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Creato da: nikogilardi76 il 29/10/2008
Un Blogghe Pe Fasse 2 Risate @_@_____________

 

 

BENVENUTI A 'STO BLOGGHE!

Post n°1 pubblicato il 29 Ottobre 2008 da nikogilardi76
 
Tag: @_@
Foto di nikogilardi76

TOMAS MILIAN non è solo ER MONNEZZA..

CONOSCIAMOLO MEGLIO..

BIOGRAFIA

Tomás Milián, pseudonimo di Tomás Quintín Rodríguez (L'Avana3 marzo 1932), è un attore statunitense, di origine cubana, noto in Italia soprattutto come protagonista di film polizieschi all'italiana a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.
A circa vent'anni lasciò Cuba per gli Stati Uniti dei quali divenne cittadino. Qui dapprima si iscrisse all'Università dell'Accademia Teatrale di Miami.
Un anno dopo si trasferì a New York. La responsabile di una piccola scuola di recitazione da lui frequentata restò colpita dal suo talento e lo fece iscrivere al noto Actor's Studio. Da qui i primi lavori teatrali a Broadway e, nel 1957 la sua partecipazione ad una serie TV statunitense: Decoy.
Alla fine degli anni cinquanta ebbe inizio la sua fortunata carriera italiana, durante la quale lavorò con registi del calibro di Mauro Bolognini, Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini.Nel 1967 fu protagonista di La resa dei conti, spaghetti-western diretto da Sergio Sollima,
quindi continuò con questo genere, diventando uno degli attori simbolo.
Indimenticabili i suoi personaggi western di "Cuchillo" (nella trilogia
western diretta da Sergio Sollima), e di "Chaco" (nello
spaghetti-western iperviolento I quattro dell'apocalisse, diretto da Lucio Fulci).
Il grande successo giunse però negli anni settanta, anche grazie all'eccellente doppiaggio di Ferruccio Amendola,
con film polizieschi all'italiana che la critica ufficiale ha sempre
giudicato di qualità inferiore ma che sono stati a poco a poco
rivalutati, e oggi sono diventati dei veri e propri cult movie. Famoso il suo sodalizio con il regista Umberto Lenzi, che lo ha diretto in molti poliziotteschi divenuti cult come Roma a mano armata, Il giustiziere sfida la città (dove - siamo nel 1975 - interpreta un personaggio col nome di Rambo ben sette anni prima dell'omonimo impersonato da Stallone) , Milano odia: la polizia non può sparare e La banda del gobbo.
Nel 1982 Milian recitò anche in un film di Michelangelo Antonioni, Identificazione di una donna.
Il declino del genere poliziesco sembrò coincidere con il declino
della sua carriera ma, dopo un periodo di scarse apparizioni in pellicole non certo indimenticabili, all'inizio degli anni novanta tornò negli Stati Uniti per partecipare, sia pure per parti minori, a film diretti da noti registi internazionali come Tony Scott, Sydney Pollack, Oliver Stone, Steven Spielberg, Steven Soderbergh e in varie produzioni televisive.
Recentemente è comparso come guest star in un cameo nella serie Law & Order e nel 2005 ha ricoperto un ruolo di rilievo nel film The Lost City, interpretato e diretto da Andy García. Ultimamente vive a Miami Beach in Florida.



 
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<--- Ecco la lista dei film dove troviamo er Monnezza e l'ispettore Giraldi (in ordine cronologico).

Post n°2 pubblicato il 29 Ottobre 2008 da nikogilardi76
 
Tag: @_@
Foto di nikogilardi76

Dai film polizieschi violenti degli anni '70 si passa alla commedia all'italiana dalla battuta facile. Questi film, che sono stati erroneamente etichettati come cinema trash, sono invece uno spaccato sulla vita quotidiana dell'epoca, ricchi di realismo e simpatia.


L'IMPORTANTE E' SAPER DISTINGUERE I PERSONAGGI @_@


Er Monnezza è un personaggio fittizio, creato dallo sceneggiatore Dardano Sacchetti e dal regista Umberto Lenzi, e interpretato dall'attore Tomas Milian, protagonista dei film Il trucido e lo sbirro, diretto da Umberto Lenzi nel 1976, La banda del trucido, diretto da Stelvio Massi nel 1977, e La banda del gobbo, diretto nuovamente da Umberto Lenzi nel 1977.Er Monnezza è il soprannome di Sergio Marazzi (ma in La banda del trucido si chiama Sergio Maraschi). È un meccanico ladruncolo figlio di un ladro e di una prostituta, e collabora con la polizia, facendo l'informatore. Ha un fratello, più pericoloso e spietato di lui, soprannominato "Il Gobbo".
Er Monnezza si distingue soprattutto per il linguaggio vernacolare romanesco pieno di turpiloquio.
Il suo look consiste in una tuta da meccanico, semplici scarpe bianche
adidas, capelli ricci, barba folta e un po' di trucco sugli occhi.
Come orientamento politico Er Monnezza è comunista, e si erge a difensore del proletariato.In La banda del trucido, il film che fa emergere di più le
caratteristiche del personaggio, Er Monnezza ha un ristorante ("La
pernacchia"), e tiene una sorta di scuola per aspiranti ladri,
intitolata F.I.G.A. (Federazione Italiana Gratta Antiviolenza).È uno sfegatato tifoso della Roma.


