Mai vista una campagna elettorale così soporifera. Verrebbe quasi da ringraziare Berlusconi, visto che ogni tanto rispolvera qualche trovata delle sue per metterci un po’ di pepe. Se non ci fosse stato poi il caso Alitalia, con la “cordata italiana fantasma” di cosa si sarebbe dovuto parlare in campagna elettorale? Delle creme antirughe della Santanchè o delle copertine hard della Mussolini, quando esordiva su Play Boy? A sentire Veltroni, pare di essere al Festival dei dolciumi: il caramello sbava da tutte le parti. Molti dicevano che Prodi fosse, dal punto di vista comunicativo, noioso e pesante: osservazione impeccabile, certo, ma ogni tanto il professore tirava fuori il graffio d’orgoglio. Indimenticabile, ad esempio, la battuta sui “giovani mercenari di Forza Italia” (davvero realistica, visto che avrei un elenco di giovani rampanti nati nei “Circoli della Libertà”, che sembrano robot programmati a colpi di slogan e promesse di “posti di riguardo”). Veltroni parla di speranza, ma spesso incute una tristezza che non ha paragoni. E poi, ogni giorno che passa, si scopre che c’è un’ennesima sinistra alla sinistra della sinistra (non so se ho reso l’idea): si partiva dalla Sinistra L’Arcobaleno, che sarebbe la sinistra ufficiale, per passare a Sinistra Critica, l’opposizione a Rifondazione, per poi arrivare a quella di Ferrando, opposizione dell’opposizione… scopro anche oggi la Sinistra Alternativa che è opposizione all’opposizione dell’opposizione. Si attendono notizia da qualche altra lista, magari intitolata “Sinistra… e basta”. Le liste minori non si contano neanche. Berlusconi grida: “Rialzati Italia”… ma si dimentica di aggiungere “che ti metto a novanta gradi”. Ma quello che è più noioso di ogni aspetto è la generale propaganda per il voto utile. Tutti rivendicano l’utilità del voto per la propria parte politica. Un voto che non esprime una rappresentanza reale attraverso una preferenza non ha nulla di democratico. Si tratta soltanto di stare al gioco dei politici che si sono eletti da soli. Non ha nulla a che vedere con la democrazia. E la cosa davvero più noiosa è la collettiva illusione che sia ancora utile andare a votare.
CAMOMILLA ELETTORALE
Mai vista una campagna elettorale così soporifera. Verrebbe quasi da ringraziare Berlusconi, visto che ogni tanto rispolvera qualche trovata delle sue per metterci un po’ di pepe. Se non ci fosse stato poi il caso Alitalia, con la “cordata italiana fantasma” di cosa si sarebbe dovuto parlare in campagna elettorale? Delle creme antirughe della Santanchè o delle copertine hard della Mussolini, quando esordiva su Play Boy? A sentire Veltroni, pare di essere al Festival dei dolciumi: il caramello sbava da tutte le parti. Molti dicevano che Prodi fosse, dal punto di vista comunicativo, noioso e pesante: osservazione impeccabile, certo, ma ogni tanto il professore tirava fuori il graffio d’orgoglio. Indimenticabile, ad esempio, la battuta sui “giovani mercenari di Forza Italia” (davvero realistica, visto che avrei un elenco di giovani rampanti nati nei “Circoli della Libertà”, che sembrano robot programmati a colpi di slogan e promesse di “posti di riguardo”). Veltroni parla di speranza, ma spesso incute una tristezza che non ha paragoni. E poi, ogni giorno che passa, si scopre che c’è un’ennesima sinistra alla sinistra della sinistra (non so se ho reso l’idea): si partiva dalla Sinistra L’Arcobaleno, che sarebbe la sinistra ufficiale, per passare a Sinistra Critica, l’opposizione a Rifondazione, per poi arrivare a quella di Ferrando, opposizione dell’opposizione… scopro anche oggi la Sinistra Alternativa che è opposizione all’opposizione dell’opposizione. Si attendono notizia da qualche altra lista, magari intitolata “Sinistra… e basta”. Le liste minori non si contano neanche. Berlusconi grida: “Rialzati Italia”… ma si dimentica di aggiungere “che ti metto a novanta gradi”. Ma quello che è più noioso di ogni aspetto è la generale propaganda per il voto utile. Tutti rivendicano l’utilità del voto per la propria parte politica. Un voto che non esprime una rappresentanza reale attraverso una preferenza non ha nulla di democratico. Si tratta soltanto di stare al gioco dei politici che si sono eletti da soli. Non ha nulla a che vedere con la democrazia. E la cosa davvero più noiosa è la collettiva illusione che sia ancora utile andare a votare.