TRIBUTE TO PIERLUIGI

TEMPIO DI DIANA A EFESO


Creso fu l'ultimo re della Lidia, una regione dell'antica Asia Minore che oggi appartiene alla Turchia. Questo sovrano era famoso per la sua ricchezza e nel 560 a.C. fece costruire a Efeso un magnifico Tempio. Secondo la leggenda, la città di Efeso era stata fondata migliaia di anni prima delle amazzoni, una stirpe di donne guerriere.Il più grande tempio di marmoCreso decise di far erigere il tempio in onore della dea della luna, protettrice degli animali e delle fanciulle, che i greci chiamavano Artemide e i romani Diana. L'edificio fu realizzato con pietra calcarea e marmo estratti dalle alture circostanti. La struttura principale del tempio era sorretta da almeno 120 colonne di marmo, ciascuna delle quali era di 20 metri. Gli enormi blocchi che formavano le colonne dovevano essere issati per mezzo di carrucole ed erano tenuti insieme da spinotti metallici. Una volta posato il tetto, gli artisti completarono l'opera con stupende sculture e decorazioni. Al centro del tempio, si trovava la statua di Artemide. Si trattava di uno dei templi più imponenti del mondo classico, molto più vasto di quello che sarebbe stato in seguito il Partenone di Atene. La piattaforma su cui era costruito era lunga 131 metri e larga 79.Erostrato e AlessandriaDuecento anni dopo, nel 356 a.C. il tempio fu raso al suolo da un incendio. Ad appiccare il fuoco fu un certo Erostrato, che non aveva altro fine se non quello di diventare famoso. Per una singolare coincidenza, il tempio andò distrutto lo stesso giorno in cui veniva alla luce Alessandro Magno. Alcuni anni più tardi, Alessandro visitò Efeso e diede ordine che il tempio fosse ricostruito sullo stesso luogo.La distruzione definitivaIl tempio fatto erigere da Alessandro Magno, sopravvisse fino al III secolo a.C. Con il passare del tempo,il porto di Efeso si insabbiò e la città perse importanza. Il tempio fu saccheggiato dai goti ed in seguito sommerso dalle inondazioni. Tutto quello che rimane oggi sono alcuni blocchi delle fondamenta e un'unica colonna ricostruita.