TRIBUTE TO PIERLUIGI

I TESORI DI MICENE


Come Troia, che per millenni era esistita solo nelle pagine di Omero prima di essere ritrovata da Schiemann, anche un' altra città famosa (questa volta greca) sembrava non ricordare più nulla del suo glorioso passato: Micene. Una città dal destino tragico come quello del suo sovrano Agamennone, che alla guida degli eserciti greci aveva assediato Troia per dieci lunghi anni e alla fine l'aveva conquistata grazie allo stratagemma del cavallo di legno. Agamennone, che discendeva dal fondatore stesso di Micene, Atreo, era ambizioso e crudele: prima di partire alla volta di Troia non aveva esitato a sacrificare agli dei la figlia primogenita Ifigenia pur di ottenere venti favorevoli per le sue navi. Durante la sua assenza, nella reggia micenea rimasta senza re, la regina Clitemnestra, tormentata dall' odio per la perdita della figlia, non seppe resistere alle lusinghe di Egisto, un cortigiano infedele che voleva prendere il posto del sovrano. Quando Agamennone tornò in patria, Egisto non esitò a ucciderlo.Alla ricerca del passato sepoltoIl terribile delitto non restò però impunito: otto anni dopo Oreste, il figlio del re assassinato, si vendicò uccidendo a sua volta Egisto e l'infedele Clitemnestra. E anche il suo destino fu tragico perché fu perseguitato per tutta la vita da un rimorso senza fine. Il sanguinoso dramma, cantato dai poeti greci, divenne  famoso, ma la città ricca e potente che ne era stata teatro cadde in  rovina, saccheggiata da  gente guerriera venuta dal  nord, i Dori. Al suo posto, non rimasero che ruderi: i resti delle mura ciclopiche, l'ingresso monumentale alla rocca,la famosa "porta dei leoni" e un dedalo di tombe fra cui spiccava il grande edificio dal soffitto a volta noto come "tesoro di Atreo". Qui molti credevano che fosse stato sepolto Agamennone, ma dei suoi resti non c'era traccia. Incuriosito da questo mistero, lo scopritore di Troia, Schliemann decise di scoprire la verità. Sempre accompagnato dalla sposa Sofia, nel 1876 il geniale" archeologo dilettante" si mise a scavare in un luogo a cui nessuno aveva pensato prima: il cuore stesso della cittadella. E ben presto il suo intuito fu premiato, vicino alla porta dei leoni vennero alla luce cinque tombe. Dentro di esse riposavano i resti di 19 uomini e donne e due bambini, tutti letteralmente ricoperti d'oro e circondati da un vero tesoro di vasi, oggetti, gioielli del prezioso metallo. Gli uomini poi portavano sul volto una maschera d'oro cesellata finemente in modo da riprodurre le fattezze che avevano in vita. Schliemann ne fu subito certo: quegli uomini erano gli eroi della guerra di Troia e uno di essi doveva essere Agamennone. Purtroppo, ancora una volta, aveva commesso un errore, tradito dal suo grande entusiasmo: come già nel caso di Troia, le sepolture da lui trovate erano più antiche di alcuni secoli rispetto all' epoca della famosa guerra. Quei resti appartenevano probabilmente ai primi sovrani di Micene e una delle maschere poteva addirittura ritrarre Atreo, il mitico fondatore della dinastia. Riguardo ad Agamennone, a quanto pare nessuno é finora riuscito a disturbare il suo sonno.