Nico Giraldi
è un personaggio fittizio, creato dallo sceneggiatore Mario Amendola e del regista Bruno Corbucci e interpretato da Tomas Milian in undici film tra il 1976 e il 1985.Nicola "Nico" Giraldi è un maresciallo (dal 1981 ispettore) romano di polizia, ex-ladro. È figlio di un ladro ("Er Gratta") e di una prostituta.
Incomincia a "lavorare" come ladro e si guadagna il soprannome di "Er
Pirata".
Dopo vari arresti, entra nella polizia e diventa maresciallo.
Grazie alle sue conoscenze nell'ambito criminale romano e alla sua astuzia, risolve molti casi intricati.Nico assomiglia in tutto e per tutto al "Monnezza",
ma non è da confondere con quest'ultimo. Sebbene tutti e due abbiano un
look identico, siano romani veraci, siano interpretati da Tomas Milian
e siano doppiati da Ferruccio Amendola,
non sono lo stesso personaggio. Infatti, il Monnezza è un ladro
collaboratore di giustizia, mentre Nico è un ex-ladro diventato
poliziotto. Nonostante questi continui chiarimenti, Nico viene tuttora
chiamato Monnezza.Una leggenda urbana, mai confermata da autori delle serie e da
Milian stesso, vuole che l'idea iniziale era di far diventare Er
Monnezza un poliziotto e che poi un diverbio sui diritti d'autore portò
Corbucci a creare questo nuovo personaggio per la sua serie di
polizieschi.
Nico si distingue soprattutto per il linguaggio vernacolare romanesco pieno di turpiloquio.
Il suo look consiste in una tuta blu, scarpe da ginnastica, guanti,
sciarpa, berretto invernale (in alcuni film questi ultimi tre indumenti
non ci sono oppure ne sono presenti solo alcuni; in Delitto al ristorante cinese Nico porta una bandana), capelli lunghi e barba folta.


Il Gobbo è un personaggio fittizio, creato da Umberto Lenzi e da Dardano Sacchetti, e interpretato da Tomas Milian, apparso in Roma a mano armata e La banda del gobbo.
Il Gobbo nasce a Roma e fa ufficialmente il macellaio.
In realtà è un pericoloso criminale, allo stesso tempo spietato e
vigliacco. Il soprannome deriva dal suo essere, appunto, gobbo. È il
fratello di er Monnezza. Si definisce proletario e parla per rima, in romanesco.
In Roma a mano armata il suo nome è Vincenzo Moretto, e ingaggia una lotta all'ultimo sangue con il commissario Leonardo Tanzi (Maurizio Merli).
In questo film il Gobbo appare solo in sette scene, ma la sua rabbia e
la sua spietatezza lasciano il segno. La prima volta che appare lo
vediamo intento nel suo lavoro. Il commissario Tanzi lo preleva e lo
porta in commissariato, dove, per avere delle informazioni, lo picchia
selvaggiamente.
Il Gobbo, allora, si taglia le vene con l'ausilio di un
orologio, e viene quindi scarcerato. Una volta libero organizza il
sequestro della donna di Tanzi, e la spaventa. Ma il commissario Tanzi
lo stana e lo umilia, costringendolo ad ingoiare un proiettile.
Dopo un lungo inseguimento, in cui il Gobbo si appropria di
un'autoambulanza e spara sulla folla, il commissario Tanzi riesce a
raggiungerlo nel suo covo e lo uccide.
In La banda del gobbo il personaggio viene "resuscitato" e cambia nome in Vincenzo Marazzi. In questo film si scopre essere il fratello gemello maggiore (è nato 15 minuti prima) di Er Monnezza.
Pericoloso malvivente romano, il Gobbo rientra a Roma dalla Corsica, dopo un periodo di latitanza, per organizzare una rapina.
Durante il colpo i complici lo tradiscono e tentano di ucciderlo. Il
Gobbo rimane in vita e inizia, con l'aiuto del fratello, a cercare i
complici, per attuare una terribile vendetta. Sulla sua strada trova il
commissario Sarti. Il Gobbo muore precipitando da un ponte, mentre è
inseguito dalla polizia.

 
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