TRIBUTE TO PIERLUIGI

ESPERIENZA COSMICA


Quando la natura risveglia l'animaEsiste uno stretto legame tra questi tre livelli: la vitalità individuale, le emozioni; quella del mondo in cui viviamo, le forme e i colori della natura; e la vitalità che permea l'Universo stesso, la dimensione spirituale. "Se la Terra avesse un diametro di poco più di un metro e galleggiasse a poca distanza dal suolo sopra un campo qualsiasi, la gente verrebbe da tutto il mondo per ammirare le sue grandi e piccole piscine d'acqua e le zolle di terra emergenti dalle acque. La gente si stupirebbe del sottilissimo strato di gas attorno alla palla e delle minuscole particelle d'acqua in sospensione nel gas; si meraviglierebbe di tutte le creature sulla superficie e nelle acque. E la palla sarebbe considerata preziosa perché unica e verrebbe protetta perché non si rovini. Sarebbe la più grande meraviglia conosciuta, fonte di ispirazione, saggezza e bellezza. La gente l'amerebbe e la difenderebbe con la propria vita, sentendo che non avrebbe più significato senza la sua esistenza. Se la Terra fosse grande solo poco più di un metro... ".E' la riflessione poetica di un ecopsicologo neozelandese, Olaf Skarsholt, che offre un punto di vista inusuale per risvegliare nei confronti del nostro pianeta sentimenti ed emozioni che sono di sicuro potenzialmente presenti in noi, ma che abbiamo perso l'abitudine di rivolgere al pianeta su cui viviamo. Sentimenti ed emozioni che ci ricollegano alle nostre radici più profonde, al mondo e alla vita di cui facciamo parte: la meraviglia, il rispetto, il senso di condivisione, l'anelito verso l'assoluto.Molta della solitudine, della mancanza di senso e del "mal d'anima" che così spesso affligge il civile mondo occidentale è dovuto a una perdita di connessione con l'origine stessa della Vita e all'incapacità di porsi le domande fondamentali che stanno alla base della nostra stessa esistenza e che terrebbero più viva la nostra attenzione ai legami che abbiamo col mondo che ci circonda: "chi sono io?", "da dove vengo?", "dove vado?". Oggi c'è un problema di alienazione dalla dimensione spirituale ed è strettamente connesso all'alienazione dalle proprie emozioni e, non a caso, anche dalla natura: quando si consolida un bozzolo attorno a quello che consideriamo il nostro piccolo importantissimo "io", perdiamo la capacità di vedere e di sentire quello che c'è oltre. E' proprio questo il problema, una barriera che viene a crearsi tra il nostro "io" e la nostra natura più autentica che si esprime anche attraverso le emozioni, l'aspetto più vitale, e dinamico del nostro essere. Negando le emozioni, neghiamo quanto è spontaneo e naturale in noi e, di riflesso, quanto è naturale e spontaneo attorno a noi, e quindi l'ambiente naturale, la natura selvatica, tutto il mondo non "civilizzato". Negando l'origine della vita materiale - non a caso si parla di "Madre Terra" - ci chiudiamo alla percezione del principio spirituale sottostante alla creazione, ci chiudiamo a ogni altra dimensione che esuli da quella egoica. Non c'è da stupirsi se poi dilagano depressione e senso di vuoto! Per rompere questo isolamento, rientrare nel cerchio della vita e ricollegarsi alla totalità del proprio essere bisogna prima di tutto affinare le proprie capacità di ascolto, per cogliere la presenza e la voce del proprio sentire e del sentire altrui. Dopo, bisogna sviluppare l'attenzione e il rispetto per tutto ciò che è vivo: a partire dalla proprie emozioni, sino ad includere gli altri esseri umani, ogni altro essere vivente, la natura nel suo insieme. Quando l'apertura diventa tale da accogliere il proprio mondo interno e quello esterno, la vita si rivela ai suoi livelli più alti e il singolo individuo può riconoscersi parte di un disegno molto più vasto e non si sentirà mai più solo, ma saprà di essere in connessione profonda con tutto ciò che è.                                                                Marcella Danon