Tutto Precario

LA RETORICA DELL'8 MARZO


Come ogni anno fa sfoggio di sé la retorica dell’8 marzo. Tutti a ribadire quanto sia necessaria la partecipazione paritaria delle donne alla politica. Napolitano stesso ha oggi parlato della parità come “un traguardo ancora lontano”. Esattamente come l’anno scorso e come da anni fanno i presidenti della Repubblica italiana. Per ora aria fritta. C’è, invece, da sottolineare un “occasione persa” già nelle attuali politiche del 2008: oltre all’assenza di candidate forti alla premership nelle liste maggiori, va detto che le uniche due presenti in due realtà comunque piccole sono imbarazzanti: la Santanchè, candidata de La Destra (ne esiste solo una, per fortuna) nonché nota filosofa della cosmetica, e la D’Angeli, candidata della Sinistra (una delle tante sinistre, purtroppo) Critica, nonché scarsa consumatrice di cosmetica (ma ne avrebbe bisogno). L’altra sera erano a Porta a Porta a parlare di programmi: sembravano due galline farneticanti, pronte ad accapigliarsi si tutto, senza per altro far comprendere molto dei propri programmi. Diciamo che questo modello di “impegno al femminile” ha avuto davvero poco di edificante. Si spera nel prossimo giro e in qualche donna un po’ più significativa. In realtà, forse, qualcuna esiste davvero: si chiama Sonia Alfano ed è figlia del noto giornalista Beppe, ucciso nel ’93 dalla mafia. È candidata in Sicilia con la lista indipendente di Grillo: i partiti l’hanno esclusa e non le hanno espresso alcuna solidarietà, nonostante le minacce e le intimidazioni subite nella sua scelta di candidarsi. Quelli del Pd sono certi: “Solo con la Finocchiaro ci sarà vero cambiamento in Sicilia”. Sono del parere, invece, che il vero cambiamento si riconosca nella sfida generosa ed importante di Sonia Alfano.