TRIBUTE TO PIERLUIGI

LA PECORA DALL'ORECCHIO GIALLO LIMONE


C'era una volta una pecorella di nome Cora che, a prima vista, sembrava proprio uguale a tutte le altre pecore. Tranne che per un particolare: uno dei suoi orecchi non era del solito colore bianco rosato, ma di uno squillante giallo-limone. E quando la nostra pecorella incontrava qualche conoscente, come la capra o il maiale... «Ciao, orecchio color limone, sempre un po' acida, vero?», belava la capra. «Ciao, è di formaggio il tuo orecchio? Dall'odore sembrerebbe!», grugniva il maiale. «Ciao, orecchio color delle stelle, sei triste?», le chiese invece un giorno un vecchio montone. «Non dare ascolto alle chiacchiere!». Ma Cora piangeva. «Con questo orecchio, tutto va storto...». E pareva essere proprio così. Quando Cora aveva fame, la capra la spingeva via e le divorava tutta l'erba. Quando aveva sete, il maiale le si piazzava davanti e le beveva tutta l'acqua. Quando trovava un bel posticino per riposare, il giorno dopo qualcun altro glielo aveva occupato. Il che bastava a perdersi d'animo e certamente a vergognarsi tanto tanto di quel brutto orecchio giallo-limone. Allora la pecorella ebbe un'idea e la raccontò al vecchio montone. «Se mi taglio l'orecchio, forse al suo posto ne crescerà uno dello stesso colore dell'altro... E tutti ì miei guai finiranno!»  «Che stupidaggine!», ribatté il vecchio montone. «Ho un'idea migliore: vedi laggiù quel secchio? Quello con la vernice chiara? Ci aiuterà a nascondere il giallo del tuo orecchio. Più semplice di così!». Cora annuì festosamente ripetendo: «Sì, sì, va bene, va bene!». Detto fatto, mentre il vecchio montone brandiva il pennello, Cora chiuse gli occhi per via della vernice. Si sentiva l'orecchio bagnato e pesante. «Non è più giallo, finalmente?», chiese dopo un poco. «Ha il colore della neve alla luce rosata dell'aurora», assicurò il montone. D'improvviso la nostra pecorella sentì una gran fame. Aprì gli occhi e si guardò attorno. Proprio sotto il suo naso trovò fiori rigogliosi ed erba appetitosa. Poi si accorse di avere una gran sete. Raggiunse una bella pozza d'acqua e subito il maiale, che, anche lui, stava per bere, le fece posto. Che meraviglia! Come sembrava buona e fresca l'acqua, meglio di un'aranciata! " Tutto fila liscio con l'orecchio nuovo!" pensò Cora dirigendosi al suo posticino favorito. Ma, ahimé, la capra se lo era già occupato per un pisolino. " Pazienza" si consolò subito Cora. " Ne troverò certo uno migliore. L'orecchio nuovo mi porterà fortuna!". Da lì a poco si mise a piovere. " Che tempo" brontolò la capra andandosene. " Più piove e più fresca sarà l'erba dopo" pensava la nostra pecorella allegramente. Il maiale, finito l'acquazzone, si tuffò in una pozzanghera innaffiando tutto intorno di schizzi. " Non sporcare il mio bel orecchio bianco rosato" protestò Cora. " Bianco rosato? Ma é giallo, non lo sai l'orecchio di formaggio?" " Cosaaa?" urlò Cora in preda al panico. " E va bene, se proprio vuoi ti chiamerò orecchio di limone" concesse il maiale. " No No. E' impossibile, il mio orecchio é come la neve alla luce dell'aurora!". "Che sciocchezza! Specchiati nella pozzanghera», replicò il maiale. Cora si accostò all'acqua tremante.  E vide l'orecchio giallo, giallo, giallo! Allora scoppiò in pianto e chiamò a gran voce il vecchio montone. "La pioggia ha lavato via la vernice dal mio orecchio. Ridipingimelo, ti prego», lo supplicò. "Tutto andava così bene con l'orecchio nuovo!». " Ti confiderò una cosa, Cora" le disse il suo saggio amico: " Tu non hai mai avuto l'orecchio di un nuovo colore. Ho intinto il pennello nell'acqua, non nella vernice e il tuo orecchio é sempre stato giallo come di solito. Ma tutto era diverso vero?" Lei annuì amareggiata. Non riusciva a capacitarsi che il vecchio montone l'avesse ingannata a quel modo. " Ma... ma davvero il mio orecchio é sempre stato giallo?" balbettò incredula. " Sempre!" confermò il montone. Il giorno seguente Cora incontrò la capra e il maiale. " Ciao, orecchio color limone, sempre acida vero?" belò la capra. " Ciao orecchio di formaggio, l'odore é inconfondibile!" grugnì il maiale. Lei li guardò dritto negli occhi e, ripensando a tutto quanto era accaduto, si rivolse a loro senza esitazioni: " Mettetevi bene in mente che da oggi come soprannome accetterò solo " orecchio color delle stelle". Sono stata chiara?" li apostrofò risoluta. E, non ci crederete, ma alla fine di quel giorno tutti pensavano che quello fosse proprio il nomignolo giusto per Cora.