata di alcuni giorni.  Quello che pochi sanno è che in un poema francese del XVI sec. un erudito medico scrisse del giorno in cui Aquileia celebrerà la sua festa. In quel giorno preciso, accadrà qualcosa di anomalo, ma non così raro, che sarà segnale precursore di altri eventi. Il veggente di Salon è Michel De Nostredame, meglio noto come Nostradamus.  
" alt="NOSTRADAMUS" />   Michel Nostradamus nacque in Provenza, a Saint-Rémy il 14/12/1503 e morì nella sua casa a Salon il 2 luglio 1566. Pare che dentro la sua tomba fosse stata rinvenuta una lastra di rame incisa con la data esatta, da lui predetta, della profanazione della stessa da parte dei suoi concittadini, nel 1626, ed un  monito ai futuri profanatori, in cerca di tesori, nel 1791. Profondamente religioso, come medico intervenne nel 1546 ad Aix per combattere l’epidemia di peste e per 9 mesi coraggiosamente assistette i bisognosi e gli infermi, adottando rimedi oggettivamente efficaci.Non ebbe una vita facile: sposatosi nel  1533, aveva perso moglie e due figli nell’epidemia di Agen del 1535. Per 12 anni viaggiò di continuo, anche in Italia. Risposatosi, ebbe 8 figli. Al primogenito, Cesare (1553-1631),  bimbo di 2 anni, dedicò il 1° marzo  1555 la sua opera più nota: “Le Profezie”. Egli, infatti, era anche astrologo e veggente di nota fama. Con quest’opera, divenne, suo malgrado, profeta, in quanto fu il pio desiderio di consegnare ai posteri un aiuto nelle tribolazioni, su ispirazione del Signore, che gli diede il coraggio di affrontare l’immane opera. “Le Profezie” spaziano dall’anno 1555 al 3797 (non 1999 né 2012, dunque), divise, nell’intenzione, in 10 centurie di 100 quartine ognuna, quasi tutte in rima alternata (A-B-A-B / C-D-C-D / …).Per prevenirne la distruzione e ripararsi da eventuali accuse di eresia, egli disse di averle volontariamente esposte in forma molto astrusa e complessa per renderle indecifrabili e, dunque, prive di pericolosità per i potenti. Tuttavia, spiega nella dedica al figlio citando il vangelo, Dio ha nascosto i segreti ai sapienti ed agli intelligenti per rivelarli ai poveri di spirito. Sembrerebbe perciò che la fama di insolubilità dell’intricato rebus, giunta fino ai nostri giorni, potrebbe essere in realtà immotivata: Nostradamus stesso spiega al figlio che potrà capirle senza bisogno di conoscere i suoi complicati calcoli astronomici o possedere la sua veggenza, né decriptando alcunché. Fornisce, inoltre, nell’introduzione alla seconda parte del 1558,  con una lettera ufficialmente indirizzata al Re di Francia Enrico II (1519-1559), marito di Caterina De Medici (1519-1589), un sunto dei principali eventi in ordine cronologico ed alcune dettagliate indicazioni sul metodo che adottò nella sua previsione del futuro. Forse la soluzione dell’enigma è molto più alla portata di quanto si è finora pensato in quanto, come disse Seneca, “tante cose che non proviamo a fare perché sono difficili, sono in realtà difficili perché non le proviamo a fare.” Risolvere l’enigma del poema di Nostradamus ha un enorme valore artistico, antropologico e culturale, a prescindere dalla validità profetica del contenuto.  Tale opera, conosciuta in tutto il mondo ed ormai visionabile integralmente sul web, pur presentando notevoli problemi di traduzione dal francese antico, farcito di trappole semantiche, licenze poetiche e giochi di parole, porta a nominare Aquileia a livello  delle capitali europee e delle principali città del tempo e di oggi.  (Continua…)Tiziano De Simone