Jezael.... Ci puoi parlare della “apertura”? L’apertura implica avere fiducia nell’altro, in se stessi, nel mondo.Aprirsi vuol dire divenire vulnerabili ed essere “in balia” dell’altro, ma se non ci si apre vuol dire non aprire porte, non permettere all’altro di entrare, erigere muri.Si può comunicare per tanto tempo senza mai veramente aprirsi. Coppie vivono insieme anni senza essersi mai aperti l’uno all’altro.Aprirsi implica due passi evolutivi molto importanti: superare l’orgoglio/ego e superare la paura.Si ha paura di aprirsi perché si pensa che l’altro possa “approfittarne”, ma se non ci apriamo, l’altro a sua volta si chiude e non c’è rapporto. Non può esistere un vero rapporto se c’è chiusura, e se c’è chiusura non c’è fiducia.Innanzi tutto non c’è fiducia in se stessi, in quanto aprirsi vuol dire aver riconosciuto le proprie esperienze, averne preso consapevolezza e aver deciso di condividerle allargando gli orizzonti altrui. Ma quando non si ha fiducia nelle proprie capacità, o non si vogliono riconoscere i propri errori, o non ci si fida abbastanza di aver fatto tutto il possibile in una data situazione o in tutte le situazioni della nostra vita, o quando ci si vergogna di un nostro comportamento o non si è in grado di ammettere l’errore e di volerlo correggere… allora non ci si apre.L’apertura di noi stessi, dei nostri pensieri, del racconto della nostra vita all’altro, implica una libertà dell’anima. Non ci si può aprire completamente all’altro senza liberare l’anima.L’ego, nel momento in cui abbiamo la capacità di rivelare il nostro intimo - la nostra natura più profonda e oscura - al nostro compagno, non può che sparire. E quando sparisce l’ego subentra l’umiltà, e quando subentra l’umiltà, l’anima fa capolino e può nuovamente sentirsi leggera.In alcune religioni c’è il rito della “confessione”, questo rito ha proprio la funzione di permettere all’ego di andar via e all’umiltà di prendere il suo posto. E non ci sarà vera comunicazione con nessun altro essere umano. Dove non c’è apertura c’è solo conoscenza, non nascerà nemmeno un altro vero sentimento: l’amicizia.L’amico si apre completamente all’altro amico fino a mostrargli l’anima e se così non è, non ci sarà vera amicizia.Come ho detto, l’apertura di sé all’altro è un grande passo avanti nell’evoluzione perché aprendosi si rimane “nudi” di fronte ad un altro essere umano, sapendo che potrebbe utilizzare quanto detto in qualunque modo. Ma è proprio in quel momento che si fa il più grande dono di sé all’altro e il più grande atto di fiducia. Io ti offro totalmente me.....
APERTURA
Jezael.... Ci puoi parlare della “apertura”? L’apertura implica avere fiducia nell’altro, in se stessi, nel mondo.Aprirsi vuol dire divenire vulnerabili ed essere “in balia” dell’altro, ma se non ci si apre vuol dire non aprire porte, non permettere all’altro di entrare, erigere muri.Si può comunicare per tanto tempo senza mai veramente aprirsi. Coppie vivono insieme anni senza essersi mai aperti l’uno all’altro.Aprirsi implica due passi evolutivi molto importanti: superare l’orgoglio/ego e superare la paura.Si ha paura di aprirsi perché si pensa che l’altro possa “approfittarne”, ma se non ci apriamo, l’altro a sua volta si chiude e non c’è rapporto. Non può esistere un vero rapporto se c’è chiusura, e se c’è chiusura non c’è fiducia.Innanzi tutto non c’è fiducia in se stessi, in quanto aprirsi vuol dire aver riconosciuto le proprie esperienze, averne preso consapevolezza e aver deciso di condividerle allargando gli orizzonti altrui. Ma quando non si ha fiducia nelle proprie capacità, o non si vogliono riconoscere i propri errori, o non ci si fida abbastanza di aver fatto tutto il possibile in una data situazione o in tutte le situazioni della nostra vita, o quando ci si vergogna di un nostro comportamento o non si è in grado di ammettere l’errore e di volerlo correggere… allora non ci si apre.L’apertura di noi stessi, dei nostri pensieri, del racconto della nostra vita all’altro, implica una libertà dell’anima. Non ci si può aprire completamente all’altro senza liberare l’anima.L’ego, nel momento in cui abbiamo la capacità di rivelare il nostro intimo - la nostra natura più profonda e oscura - al nostro compagno, non può che sparire. E quando sparisce l’ego subentra l’umiltà, e quando subentra l’umiltà, l’anima fa capolino e può nuovamente sentirsi leggera.In alcune religioni c’è il rito della “confessione”, questo rito ha proprio la funzione di permettere all’ego di andar via e all’umiltà di prendere il suo posto. E non ci sarà vera comunicazione con nessun altro essere umano. Dove non c’è apertura c’è solo conoscenza, non nascerà nemmeno un altro vero sentimento: l’amicizia.L’amico si apre completamente all’altro amico fino a mostrargli l’anima e se così non è, non ci sarà vera amicizia.Come ho detto, l’apertura di sé all’altro è un grande passo avanti nell’evoluzione perché aprendosi si rimane “nudi” di fronte ad un altro essere umano, sapendo che potrebbe utilizzare quanto detto in qualunque modo. Ma è proprio in quel momento che si fa il più grande dono di sé all’altro e il più grande atto di fiducia. Io ti offro totalmente me.....