Circa un’ora fa, Veltroni ha annunciato che Beppe Lumia guiderà le liste del Pd al Senato: ci ha ripensato, dopo i numerosi appelli ricevuti da vari esponenti politici e uomini della cultura, sorpresi dall’esclusione di un uomo dello Stato, su cui pende la condanna a morte di Bernardo Provenzano, dalle candidature politiche. Veltroni ha “riveduto la sua decisione”. Meglio tardi che mai, anche se si sarebbe potuto evitare quest’inglorioso autogol, frutto più delle polemiche che della reale consapevolezza dell’errore commesso: Lumia è stato candidato, perché il professor Ignazio Marino ha rinunciato alla doppia candidatura in Sicilia e nel Lazio. La paura di sentirsi tacciati come “quelli che non ritengono l’Antimafia una priorità” è stato determinante. Se serve avere paura, per approdare a decisioni illuminate, conviene augurarsi che le paure investano la classe politica. I candidati inopportuni comunque restano: anche su quel settore occorrerebbe chiarezza. Ora Veltroni dichiara che «contro la mafia sia indispensabile schierare e spendere tutte le migliori energie della società e delle istituzioni. La battaglia contro le mafie, contro la criminalità organizzata, per la difesa della legalità è al centro non solo del programma e della concreta azione del Partito democratico, ma della sua stessa identità». Peccato che fino a stamattina, la cantilena sembrava un’altra. Sembrano dichiarazioni un tantino ipocrite, “ma anche” abbastanza paraculo.
IL DIETRO FRONT
Circa un’ora fa, Veltroni ha annunciato che Beppe Lumia guiderà le liste del Pd al Senato: ci ha ripensato, dopo i numerosi appelli ricevuti da vari esponenti politici e uomini della cultura, sorpresi dall’esclusione di un uomo dello Stato, su cui pende la condanna a morte di Bernardo Provenzano, dalle candidature politiche. Veltroni ha “riveduto la sua decisione”. Meglio tardi che mai, anche se si sarebbe potuto evitare quest’inglorioso autogol, frutto più delle polemiche che della reale consapevolezza dell’errore commesso: Lumia è stato candidato, perché il professor Ignazio Marino ha rinunciato alla doppia candidatura in Sicilia e nel Lazio. La paura di sentirsi tacciati come “quelli che non ritengono l’Antimafia una priorità” è stato determinante. Se serve avere paura, per approdare a decisioni illuminate, conviene augurarsi che le paure investano la classe politica. I candidati inopportuni comunque restano: anche su quel settore occorrerebbe chiarezza. Ora Veltroni dichiara che «contro la mafia sia indispensabile schierare e spendere tutte le migliori energie della società e delle istituzioni. La battaglia contro le mafie, contro la criminalità organizzata, per la difesa della legalità è al centro non solo del programma e della concreta azione del Partito democratico, ma della sua stessa identità». Peccato che fino a stamattina, la cantilena sembrava un’altra. Sembrano dichiarazioni un tantino ipocrite, “ma anche” abbastanza paraculo.