TRIBUTE TO PIERLUIGI

L'ALA DELLA FARFALLA


C'era una volta una farfalla che aveva una sola ala. «Oh, poverina!» esclama Chiara, guardando la farfalla grigia disegnata sulla pagina. «Poverina un corno!» grida la farfalla, con una voce esile e decisa. Chiara chiude il libro di scatto. Poi, piano piano, lo riapre, per vedere se la farfalla è ancora arrabbiata. «E a proposito del corno» continua la farfalla con, la sua voce battagliera, «secondo te  è poverino anche il rinoceronte, che ha un corno solo? E poverino  il dromedario" che ha una gobba sola? - È poverino il cannocchiale, che non è un  binocolo? Avanti, rispondi!» «Oh no!» dice Chiara, «ma che discorsi senza capo e senza coda! E se proprio lo vuoi sapere, ci sono anche rinoceronti con due corni: l'ho visto sul libro degli animali!. «Quello che ho conosciuto io ne aveva uno solo, ne sono certa!» brontola la farfalla. «Era un rinoceronte indiano. » «Ah!» sospira la bambina, sempre più meravigliata. E per concludere il discorso»  insiste la farfalla, «sei poverina tu, che non hai nemmeno un' ala, proprio come un bruco!» «Ma che c'entra?» domanda Chiara. "Io sono una bambina, non sono una farfalla e tanto meno un bruco! Le bambine non  hanno le ali.» «Ah sì? Mi spiace per voi. Mi spiace davvero tanto. E dimmi un po', quante orecchie avete?» «Orecchie?» ride Chiara. «Due!» e solleva i lunghi capelli per mostrarle. «Due orecchie. Bene, bene: allora sai ascoltare due volte!» «Oh, se è per questo, alcune cose anche tre o quattro volte. Altre non le ascolto per niente. Per esempio, se la mamma mi chiede di andare a prendere la conserva in cantina, io non la ascolto, perché la cantina è così buia che...» «Molto bene» la interrompe la farfalla, «perché devi sapere che io sono una farfalla diversa dalle al tre. » «Sì, questo lo vedo.» «No, non si vede: si sente. Si sente con le orecchie. Ma ce ne vogliono due.» «Tu sei tutta matta!» «Non sono matta. Sono una farfalla che sa fischiare. » Chiara sorride. A quella farfalla manca un'ala e forse manca pure qualche rotella.Ma è divertente parlare con lei, perché è buffa. E ora s'è messa a fischiettare una strana canzone, mezza allegra e mezza triste, raggio di sole e nuvola grigia.«Brava, brava!» grida Chiara alla fine della canzone, e batte forte le mani. «Sei veramente una farfalla che sa fischiare!»«Dici sul serio?» risponde la farfalla. Nella sua voce, adesso, c'è qualcosa che trema.  «Allora fammi un  favore: quella frase, quella che dice c'era una volta una farfalla che aveva una sola ala... Dovresti cancellarla e scrivere... » «Certo, certo, so che cosa devo scrivere.». Chiara fruga dentro l'astuccio e trova una matita. Si china sul libro, taglia la scritta con una bella riga ondulata, poi scrive: c'era una volta una farfalla che sapeva fischiare. «Grazie proprio così!» esclama la farfalla, e l'ala grigia si agita come la coda di un cane in festa. «Ora, per ricambiare, vorrei ..farti un dono.» «Un dono? A me? Figuriamoci, per due parole... non c'è bisogno. " Ma la farfalla non vuole discutere: «Il mio dono è questo: ti chiedo, per favore, di disegnare l'ala che mi manca.» «Preferivo un bignè al cioccolato!» ribatte Chiara con una risata. «Oppure una coppa di fragole con la panna. O una stella marina.» Poi si fa seria. Si passa una mano tra i capelli e sussurra: «Non posso.» «Non puoi? E perché mai?» «Perché... perché io non sono brava a disegnare.» «Poverina Una bambina che non sa disegnare Ci scriverò su una storia, di quelle che fanno piangere le mamme. Via, via, a caval donato non si guarda in bocca!» «Non si guarda in bocca? Che vuoi dire?» «Morde! » «Morde?» «Sì. Ti conviene accettare il dono, bambina mia. Ha denti sani e robusti, e tu hai le manine delicate.» «E va bene. Peggio per te!» Chiara corre a prendere la scatola dei colori: vuole disegnare un'ala variopinta. Se l'altra ala é grigia, non importa. Anzi, il grigio é bello vicino agli altri colori. Ne adopera tanti, forse tutti. Un arcobaleno. " Ecco fatto ho finito!" sospira Chiara. " E adesso non ti arrabbiare, se non ti piace". Ma la farfalla non è arrabbiata. Ammira con orgoglio l'ala nuova e fischia con forza la sua canzone, mezza dolce e mezza salata. Poi si volge verso Chiara e le dice: «Sai, bambina, il dono che io ti ho fatto è davvero bellissimo. Ma non abbiamo ancora finito: dobbiamo cambiare un'altra volta quella frase. L'ultima volta.» Ha smesso di piovere. Un raggio di sole ha bucato la finestra e si è infilato nella stanza a curiosare. Chiara sorride e prende di nuovo la matita:  C'era una volta una farfalla che aveva un paio d'ali unico al mondo. E c'era una bambina con le mani sporche di colore....