TRIBUTE TO PIERLUIGI

LA TESTIMONIANZA


Nel villaggio di Waydà, a venti chilometri da Fiangal incontro la piccola comunità che settimanalmente si ritrova sotto un grande albero per la catechesi e per la preghiera. Non sono tupurì ma winà, questo significa altra lingua, altre tradizioni, un altro modo di avvicinarsi e di rispettare lo loro cultura. E' bello venire da queste parti, nella zona dei grandi alberi, come la chiamo io, dove ci sono grandissimi sicomori baobab, neem, palme ... sembrano veri e propri monumenti opere d'arte della natura.  La comunità è nata da poco e con fatica Justin, l'unico catechista arrivato da un villaggio del Camerun, cerca di annunciare il Vangelo. Quello che più mi attira e mi consola ogni volta che vengo da queste parti è l'incontro con Gabriel. Abita a circa un chilometro dal grande albero-chiesa e vive solo col papà molto anziano in una poverissima capanna di paglia. Gabriel è disabile, non cammina, non parla e fa fatica ad utilizzare anche le braccia e le mani. Credo si tratti di una grave forma di poliomielite. Ma Gabriel ha un volto e un sorriso bellissimi, due occhi come due perle e capisce tutto quello che dici anche se non può comunicare. Resto a contemplare Gabriel quando mi viene incontro, a suo modo mi saluta e resta per erra, sdraiato accanto a me. Gabriel non sembra mai scoraggiato e, mettendoci tutta la forza, riesce, strisciando per terra, a coltivare piano piano il suo campo di miglio: fa il suo lavoro con una tale cura che ogni anno, mi dicono i vicini, il campo di Gabriel è il più rigoglioso, con le spighe di miglio più gonfie. Quando parliamo di questo, Gabriel sorride soddisfatto. Gabriel vuole essere battezzato e attraverso i gesti spiega al catechista Justin di prepararlo e di venire spesso a trovarlo per insegnargli la fede cristiana. Così Justin ogni settimana parte e resta delle ore insieme Gabriel e con lui intesse un interessantissimo dialogo fatto solo di sguardi, di semplici gesti, di sorrisi, di esempi concreti. Resta per me oscuro capire come Justin possa giudicare verificare il cammino di fede di Gabriel! Io sarei molto più accondiscendente, battezziamolo e non se ne parli più ... ma invece Justin vuole far fare anche a Gabriel il lungo percorso a tappe previsto dalla nostra diocesi per chi si prepara al battesimo. Verso Pasqua, Justin viene a Fianga per presentarmi la lista di coloro che riceveranno il battesimo a Pentecoste e, con amarezza, mi dice che nessuno dei partecipanti ha seguito con frequenza gli incontri e che, secondo lui, l'unico a poter essere battezzato è Gabriel perché, pur con tutti i suoi problemi, ha manifestato chiari segni di conversione. Ancora una volta resto stupito per come Justin abbia potuto accorgersi di questo. Gabriel può far nascere sentimenti di pietà, soprattutto di compassione... e questo significa non considerarlo come gli altri, ma diverso.  Così, con Justin, decidiamo che a Pentecoste solo Gabriel sarà battezzato e, sotto al grande albero di casa sua, organizzeremo la cerimonia e la festa.  Il giorno di Pentecoste preparo la "valigetta del perfetto missionario" e con alcuni amici parto per Waidà.  Per strada incrociamo tanta gente che si avvia verso la casa di Gabriel. Eccoci arrivati all'albero-chiesa, da lì proseguiamo a piedi. Lo spiazzo scelto per la celebrazione è pulito e già affollato. Gabriel ci sorride come sempre, sopra una stuoia tutta nuova, visibilmente emozionato.  La celebrazione è davvero una grande festa ma il momento in cui si chiede a Gabriel di esprimere la sua fede in Gesù ci lascia tutti attoniti: con Justin per mesi e mesi avevano riprovato, ed ecco arrivato il momento.  Gabriel, lentamente e tutto tremante, con un'estrema difficoltà, inizia la sua grande "professione di fede", il suo "credo", tracciando sul suo corpo un grande segno di croce. Il silenzio è davvero carico di commozione e il gesto di Gabriel sembra non finire mai. .. Che meraviglia, sembra di vivere un sogno: Gabriel testimone muto per tutta la comunità, primo battezzato e primo annunciatore di Gesù in tutta la sua dignità e debolezza! Spontaneo, dopo quel gesto e quel silenzio, scoppia un lunghissimo applauso e tutti hanno gli occhi lucidi. Dopo il battesimo e la prima comunione doniamo a Gabriel la veste bianca e la croce, tra grida di gioia e balli sfrenati. l celebrazione finisce ma la festa continua fino a sera. Gabriel ci ha fatto assaggiare lo gioia del paradiso!