TRIBUTE TO PIERLUIGI

VALENTINO


Al piccolo granchio Valentino piace cantare. E siccome gli piace da matti anche la pasta, ha inventato una canzone sugli spaghetti: " Viva gli spaghetti al pomodoro, pomodoro!" Buoni, gustosissimi, io li adoro, li adoro! A pranzo e a cena, hurrà, son perfetti gli spaghetti! Viva gli spaghetti, me li mangio tutti i dì!"Un giorno a scuola, Valentino ha pensato di insegnarla ai compagni. Davanti a tutta la classe, però la lingua gli si è ingarbugliata: " Ehm...ecco la mia ca...ca...canzone: " Viva i pa..pa..paghetti al po..pomodolo" "Stai balbettando, Balbettino! " gli grida un compagno. Tutta la classe scoppia a ridere e il piccolo granchio diventa più rosso della salsa di pomodoro. Povero Valentino! Non riesce a pronunciare la erre e balbetta e più balbetta, più si innervosisce. Che vergogna! Il giorno dopo andando a scuola, Valentino canticchia come sempre. Ma improvvisamente si trova faccia a faccia con uno squalo. Uno squalo enorme, con i denti aguzzi e l'espressione feroce! Terrorizzato Valentino si nasconde dietro ad un riccio di mare ed aspetta. Quando finalmente lo squalo se ne va via, Valentino con le zampe che ancora gli tremano, si precipita verso la scuola. " Buon...buon..buongiolno, signolina Malisa.." comincia a farfugliare agitatissimo. " Scusi pel il litaldo...é che ho incontlato uno squalo fe...fe..  felocissimo..e allola mi sono na...na..nascosto dietlo un liccio di male..". I compagni di classe, come al solito esplodono in una risata. A valentino salgono le lacrime agli occhi. Non ne può più di essere preso in giro! Allora ad un tratto, scappa via e corre corre fino dove lo portano le sue sei zampette. senza fiato Valentino si infila in una grotta buia, piccola piccola..proprio giusta per nascondersi e singhiozzare liberamente. Nel buio, qualcosa accanto a lui si muove. Sono i lunghi baffi di Gustavo, il pesce gatto che stava dormendo. " Ciao" lo saluta. " Perché mai piangi così?" " Io...io" comincia Valentino, balbettando. E poi, un pò alla volta, racconta a Gustavo tutto quello che lo fa soffrire. " Capisco..." dice il pesce gatto. " Vieni con me, conosco qualcuno che forse ti potrà aiutare". Il pesce gatto si fa salire sul dorso Valentino ed insieme attraversano la barriera corallina. Dall'altra parte, cupa e maestosa, c'è una nave naufragata. Su una vecchia targa si può indovinare il nome del battello: " Navigadiscorsi" E poco sotto: " Ambulatorio del Dottor Parola, Ripescatore di parole." Un polpo esce ad accogliere i visitatori. " Ti presento Valentino" gli dice Gustavo, salutandolo. " Ha un problema e forse tu potrai aiutarlo". Poi, con una piroetta, il pesce gatto li saluta e li lascia soli. " Benvenuto a bordo". Il polpo accompagna Valentino fino alla sua cabina, dicendogli: " Tanto tempo fa, qui viveva un vero pirata e questo era il suo cappello. Provalo e guardati allo specchio. Ora sei il capitano Valentino, il terrore dei sette mari! Su, fai un' espressione da pirata. Terribile, mi raccomando!" All'inizio Valentino é un po' timido, ma poi diventa sempre più disinvolto, tira fuori la lingua e fa delle smorfie spaventose. Se i compagni potessero vederlo! " Bravissimo!" si complimenta il Dottor Parola. " E ora, vuoi seguirmi sull'albero maestro, capitano?". " Sì!" esclama il piccolo granchio. Lentamente, il polpo lo prende tra due suoi tentacoli, afferra con un terzo un cannocchiale, e, con gli altri cinque, comincia ad arrampicarsi. Il Dottor Parola prende una lavagna e vi disegna una figura. " Che cosa é secondo te?" domanda. Valentino abbassa lo sguardo.  Oh, com'é in alto! Ha le vertigini! Con voce tremante risponde: " Un...ehm...sal...sal...sal...salvagente". " Non male. Fai un respiro e prova di nuovo, ma più lentamente. " Sa..sa..sa..." Valentino sospira tristemente. " Continua!" Lo incoraggia il Dottor Parola. " Dillo cantando". Valentino prova a canticchiare sottovoce, poi alza la testa e canta forte: " Sal-va-gen-te! Ecco!" " Perfetto! Hai visto che ce l'hai fatta? Ora proviamo con un altro disegno". " E' uno squa...squalo!" canta forte il piccolo granchio. Valentino ridiscende dal posto di vedetta e il Dottor Parola gli spiega come funziona il nuovo gioco. Sul ponte della nave c'é un gran mucchio di barattoli. " Cercheremo di colpirne più che possiamo. Ognuno di noi ha cinque palle da tirare. Prima di ogni tiro, però dobbiamo dire la formula magica: "Pirata Triglia Ripiglia, terrore del mare, fammelo centrare!". Valentino scoppia a ridere, ma ben presto riesce a dire la formula tutta d'un fiato ed é lui che infine vince la gara, con nove barattoli contro sette. " E ora..qual'é il prossimo gioco?" domanda Valentino entusiasta. Il Dottor Parola gli fa l'occhiolino. " Adesso ci aspetta la caccia al tesoro dei pirati!". Ed eccoli partiti a frugare in ogni angolo del relitto. Dietro una griglia, Valentino trova un grosso baule, pieno di lettere avvolte nella carta dorata. " Sono di cioccolata!" esclama Valentino. " Prendine quante ne vuoi, te le sei meritate" gli dice il Dottor Parola. Passano le settimane. Valentino viene tutti i giorni sulla Navigadiscorsi a giocare con il Dottor Parola e, nel giro di qualche tempo, riesce a dire le frasi più lunghe e complicate anche quando é emozionato. Gli escono lisce come l'olio. E il suo tesoro di lettere dorate cresce di giorno in giorno. Un bel giorno Valentino torna finalmente a scuola. Per festeggiare, la maestra prepara una bella spaghettata. Che bontà! Tutta la classe, leccandosi i baffi, esclama: " Viva gli spaghetti! Viva Balbettino!". Questa volta, comunque, Valentino non si arrabbia. Al contrario, scoppia a ridere e si mette a cantare davanti a tutti la sua canzone...senza balbettare una sola parola!