Pagina vuota, bianca, sta a me riempirla...questa pagina,assomiglia alla vita. Sta a noi riempire,ogni giornata,con cose diverse.C'è chi lo fa per non annoiarsi,chi per non sentirsi solo,chi per hobby,chi con impegno,chi con costanza,e chi con superficialità.Ma tutti in un modo o nell'altro,si affaticano ogni giorno,nessuno rimane inerte,tutti fanno qualcosa,tutti cercano,di sopravvivere,fino alla fine della giornata. "Domani sarà un altro giorno",frase comune,tra gli esseri viventi...e si ripete all'infinito,questa frase,giorno dopo giorno,anno dopo anno,sempre...fino alla morte. Ma qual è il senso,di questa espressione,se ogni giorno la si ripete? Siamo entrati in un vortice,dal quale è difficile uscire.Non apprezziamo più l'oggi,ci proiettiamo,sempre nel domani,e insoddisfatti del domani,cerchiamo il giorno dopo. Che assurdità la vita,soffriamo inutilmente,per cose anche banali a volte: l'amore ad esempio.Tutti in un modo o nell'altro,hanno sofferto per amore, tutti hanno deciso,ad un certo punto di chiudere,quella maledetta,porta del cuore,con un lucchetto,all'ultima moda, ma pochi ci sono riusciti...pochi sono stati quelli,che hanno avuto la forza,e il coraggio,o la codardia di farlo. Non c'è nulla di razionale,e non c'è filo logico,in ciò che sto scrivendo,Ne sono consapevole,è questo il mio intento, essere irrazionale, buttare giù i pensieri,così come vengono. Provate a chiudere gli occhi,state in silenzio... lo sentite il vostro,cuore battere? È questa l'emozione,che si dovrebbe,provare ogni giorno. Ora lasciate viaggiare,la vostra mente,e vi accorgerete,che nessun pensiero,è collegato,con quello successivo,o precedente, guardi un oggetto, e ti viene in mente,la cosa più lontana,da quell'oggetto,o la persona,che ci assomiglia meno,ma tu sai dentro di te,che quel pensiero,è strettamente legato,a quell'oggetto,perché è parte di te,è una cosa solo tua, è intima, privata. Poco tempo fa stavo,passeggiando sola,e spensierata, guardavo inconsciamente,le espressioni delle persone,che incontravo per strada...niente di più divertente,in quel momento. Ogni espressione,era diversa dall'altra. Chi mi trasmetteva tristezza,chi euforia, chi inquietudine, paura, chi solitudine...ma tutti lo facevano,senza rendersene conto.E i passi?Avete mai provato a sedervi,su una panchina per ascoltare,il rumore dei passi della gente? Ho fatto anche questo. Ritmo veloce, ritmo lento, passo silenzioso, passo frenetico,e rumoroso, ticchettio.Ogni passo raccontava una vita. Chi andava piano,guardandolo in viso era triste,uno sguardo vuoto, assente... prova a pensarci...quando sei triste,cammini velocemente,o quasi ti lasci portare,dalle tue gambe senza,sforzarti di accelerare? Così era quell'uomo, era talmente triste,e amareggiato,dalla vita che si trascinava, non aveva fretta di camminare,forse per il semplice fatto,che non aveva una meta,nessuno lo stava aspettando,e lui era consapevole di questo, ma per arrivare a constatarlo,il più tardi possibile,andava piano.Quelle persone,che camminano,a tutta velocità invece? Beh, quelle o sono arrabbiate,a tal punto che vorrebbero,spaccare il mondo o hanno fretta,di arrivare alla fine della giornata,e corrono corrono... senza mai fermarsi per paura,di restare indietro.Godiamoci la vita,anche se a volte,è davvero crudele, cerchiamo di accettare tutto,e se un giorno sentiamo,crollarci il mondo addosso, opponiamoci, e se cadiamo,pazienza...tante sono le persone,che cadono ma che,subito dopo si rialzano.Chi con fatica, chi con le stampelle... ma tutte in un modo o nell'altro,si alzano,e chi non lo fa è fragile.Dominiamo la nostra vita,o altrimenti sarà lei,a dominare noi.