TRIBUTE TO PIERLUIGI

WRITING


RIFLESSIONE Spesso la gente tende a non distinguere i writers dai semplici vandali. La differenza c'è ed è molto evidente. Il writer ha come unico obiettivo il perseguire la propria arte, l'esprimere se stesso con un disegno e, possibilmente, abbellire quelle zone grige, cupe e in degrado della propria città.Un buon writer ha un codice di autoregolamentazione: non imbratta muri in buono stato, chiese, luoghi sacri o monumenti.Il monumento per il writer è opera di un altro artista e come tale non va toccata. Così il writer non copre o non rovina opere di un altro.Il vandalo non ha ritegno, scrive ovunque capita, senza preoccuparsi di nulla e scrive messaggi politici, sportivi (i classici W Toro, Juve..), amorosi ma non intende con quelli fare arte.Arte è la parola più importante per un writer, è la parola che permette a ognuno di confrontarsi con artisti del calibro di Leonardo o di Van Gogh.E' questo il bello dell'arte: chiunque può creare... LA STORIAIl writing ha origini lontane e non è facile trovare dei riferimenti per poterne scrivere l'esatta storia.Si ritiene che, originariamente, fosse una pratica utilizzata a Los Angeles dai lustrascarpe che, per contrassegnare il proprio posto, usavano scrivervi il proprio nome che, successivamente, ognuno di loro prese a differenziare. Sempre a Los Angeles, le bande si impadronirono dell'uso di dipingere il nome della gang (inizialmente a pennello) per segnare il proprio territorio.Ogni gang cominciò poi ad adottare stili di scrittura diversi. Il primo di essi era quello legato all'alfabeto gotico. Le lettere erano ancora molto semplici, qualcosa come i blocchi o i pezzi logo di oggi e non erano concepite come forma d'arte: lo scopo era esclusivamente quello di delimitare i confini della propria gang.La diffusione del writing e la nascita dell'aerosol art è avvenuta anni dopo a New York. Tutto, pare, ebbe inizio quando un giovane portoricano, Julio 204, inizò a scrivere il proprio nome e non quello della gang senza curarsi dei confini altrui. Inizialmente suscitò le ostilità delle varie bande, ma poi venne ammirato per il suo coraggio.A lui si unirono altri ragazzi, tra cui Taki 183, un ragazzo greco che per primo firmò all'interno di un vagone della metropolitana di New York.Stayhigh 149 invece, scrisse sulle lamiere esterne.Ancorà però si trattava di lettere semplici e monocromatiche disegnate velocemente con bombolette spray: le prime a tracciare lettere colorate furono Barbara 62 e Eva 62 che realizzarono le loro tag con un doppio tratto di colori diversi.Lo scopo è comunque ancora quello di segnare più territori possibile badando quindi alla quantità e non alla qualità (ciò che ancora oggi fanno I bombers realizzando velocemente decine di trow-up in posti ben in vista). Dal 1972 ci fu una vera e propria rivoluzione dell'aerosol art: Superkool 223 realizzò un grande pezzo su un vagone della metropolitana usando tre colori diversi, utilizzando lettere tridimensionali e disegnando anche uno sfondo.Da quel momento si incominciò a realizzare pezzi con stili sempre più evoluti, e si sono diffusi fino ad oggi.Negli anni Ottanta cominciò anche la ricerca dei writers da parte delle autorià e i media, che coniarono il termine "graffiti".L'aerosol art divenne una delle forme di espressione della cultura Hip Hop.Italia, l'Aereosol art si diffuse dagli anni Ottanta e partì dalla città di Milano. Il fatto che il writing abbia un'origine fra le gang americane, non deve indurre a pensare che esso e il resto dell'hip hop vi siano legati.E' un errore che si fa spesso. Da non confondere, sono i pezzi con i murales, completamente diversi come storia e come tecniche.