Sembra ormai un gioco nazionale. Per qualcuno è segno di maturità, per qualche altro di barbarie. Ma è vero che i politici sono intoccabili? In altri paesi sembrerebbe proprio di no! Il libro “Stupid White Men” è stato un best-seller, dove Michael Moore - l’anti-Bush per eccellenza - ha scritto una feroce denuncia contro l’incredibile stupidità degli uomini bianchi suoi connazionali ivi compreso il presidente più potente del mondo. Allora?In luoghi di comune incontro è sempre stato facile sentire gente lamentarsi e sparlare dei politici e del governo. Chi ci governa è sempre soggetto alle critiche, perché le attese e i bisogni delle persone e delle città sono così tante e complesse che richiedono tempo di attuazione, intelligenza, capacità di raccogliere risorse economiche e tante altre virtù. Ma quello che oggi sembra preoccupare di più è la consapevolezza che i nostri politici non sono esempio di virtù: né nella gestione della cosa pubblica, che sembra per lo più condotta in mezzo a trascinamenti, né per la loro frequente corruzione, per i loro bassi litigi – anche in Parlamento –, per gli insulti di chi sta all’opposizione (o viceversa) e che rappresenta generalmente ampia parte di popolazione, per il cattivo esempio delle loro scelte personali. Insomma, decisamente un basso profilo, a detta di tantissime persone.IL RISPETTO PER CHI CI GOVERNASe lamentarsi dei politici è cosa antichissima, addirittura quasi un luogo comune, “sparlarne” è invece diventato oggi un costume, espressione dell’insofferenza dei cittadini, del “non poterne più”. Ma è il metodo giusto quello di “sparlare”? Chi ci governa non merita forse rispetto per il fatto che è espressione delle nostre scelte e del nostro libero voto? Ma anche quel rispetto che si deve per se stesso all’autorità. Quest’ultima non merita forse educato rispetto anche quando sbaglia? Pensiamo, ad esempio, al rapporto genitori-figli o educatori-educandi. E’ chiaro che esistono forme di civile contestazione e di sfiducia nella vita sociale e politica, ma si può accettare la mancanza volgare di rispetto, sia da parte della gente nei confronti dei politici sia dei politici tra di loro?IL CATTIVO ESEMPIO DEGLI “ONOREVOLI”Ciò che spinge all’insoddisfazione della gente è anche il cattivo esempio degli “onorevoli”. Un politico dovrebbe essere un uomo con un forte senso dello Stato e delle istituzioni, uno “statista”, l’uomo virtuoso che mette la causa pubblica al primo posto e che per questa spende tempo ed energie, mettendo in terzo luogo il profitto personale. Oggi è chiara l’impressione tra la gente che chi fa politica lo fa mettendo il denaro e il potere al primo posto (vedi salari dei parlamentari, pensioni, corruzione, …). Un uomo di Stato è un uomo che cerca anzitutto il “bene comune” e per questo si sacrifica, offre energie e tempo, intesse relazioni positive nel proprio luogo di impegno, ma anche altrove (relazioni internazionali). Un politico è “onorevole” perché indossa l’onore del suo popolo, soprattutto con un dialogo pacato, ma anche schietto e sincero, senza mai denigrare l’avversario, né usare la “giustizia” per metterlo a tacere o neutralizzarlo.“SPARLARE”? ETICA DEL BUON CITTADINODi fronte a una situazione oggettiva di politici poco all’altezza della situazione e a volte un po’ sboccati, è lecito al cittadino “sparlare”? Mai. Il buon cittadino non può reagire con la stessa poca virtù del criticato politico. Altro è lamentarsi un po’, criticare responsabilmente alcune scelte dei governanti, altro è invece sparlare o creare un clima negativo contro chi è chiamato al alte cariche pubbliche e istituzionali. E’ una mancanza di rispetto, anche quando i parlamentari usano un linguaggio irriverente nei confronti di enti morali e religiosi come la Chiesa o mettendo in ridicolo interventi di autorità ecclesiastiche. Il buon cittadino sa criticare, quando è necessario, ma nel rispetto delle persone e dei ruoli; il buon cristiano, poi, sa anche pregare ed affidare chi ci governa a Colui dal quale ogni vera autorità proviene.Valori in questioneUn politico dovrebbe essere un uomo con un forte senso dello Stato e delle istituzioni, uno “statista”, l’uomo virtuoso che mette la causa pubblica al primo posto.Un uomo di stato è un uomo che cerca anzitutto il “bene comune” e per questo si sacrifica.Chi ci governa è sempre soggetto alle critiche, per le molteplici attese e i bisogni della società, ma questo non autorizza a “sparlare”.Il buon cittadino non può reagire con la stessa poca virtù del criticato politico. Confrontiamoci in Gruppo e in FamigliaDi fronte a politici litigiosi e di cattivo esempio per i cittadini, come reagisco? Sparlo?Accetto l’idea che l’autorità merita rispetto anche quando sbaglia?Che idea si fanno i nostri ragazzi del nostro modo di criticare chi è in autorità? BS Maggio 2008
“SPARLARE” DEI NOSTRI POLITICI?
Sembra ormai un gioco nazionale. Per qualcuno è segno di maturità, per qualche altro di barbarie. Ma è vero che i politici sono intoccabili? In altri paesi sembrerebbe proprio di no! Il libro “Stupid White Men” è stato un best-seller, dove Michael Moore - l’anti-Bush per eccellenza - ha scritto una feroce denuncia contro l’incredibile stupidità degli uomini bianchi suoi connazionali ivi compreso il presidente più potente del mondo. Allora?In luoghi di comune incontro è sempre stato facile sentire gente lamentarsi e sparlare dei politici e del governo. Chi ci governa è sempre soggetto alle critiche, perché le attese e i bisogni delle persone e delle città sono così tante e complesse che richiedono tempo di attuazione, intelligenza, capacità di raccogliere risorse economiche e tante altre virtù. Ma quello che oggi sembra preoccupare di più è la consapevolezza che i nostri politici non sono esempio di virtù: né nella gestione della cosa pubblica, che sembra per lo più condotta in mezzo a trascinamenti, né per la loro frequente corruzione, per i loro bassi litigi – anche in Parlamento –, per gli insulti di chi sta all’opposizione (o viceversa) e che rappresenta generalmente ampia parte di popolazione, per il cattivo esempio delle loro scelte personali. Insomma, decisamente un basso profilo, a detta di tantissime persone.IL RISPETTO PER CHI CI GOVERNASe lamentarsi dei politici è cosa antichissima, addirittura quasi un luogo comune, “sparlarne” è invece diventato oggi un costume, espressione dell’insofferenza dei cittadini, del “non poterne più”. Ma è il metodo giusto quello di “sparlare”? Chi ci governa non merita forse rispetto per il fatto che è espressione delle nostre scelte e del nostro libero voto? Ma anche quel rispetto che si deve per se stesso all’autorità. Quest’ultima non merita forse educato rispetto anche quando sbaglia? Pensiamo, ad esempio, al rapporto genitori-figli o educatori-educandi. E’ chiaro che esistono forme di civile contestazione e di sfiducia nella vita sociale e politica, ma si può accettare la mancanza volgare di rispetto, sia da parte della gente nei confronti dei politici sia dei politici tra di loro?IL CATTIVO ESEMPIO DEGLI “ONOREVOLI”Ciò che spinge all’insoddisfazione della gente è anche il cattivo esempio degli “onorevoli”. Un politico dovrebbe essere un uomo con un forte senso dello Stato e delle istituzioni, uno “statista”, l’uomo virtuoso che mette la causa pubblica al primo posto e che per questa spende tempo ed energie, mettendo in terzo luogo il profitto personale. Oggi è chiara l’impressione tra la gente che chi fa politica lo fa mettendo il denaro e il potere al primo posto (vedi salari dei parlamentari, pensioni, corruzione, …). Un uomo di Stato è un uomo che cerca anzitutto il “bene comune” e per questo si sacrifica, offre energie e tempo, intesse relazioni positive nel proprio luogo di impegno, ma anche altrove (relazioni internazionali). Un politico è “onorevole” perché indossa l’onore del suo popolo, soprattutto con un dialogo pacato, ma anche schietto e sincero, senza mai denigrare l’avversario, né usare la “giustizia” per metterlo a tacere o neutralizzarlo.“SPARLARE”? ETICA DEL BUON CITTADINODi fronte a una situazione oggettiva di politici poco all’altezza della situazione e a volte un po’ sboccati, è lecito al cittadino “sparlare”? Mai. Il buon cittadino non può reagire con la stessa poca virtù del criticato politico. Altro è lamentarsi un po’, criticare responsabilmente alcune scelte dei governanti, altro è invece sparlare o creare un clima negativo contro chi è chiamato al alte cariche pubbliche e istituzionali. E’ una mancanza di rispetto, anche quando i parlamentari usano un linguaggio irriverente nei confronti di enti morali e religiosi come la Chiesa o mettendo in ridicolo interventi di autorità ecclesiastiche. Il buon cittadino sa criticare, quando è necessario, ma nel rispetto delle persone e dei ruoli; il buon cristiano, poi, sa anche pregare ed affidare chi ci governa a Colui dal quale ogni vera autorità proviene.Valori in questioneUn politico dovrebbe essere un uomo con un forte senso dello Stato e delle istituzioni, uno “statista”, l’uomo virtuoso che mette la causa pubblica al primo posto.Un uomo di stato è un uomo che cerca anzitutto il “bene comune” e per questo si sacrifica.Chi ci governa è sempre soggetto alle critiche, per le molteplici attese e i bisogni della società, ma questo non autorizza a “sparlare”.Il buon cittadino non può reagire con la stessa poca virtù del criticato politico. Confrontiamoci in Gruppo e in FamigliaDi fronte a politici litigiosi e di cattivo esempio per i cittadini, come reagisco? Sparlo?Accetto l’idea che l’autorità merita rispetto anche quando sbaglia?Che idea si fanno i nostri ragazzi del nostro modo di criticare chi è in autorità? BS Maggio 2008